Yair Lapid ad Abi Dhabi per l'apertura dell'ambasciata israeliana

Israele ha inaugurato la sua ambasciata ad Abu Dhabi. “Un evento storico”

di Paolo Castellano 

Evento storico per lo Stato di Israele che il 29 giugno ha inaugurato la sua nuova ambasciata negli Emirati Arabi Uniti nella capitale Abu Dhabi. Presente alla cerimonia d’inaugurazione il ministro degli Esteri israeliano Yair Lapid.

«Questo è un momento storico e ci ricorda che la storia viene creata dagli uomini. Persone che comprendono la storia e sono disposte a cambiarla. Persone che preferiscono il futuro al passato. Siamo qui oggi perché abbiamo scelto la pace al posto della guerra. La cooperazione al posto del conflitto. Il bene dei nostri figli al posto dei brutti ricordi del passato. Abbiamo scelto di decidere da soli il nostro destino», ha dichiarato Lapid.

Come riporta Israel National News, il ministro degli Esteri israeliano ha inoltre aiutato ad apporre una mezuzah all’interno del nuovo edificio che ospita l’ambasciata emiratina di Israele.

«Israele vuole la pace con i suoi vicini. Con tutti i suoi vicini. Non andiamo da nessuna parte perché il Medioriente è la nostra casa: siamo qui per restare. Invitiamo tutti i paesi della Regione a riconoscerlo e a venire a parlare con noi», ha sottolineato Lapid, ringraziando l’ex-primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu promotore degli Accordi di Abramo.

Al contempo, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti si è congratulato con Israele per l’inaugurazione dell’ambasciata negli Emirati Arabi: «Gli Stati Uniti accolgono con favore la storica apertura dell’Ambasciata israeliana ad Abu Dhabi e la visita del Primo Ministro e Ministro degli Esteri Yair Lapid per la cerimonia ospitata dal ministro per gli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale degli Emirati Arabi Uniti Sheikh Abdullah bin Zayed Al Nahyan».

«Gli Stati Uniti continueranno a lavorare con Israele e gli Emirati Arabi Uniti per rafforzare tutti gli aspetti delle sue partnership e per creare un futuro più pacifico, sicuro e prospero per tutti i popoli del Medioriente», si legge nella nota americana.

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