Angelo Pezzana tra editoria, diritti civili e amore per Israele

Libri

di Nathan Greppi

Il libro di Daniele Toscano ricostruisce l’avventura umana di chi ha lottato tutta la vita per la tutela delle libertà individuali. Con i Radicali di Marco Pannella, ha sostenuto sempre lo Stato ebraico. Ha fondato l’Associazione Italia-Israele di Torino e il sito Informazionecorretta

Quando, nel 1982, il capo dell’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) Yasser Arafat venne accolto a Roma dall’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini, posizioni filopalestinesi erano predominanti nei principali partiti italiani quali la DC, il PSI e il PCI. Ma già all’epoca, Angelo Pezzana arrivò a dire che il “dono che Arafat ha fatto al mondo, contrariamente all’immagine che i media hanno creato, è stata l’arma dei martiri suicidi, che portano la morte in mezzo alla popolazione civile. […] La violenza, fisica e politica, è sempre stata il suo strumento preferito”.

Questo è solo uno degli innumerevoli episodi che hanno costellato una vita sempre in controtendenza rispetto al pensiero dominante in Italia, durante la quale Pezzana ha raggiunto dei traguardi importanti: nel 1970, quando persino l’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosceva ancora l’omosessualità come una malattia, l’attivista e intellettuale nato a Santhià (in provincia di Vercelli) e trapiantato a Torino ha fondato il FUORI!, primo movimento di liberazione omosessuale nella penisola. Negli anni ’80, quando l’antisionismo era predominante nella politica e nei media italiani, divenne uno dei massimi esponenti dell’associazionismo pro-Israele italiano. E nel 1988, fondò il Salone del Libro di Torino assieme all’imprenditore Guido Accornero.

La vita di Pezzana, che è stato editorialista anche di Bet Magazine/Mosaico dove ha curato la rubrica La domanda scomoda dal 2014 al 2025, viene raccontata oggi in una biografia scritta dal giornalista Daniele Toscano, intitolata Angelo Pezzana, la sfida dei diritti e pubblicata dalla casa editrice Salomone Belforte. Il volume è arricchito dalle prefazioni del giornalista Maurizio Molinari e della già direttrice dei media CEM, Fiona Diwan.

«La vita di Pezzana è scandita da alcuni elementi essenziali -, spiega Toscano a Bet MagazineMosaico. – Pezzana ha lottato tutta la vita per i diritti civili e la tutela delle libertà individuali. Al primo posto per lui ci sono stati i diritti omosessuali, poiché essendo lui stesso omosessuale si è ritrovato in un’Italia, quella del dopoguerra, in cui l’omosessualità era un tabù, lottando contro tutto questo».

Nei primi anni, il FUORI! venne snobbato dalla sinistra italiana mainstream, il che spinse Pezzana ad avvicinarsi al Partito Radicale del quale divenne un fervente militante, e con il quale venne eletto in diversi periodi deputato, consigliere regionale del Piemonte e consigliere comunale di Torino. Con lo storico leader dei radicali, Marco Pannella, l’attivista torinese condivise anche il sostegno per Israele che dopo la Guerra dei Sei giorni del 1967 veniva espresso solo da partiti minori in Italia, tanto che Pannella voleva far entrare lo Stato Ebraico nell’Unione Europea. Una certa attenzione venne rivolta da Pannella e Pezzana anche alla condizione degli ebrei discriminati in Unione Sovietica.

L’interesse di Pezzana per Israele e il popolo ebraico ebbe origine in Svizzera, dove venne mandato a studiare in un collegio in giovane età. In quel periodo, ebbe modo di leggere il libro A history of the Marranos di Cecil Roth, sull’espulsione degli ebrei dalla Spagna nel 1492, il che lo portò a familiarizzare con il popolo ebraico. E da attivista omosessuale, in seguito non ha potuto fare a meno di notare che Israele era l’unico paese del Medio Oriente dove si poteva celebrare il gay pride.

Toscano racconta che «una delle cose che più mi hanno sorpreso leggendo e ascoltando le testimonianze di Pezzana, è stato che quando ha iniziato a difendere l’immagine d’Israele negli anni ’80, ha percepito un’ostilità da parte di presunti amici e conoscenti che non aveva mai riscontrato nei decenni precedenti. Atteggiamenti che come Pezzana stesso ha raccontato nelle sue testimonianze si sono verificati anche nelle vicende successive al 7 ottobre 2023». I primi interventi di Pezzana sui media a favore d’Israele apparvero su Radio Radicale, e nel 1985 fu tra i fondatori a Torino dell’Associazione Italia-Israele, motivo per cui ricevette numerose minacce e intimidazioni da parte dei centri sociali. Mentre nella Libreria Luxemburg che gestiva a Torino, ampio spazio venne offerto alla letteratura ebraica e israeliana. E nel 2001, con l’avvento di Internet, ha fondato il sito Informazione Corretta, che ancora oggi offre una rassegna stampa giornaliera degli articoli più importanti su Israele, ebraismo e Medio Oriente che escono sulle principali testate italiane.

Un impegno, il suo, per il quale ha subito diversi attentati: dapprima, nel 1986, quando alcune persone lo aggredirono e cercarono di buttarlo nel Po, e poi, nel 1988, quando estremisti di sinistra diedero fuoco alla sua libreria con una molotov.

Al fine di documentarsi per la stesura del libro, l’autore ha lavorato su diversi binari paralleli: «Da una parte ho raccolto testimonianze dirette da Pezzana stesso, con interviste sia dal vivo che da remoto; dall’altra ho costruito un’eterogenea bibliografia, composta da alcuni materiali segnalatimi da lui (libri di cui è stato autore, interviste che gli hanno fatto negli anni, articoli di vario genere, cortometraggi) e da libri, articoli, saggi e servizi utili a delineare il contesto storico e a inquadrare meglio determinati fenomeni, come le vicende del Partito Radicale di Marco Pannella e la storia di Israele. Per arricchire il tutto, ho raccolto anche interviste a terzi attori che hanno avuto stretti rapporti personali e professionali con Pezzana, come ad esempio la giornalista Fiamma Nirenstein, la guida italo-israeliana Angela Polacco Lazar, il diplomatico israeliano Avi Pazner, lo psichiatra Annibale Crosignani».

Parlando a proposito del contributo di Pezzana alla stampa ebraica, Toscano afferma che ha parlato di «Shalom e Mosaico, che hanno rappresentato una collaborazione continuativa e di ampio respiro. In particolare, nella prefazione di Fiona Diwan viene fatto notare che ha scritto diversi articoli in cui affrontava la minaccia iraniana per Israele e il Medio Oriente. Un tema che rappresenta tutt’ora una questione di estrema attualità». Un’esperienza, quella sul Medio Oriente, che Pezzana ha cementato in particolare nei primi anni 2000, quando era di fatto corrispondente da Israele per il quotidiano Libero. Prima ancora, dalla metà degli anni ’80 fino al 2019, «ha fatto numerosi e approfonditi viaggi in Israele, girando in lungo e in largo per il paese, passando anche per tappe inusuali come basi militari. Esperienze che gli hanno permesso di vivere dall’interno l’atmosfera e capire lo stato d’animo delle persone», racconta Toscano. Nel suo libro Quest’anno a Gerusalemme (pubblicato da Giuntina nel 2008), in particolare, Pezzana «riporta le esperienze di tanti olim, attraverso le cui voci ha capito la spinta interiore che motivava la loro decisione di emigrare in Israele». Una vita , quella di Angelo Pezzana, sempre all’insegna dell’anticonformismo, con una incrollabile coerenza morale.