israeliani con la mascherina: crescono i contagi per la variante indiana

La variante indiana: Israele faccia a faccia con il virus, di nuovo

Israele

di David Zebuloni
A due settimane dal suo insediamento in parlamento, Naftali Bennett si ritrova in questi giorni a dover affrontare il suo primo vero ostacolo in veste di neo Premier. Dopo un’apparente ulteriore tensione avuta con Hamas la scorsa settimana, superata senza eccessivi sforzi, Bennett si ritrova a combattere contro il nemico invisibile: il Covid, questa volta ripresentatosi nella sua variante indiana.

Dopo una campagna vaccinale egregiamente riuscita, dopo essere stato uno dei primi paesi al mondo ad essere tornati alla normalità più totale, ad aver abolito il distanziamento sociale e l’utilizzo delle mascherine negli spazi aperti e quelli chiusi, Israele si trova nuovamente faccia a faccia con la minaccia della pandemia.

Negli ultimi mesi, infatti, lo Stato Ebraico era riuscito ad azzerare i contagi. Nell’ultima settimana, invece, sono stati registrati in media 170 contagi giornalieri, per un numero complessivo di trenta ricoveri in ospedale. La maggior parte assoluta dei contagiati risultano non essere stati vaccinati, mentre solo una piccola parte di loro hanno contratto il virus nonostante il vaccino. Ciò ha suscitato grande interesse da parte degli esperti, i quali si pongono la fatidica domanda: il vaccino anti-Covid resiste alla variante indiana oppure no? L’ipotesi attuale è che il vaccino permetta al contagiato di non ammalarsi gravemente, ma di riportare solamente dei sintomi leggeri.

Uomo con la mascherina: ripristinato l'obbligo di metterla negli spazi chiusi
Uomo con la mascherina: ripristinato l’obbligo di metterla negli spazi chiusi (foto Mako.tv)

 

Ciò che risulta essere più chiaro, invece, è l‘effetto del vaccino Pfizer sui bambini. Secondo gli ultimi studi, infatti, pare che quest’ultimo non abbia effetti collaterali sui giovani e più giovani. Pertanto, il governo israeliano sta valutando un’ulteriore campagna vaccinale, indirizzata questa volta proprio ai minori di sedici anni.

In un’intervista rilasciata ieri, il Professor Nachman Hash, responsabile della lotta al Covid per conto del Ministero della Salute, ha espresso la sua preoccupazione per quanto riguarda la diffusione del virus. Ha poi specificato con certezza che il focolaio è proprio l’Aeroporto di Ben Gurion e che i diffusori principali del virus sono proprio coloro che rientrano nel paese dopo essere stati in vacanza. La data prefissata al primo del mese di luglio per la riapertura totale e completa del paese ai turisti, dunque, viene rimandata ai primi del mese di agosto. Inoltre, a partire dalla prossima settimana invece, torna l‘obbligo categorico all’utilizzo della maschera negli spazi chiusi.

In questo quadro, che lascia presagire un ritorno drammatico del virus nelle vite degli israeliani, vi è anche chi mantiene una prospettiva positiva ed ottimista. A esempio il Professore Eran Segal, ricercatore epidemiologico dell’Istituto Weizmann per la Scienza, ha escluso il ritorno totale della pandemia. “I numeri sono ancora molto bassi e non c’è motivo di diffondere panico”, ha spiegato il ricercatore rinomato e aggiunto: “A differenza dell’ultima ondata di contagi, questa volta abbiamo i vaccini dalla nostra parte”.

(Fonte foto: PublichHealth.DoctorSonly.Co.Il)

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