Quando la realtà si vendica della narrazione ideologica preconfezionata

Opinioni

di Davide Romano
Ci voleva la riunione del Comitato Permanente Antifascista di lunedì 4 maggio — l’organismo che coordina il 25 aprile a Milano — per assistere a uno di quei momenti in cui la realtà si vendica delle narrazioni costruite a tavolino. La scaletta prevedeva l’intervento di rappresentanti di sigle ebraiche progressiste — Laboratorio Ebraico Antirazzista e Mai Indifferenti — che si sono proposti, nei fatti, a svolgere una funzione precisa: negare che nel corteo del 25 aprile ci fosse stato antisemitismo. Smentiti da testimoni non ebrei

Soli

Opinioni

di Daniele Scalise (dal sito di Setteottobre)
Condividiamo l’articolo e il video di Daniele Scalise uscito oggi sul sito dell’associazione Setteottobre perché descrive in modo perfetto la sensazione che provano oggi molti ebrei in Italia e le persone a loro vicine. Un senso di profonda solitudine, “una constatazione che arriva quando smetti di aspettarti qualcosa da chi non è disposto a darla. (…). Taglia il rumore, elimina le illusioni, lascia in piedi quello che c’è davvero. Pochissimo, a volte. Ma reale. E da lì, volenti o nolenti, si riparte”.

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Ekō e la campagna contro gli accordi Ue-Israele: cosa dicono davvero i numeri

Opinioni

di Stefano Ettore
Dai 9 milioni raccolti il 990 rivela che metà delle donazioni è assorbita dai costi del personale. L’analisi che segue, firmata da un socio Unione delle Associazioni Italia-Israele (UAII) Stefano Ettore, si basa esclusivamente su documentazione ufficiale e intende offrire elementi di valutazione trasparenti al lettore.

Lo Shabbat e il prossimo 25 Aprile

Opinioni

di Rav Roberto Della Rocca,  direttore del Dipartimento cultura dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane
(Lettera pubblicata dal Corriere della Sera il 22/4/2026)
Caro direttore, quest’anno il 25 aprile cade di sabato. Per le comunità ebraiche italiane questo significa non essere presenti alle manifestazioni pubbliche della Liberazione dal nazifascismo — non per disinteresse, non per distanza, ma per coerenza con la propria identità e con la propria idea di libertà. Lo Shabbat è il cuore dell’identità ebraica

La traiettoria imperfetta: la lezione di Rav Soloveitchik sulla storia d’Israele

Opinioni

di Ghila Piattelli
Quando nella storia del popolo ebraico, tutto procede liscio, osserva Rav Soloveitchik, il progetto non raggiunge mai la piena realizzazione. Il compimento avviene soltanto quando il cammino è segnato da ostacoli e l’orizzonte è velato dalle nubi dell’incertezza. A 78 anni dalla fondazione d’Israele, queste parole sembrano raccontare il presente, perché la strada è ancora piena di ostacoli e le nubi dell’incertezza nascondono ancora l’orizzonte, eppure Israele non perde mai di vista la meta.

Libertà e autorevolezza: un equilibrio tra competenza e umanità

Opinioni

di Claudio Vercelli
[Storia e controstorie] Un problema del tempo che stiamo vivendo è la crisi del principio di autorità. Il rifiuto dell’autoritarismo, posto che quest’ultimo costituisce di per sé una patologia dei rapporti di potere, si è infatti progressivamente trasformato nel diniego di qualsiasi manifestazione di autorevolezza.

Una giornata diversa

Opinioni

di Luciano Assin
Ore 10.00. È appena finita di suonare la sirena di Yom haShoà, paradossalmente, in questo periodo è una sirena buona visto che non preannuncia l’arrivo di un missile o un allarme aereo. Resta comunque una situazione paradossale al limite dell’irreale: proprio nel giorno in cui si commemora la “giornata della Shoà e dell’eroismo”, questa è l’esatta definizione di Yom haShoà ve hagvurà, Israele si ritrova per l’ennesima volta in uno stato di guerra

Una candela che brucia

L’Europa ha imparato dalla Shoah? E cosa significa oggi di fronte al male assoluto?

Opinioni

di Rabbi Abraham Cooper e Daniel Schuster
Ogni anno, in occasione di Yom HaShoah, lo Stato di Israele si ferma. Per due minuti risuonano le sirene e l’intero Paese rimane immobile – sulle autostrade, negli uffici, nelle case – per ricordare i sei milioni di ebrei assassinati nella Shoah. È un momento di silenzio che porta con sé il peso della storia.

 

“La pelle del mondo”: come un bel programma si piega alla propaganda più becera

Opinioni
di Ester Moscati
Condotta da Stefano Mancuso, il 6 marzo è andata in onda una splendida trasmissione RAI dal titolo “La pelle del mondo”. Una serie di servizi e interviste su natura, alberi, coltivazioni, ecologia. Purtroppo, come spesso accade ormai ovunque, a teatro, ai concerti, al cinema, è impossibile godersi un momento di svago o di approfondimento culturale senza subire una coltellata nella schiena. In questo caso, le mani sono quelle di Mancuso e di Cecilia Sala. Un commento di Deborah Fait

Identità non vuole dire “identico”

Opinioni

di Claudio Vercelli
[Storia e controstorie] Al dunque: bisognerebbe, per parte di ognuno di noi, fare un obbligato passo in avanti. Che assai poco, o nulla, ha a che fare con le rivendicazioni di “identità”. Altrimenti, nel tempo a venire, rischieremo comunque di essere sconfitti. Cosa implica, una tale affermazione? Soprattutto, cosa significa? Molte cose.

La questione arabo-israeliana nei libri di testo: fanno una buona

Opinioni

di Emanuele Calò
Sulla scorta di una richiesta che mi è pervenuta, ho esaminato un libro di testo. Si tratta di: Emilio Zanette Generazione Storia 3, Il Novecento, Bruno Mondadori, 2022. Si riferisce che il Regno Unito aveva promesso la formazione di un grande Stato arabo indipendente e che aveva sostenuto la nascita di un nuovo Stato per il popolo ebraico.