“Il Diario di Anna Frank, un canto alla vita”

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“Il Diario di Anna Frank, un canto alla vita” è il titolo del musical che andrà in scena dal 28 febbraio al teatro Calderon, nel cuore della capitale spagnola. Quello di Madrid, in spagnolo, sarà il primo musical sulla breve vita della giovane Anna, autorizzato dalla fondazione olandese che cura il ricordo della piccola ebrea di Amsterdam.
L’annuncio fatto durante una visita del casting alla casa-museo di Anna Frank ad Amsterdam ha suscitato subito dubbi e interrogativi. “È accettabile un musical sull’Olocausto” si chiede in prima pagina il più autorevole quotidiano di Madrid, El Pais. “Può la Shoah, aggiunge, fornire materiale per l’intrattenimento?” “Con il passare del tempo la testimonianza sui campi di sterminio sfocia nella fiction e nella fantasia. Alcuni sopravvissuti, come Imre Kertesz, hanno visto in questo inesorabile travaso l’unica strada per evitare che l’orrore cada nell’oblio”, scrive il quotidiano, citando in particolare i precedenti cinematografici di La vita è bella di Roberto Benigni e di Train de vie del rumeno Radu Mihaileanu.

Il direttore esecutivo del musical, Rafael Alvero, spiega di avere impiegato dieci anni per convincere la Fondazione Anna Frank a dare il via libera al progetto. “Ho mantenuto la promessa fatta a mio figlio, aggiunge, di tenere viva l’icona contro la xenofobia e per i diritti dell’infanzia che è Anna Frank”. L’opera musicale “rispetta il messaggio di tolleranza, dentro la tragedia, che vogliamo mantenere viva”, commenta il capo del dipartimento internazionale della Fondazione Jan Eric Dubbelman.

El Pais, che dedica un’intera pagina al progetto, conclude che molto dipenderà dal “valore della forma artistica” dell’opera che andrà in scena fra un mese nel rassicurare o meno chi oggi teme una “banalizzazione” della memoria della Shoah.

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