È scomparso Raul Hilberg

Personaggi e Storie

Un ricordo di Liliana Picciotto.

Ho conosciuto Raul Hilberg al convegno “L’Allemagne nazie et l’extermination des Juifs” organizzato nel 1984 alla Sorbona dalla prestigiosa Haute Ecole d’Etudes Sociales. I principali studiosi di tutto il mondo erano per la prima volta convenuti per fare il punto sulla situazione delle ricerche sul genocidio degli ebrei. Io ero stata invitata, per rendere conto dello stato della ricerca in Italia. Incontrai Hilberg appena scesa in albergo, mi venne incontro, vide il mio nome Picciotto sul distintivo e disse che conosceva un simpatico Picciotto a New York. Chiacchierammo per un quarto d’ora, solo in seguito mi resi conto di aver parlato con Hilberg, l’eminente studioso della Shoah, autore, nel lontano 1961, della fondamentale opera The Destruction of European Jews, pubblicata da Einaudi in italiano solo nel 1995. Ci scambiammo qualche lettera, poi lui venne a Milano dal suo Vermont e visitò il CDEC, del quale rimase piacevolmente colpito.
Hilberg è morto il 4 agosto, dopo essere stato fonte di ispirazione per frotte di allievi che da lui hanno imparato a leggere la Shoah con spirito razionale, senza concedere nulla alle emozioni. Era nato nel 1926 a Vienna, donde riuscì a fuggire nel 1939. Naturalizzato americano, fece parte, come soldato, dell’esercito alleato sbarcato in Europa per contrastare l’avanzata nazista nel vecchio continente.

Ancora studente alla Columbia University, ebbe modo di consultare documenti nazisti catturati dagli Alleati e portati negli Stati Uniti. Decise di scrivere la sua tesi di PhD sull’organizzazione dello stato totalitario. La sua tesi fu pronta nel 1954 e fu la base per la sua monumentale opera.

Storici e studiosi hanno tratto dal suo scritto le notizie cruciali sulle cause e le modalità d’applicazione del genocidio, sulla data del suo inizio e sulla sua cronologia. Suoi sono i primi grafici statistici, gli organigrammi dei ministeri tedeschi coinvolti nel genocidio, le tabelle esplicative e i mansionari dei funzionari tedeschi.
Con lui sono emersi, come materia di studio, i comportamenti dei burocrati responsabili delle politiche di occupazione e dell’estensione via via ai paesi invasi del progetto della cosiddetta soluzione finale.
Hilberg ha messo al centro della sua attenzione l’inarrestabile macchina burocratica tedesca per l’assassinio di tutti gli ebrei, sottendendo la tesi, cara più tardi alla cosiddetta scuola degli storici “funzionalisti”, che la burocrazia non ha bisogno di ordini continui per funzionare, perchè funziona per inerzia. Una volta dato l’avvio ad una attività, l’apparato diventa un meccanismo dove nessuno si sente più responsabile in proprio per le azioni che compie e dove ognuno costituisce soltanto il dente di un grande ingranaggio.
Ora che lui non c’è più, anche per onorarne la memoria, compete alle sue decine di allievi virtuali in tutto il mondo di continuare, con metodo scientifico, la ricerca storica sulla Shoah.

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