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Damasco first

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comparso sul quotidiano Jerusalem Post, è di Uri Savir, che è stato capo dei negoziatori israeliani al processo di pace bilaterale con la Siria tra la fine del 1995 e l’inizio del 1996.

“A Wye Plantation il processo si stava muovendo nella giusta direzione anche se dovemmo affrontare

Nali Shila, un’israeliana su Al Jazira

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di Al Jazira, la stazione televisiva più seguita nel mondo arabo, hanno ormai imparato a conoscere, di fianco ai portavoce del governo libanese e di Hasan Nasrallah, anche i portavoce dell’esercito israeliano e del governo dello Stato ebraico

Da Israele a Trieste

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di Trieste ha ospitato, dal 15 agosto, 33 ragazzi, di età dai 13 ai 17 anni, provenienti da Haifa, Naharya e Kiryat-Shmona, le tre città nel nord di Israele più colpite dai missili lanciati da Hezbollah. Nell’iniziativa, organizzata dalla New Jerusalem Foundation, erano coinvolti altri 70 giovani, ospitati a Roma. Il presidente della Comunità, Andrea Mariani

Chi ha vinto la guerra?

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e gli analisti specializzati in questioni mediorientali hanno finito per trascorrere questo ultimo scorcio d’estate friggendosi il cervello. E ancora adesso che la missione militare italiana è in rotta verso le sponde del Libano, ancora adesso che un nuovo capitolo sulla vicenda della situazione mediorientale sta per aprirsi, continuano a interrogarsi. La domanda emblematica sarebbe: chi ha vinto la guerra?

Manifestazione al Consolato Libanese: parole di dialogo

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organizzata dall’ADI (Amici di Israele) e dalla Comunità ha visto la partecipazione di moltissime persone, tante delle quali non ebrei, che sono intervenute per dimostrare la solidarietà a Israele in questi momenti gravissimi.

L’incontro era davanti al Consolato libanese, la finalità quella di consegnare una lettera al Console, ma non aveva intenti di protesta: ci sono stati interventi di esponenti delle istituzioni milanesi che con varie sfumature, e anche sbavature, hanno appoggiato la politica israeliana, foto, scritte, bandiere, giornalisti.

Ciò che rappresentava meglio lo spirito della manifestazione erano due cartelli che ricorrevano più frequentemente: “Israele e Libano non sono nemici, ma hanno un nemico comune, il terrorismo”, e “Iran e Siria complottano, Israele e Libano soffrono”.

Gli ebrei d’Egitto a congresso a Haifa

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e di piacere ho partecipato al Congresso degli Ebrei d’Egitto (WCJE), che si è tenuto a Haifa, dal 2 al 6 luglio, patrocinato dall’Union des Juifs d’Egypte, con sede a Tel Aviv, e in collaborazione con l’Università di Haifa. Sorpresa per l’altissimo numero di presenti, provenienti da tutti i continenti, piacere per aver potuto prendere contatto con il mondo in cui i miei genitori avevano vissuto la loro giovinezza

Tecnologia digitale per ricomporre l’opera di Maimonide

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, pilastro del pensiero ebraico la cui influenza giunge fino a oggi non ha certo bisogno di ripensamenti o rivisitazioni. Ma ora il centro per gli Studi ebraici dell’università di Manchester è all’opera per cercare di ricomporre, valendosi della più avanzata tecnologia digitale, qualcosa come 300.000 minuscoli frammenti, sparsi fra istituti e raccolte di tutto il mondo: 10.000 si trovano presso la biblioteca Rylands dell’Università di Manchester

Il complesso persiano

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docente di storia a Yale, pubblicato dal New York Times, aiuta a comprendere alcuni aspetti della mentalità che pervade l’attuale politica iraniana. In particolare sulla questione nucleare