Ebrei e musulmani olandesi uniti in nome della tradizione

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Se ne parla ormai da qualche mese su giornali e blogs di tutta Europa:  una proposta di legge olandese vorrebbe vietare la macellazione rituale della carne. Ora di nuovo l’argomento è tornato all’ordine del giorno. Da un lato perchè pare che la proposta potrebbe ottenere la maggioranza dei voti a favore – e se così fosse l’Olanda sarebbe il primo paese dell’Unione Europea a vietare la macellazione kasher e halal;  dall’altro perchè per questa battaglia ebrei e musulmani olandesi si sono trovati a combattere sullo stesso fronte. Giovedì scorso infatti le rappresentanze delle comunità ebraica e musulmana si sono rivolte ai legislatori perchè la proposta del Partito animalista olandese (PvdD) non venga approvata.

Secondo gli esponenti del PvdD (due seggi in Parlamento)  la macellazione kasher e halal costituisce una forma di crudeltà nei confronti degli animali ed ha proposto perciò anche per esse l’introduzione dell’obbligo di stordimento degli animali prima dell’uccisione.
Si tratta di una misura che, se approvata, per gli ebrei olandesi riaprirebbe antiche e dolorose ferite: “una delle prime misure prese dal governo olandese durante l’occupazione tedesca fu la chiusura dei macelli kasher” ha ricordato infatti il rabbino capo olandese, Binyomin Jacobs.
Per parte sua, Yusuf Altuntas, presidente della CMO (Contactorgaan Moslims en Overheid), – l’organizzazione musulmana che tiene i rapporti col parlamento olandese – ha osservato che “la religione musulmana è contraria a qualsiasi forma di crudeltà nei confronti degli animali”.
Se, come sostengono i media olandesi, il parlamento approverà a maggioranza la proposta di legge degli animalisti, si produrrebbe in seno alla società olandese, una frattura insanabile, ha dichiarato il presidente della Comunità ebraica di Amsterdam, Ronnie Eiseman.

Insieme i rappresentanti di ebrei e musulmani hanno ribadito che la macellazione rituale prevede il rispetto dell’animale e che colui che la esegue è istruito proprio per l’utilizzo di metodi che limitano il più possibile la sofferenza dell’animale. Di comune accordo si sono detti disposti ad adottare ulteriori misure per l’alleviamento del dolore nell’animale, ad eseguire maggiori controlli nei macelli e a migliorare le condizioni di trasporto degli animali.

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