di R.I.
Si parlerà delle persecuzioni nazi-fasciste delle persone LGBTQIA+, della Shoah e dei parallelismi tra le varie legislazione discriminatorie, nonché de lle manipolazioni della propaganda contemporanea.
Attualità e news
«Hamas aveva pianificato di tenere in ostaggio gli israeliani per 10 anni»
di Nina Deutsch
Il coordinatore israeliano per i rapiti e i dispersi ricostruisce la strategia di lungo periodo di Hamas, la gestione della crisi degli ostaggi, le operazioni di salvataggio e il ruolo delle mediazioni internazionali. Emergono inoltre il coinvolgimento di Stati Uniti, Qatar ed Egitto, la conclusione del caso Ran Gvili e l’impatto umano, morale e politico di una delle crisi più complesse nella storia recente di Israele. Le sue dichiarazioni hanno però suscitato critiche e difese.
“843 giorni, 12 ore e 6 minuti”: Tel Aviv spegne l’orologio di Piazza degli Ostaggi dopo il rilascio di Ran Gvili
di Pietro Baragiola
Lo spegnimento dell’orologio segna un passo significativo del doloroso percorso che la comunità israeliana ha affrontato negli ultimi due anni. Le immagini mostrano la folla riunita davanti al display, divenuto simbolo della lotta per la restituzione degli ostaggi. Mentre i presenti cantavano l’inno nazionale di Israele, deponendo nastri gialli e fotografie accanto all’orologio, i superstiti e i famigliari degli uccisi sono saliti sul palco per rivolgere alcune parole al pubblico.
Israele convince Moody’s (a metà)
di Davide Cucciati
L’agenzia di rating Moody’s ha migliorato l’outlook (previsione sull’andamento del rating nel medio-lungo termine) di Israele da negativo a stabile, lasciando però invariato il rating sovrano a Baa1. Il rischio geopolitico resta il vincolo principale che impedisce un miglioramento del giudizio nel breve periodo.
Milano: vandalizzato il murale di aleXsandro Palombo dedicato a Primo Levi
di R.I.
«In un clima in cui l’ostilità viene normalizzata, ogni attacco alla memoria diventa un avvertimento. E ogni volta che qualcuno tenta di cancellare il volto di chi ha pagato il prezzo dell’intolleranza e della disumanizzazione, abbiamo il dovere civile di renderlo ancora più visibile», ha dichiarato l’artista.
Gaza, lo stallo della fase due: Hamas nega il disarmo e rivendica il controllo dell’enclave
di Nina Prenda
L’alto funzionario Moussa Abu Marzouk ha detto che un accordo riguardo alla consegna delle armi da parte di Hamas “non è mai successo, neanche per un solo momento abbiamo parlato della consegna delle armi, o di qualsiasi formula di resa o di disarmo”.
Olimpiadi 2026: scoppiano le polemiche per la presenza di Ghali alla cerimonia di apertura
di Pietro Baragiola
La decisione di farlo salire sul palco olimpico arriva in un periodo storico in cui il nostro Paese è considerata uno dei principali poli europei dell’attivismo propalestinese. L’artista capirà le possibili riprercussioni sull’Italia nel caso si esprimesse su Gaza davanti al mondo, oppure approfitterà della visibilità?
Gaza, la guerra fredda del Golfo e il crollo dell’asse sunnita
di Anna Balestrieri
La competizione tra Riyad e Abu Dhabi non è frutto di incomprensioni diplomatiche o di rivalità personali, ma di visioni profondamente divergenti dell’ordine mediorientale.
Dal Pakistan a Gaza: il possibile asse tra Hamas e Lashkar-e-Taiba
di Davide Cucciati
Se il legame fra le due organizzazioni avesse ulteriori riscontri, per Israle qualsiasi rafforzamento esterno di Hamas inciderebbe sulla già fragile prospettiva di demilitarizzazione e di ricostruzione. Mentre per l’Europa è un problema di sicurezza e di politica estera.
Gaza: medico che ha scritto sul New York Times era un colonnello di Hamas
di Nathan Greppi
Trovata una foto del 2016 del medico Hussam Abu Safiya che indossava un uniforme militare di Hamas durante una cerimonia per l’inaugurazione di un ospedale nella Striscia di Gaza. La foto di Abu Safiya è apparsa sulla pagina Facebook dei Servizi Medici di Gaza, che opera sotto il Ministero della Salute gestito da Hamas.
Karoline Preisler: «Non tollero l’antisemitismo mascherato da odio per Israele. E nessuno dovrebbe accettarlo»
di Marina Gersony
Non è né ebrea né israeliana, ed è proprio questo a rendere la sua voce ancora più potente: non parla per appartenenza, ma per principio. Alle manifestazioni pro-palestinesi a Berlino si presenta da sola, elegante, con i suoi fiori e i cartelli: Rape is not Resistance, Believe Israeli Women, Bring the Hostages Home
Respinto perché israeliano: il cuoco che non è stato ammesso al corso di un’accademia italiana
di Nina Deutsch
Yonatan, 23 anni, cuoco israeliano, voleva studiare come fare la pizza romana in una nota accademia italiana. Dopo essersi presentato, è stato rifiutato per la sua nazionalità e per il servizio militare svolto: «Sosteniamo la Palestina, dovresti vergognarti». Il giovane ha sporto denuncia contro l’accademia.














