di Luciano Assin
Ore 10.00. È appena finita di suonare la sirena di Yom haShoà, paradossalmente, in questo periodo è una sirena buona visto che non preannuncia l’arrivo di un missile o un allarme aereo. Resta comunque una situazione paradossale al limite dell’irreale: proprio nel giorno in cui si commemora la “giornata della Shoà e dell’eroismo”, questa è l’esatta definizione di Yom haShoà ve hagvurà, Israele si ritrova per l’ennesima volta in uno stato di guerra
Opinioni
L’Europa ha imparato dalla Shoah? E cosa significa oggi di fronte al male assoluto?
di Rabbi Abraham Cooper e Daniel Schuster
Ogni anno, in occasione di Yom HaShoah, lo Stato di Israele si ferma. Per due minuti risuonano le sirene e l’intero Paese rimane immobile – sulle autostrade, negli uffici, nelle case – per ricordare i sei milioni di ebrei assassinati nella Shoah. È un momento di silenzio che porta con sé il peso della storia.
“La pelle del mondo”: come un bel programma si piega alla propaganda più becera
Identità non vuole dire “identico”
di Claudio Vercelli
[Storia e controstorie] Al dunque: bisognerebbe, per parte di ognuno di noi, fare un obbligato passo in avanti. Che assai poco, o nulla, ha a che fare con le rivendicazioni di “identità”. Altrimenti, nel tempo a venire, rischieremo comunque di essere sconfitti. Cosa implica, una tale affermazione? Soprattutto, cosa significa? Molte cose.
La questione arabo-israeliana nei libri di testo: fanno una buona
di Emanuele Calò
Sulla scorta di una richiesta che mi è pervenuta, ho esaminato un libro di testo. Si tratta di: Emilio Zanette Generazione Storia 3, Il Novecento, Bruno Mondadori, 2022. Si riferisce che il Regno Unito aveva promesso la formazione di un grande Stato arabo indipendente e che aveva sostenuto la nascita di un nuovo Stato per il popolo ebraico.
“Gli ebrei non sono un popolo, quindi non hanno diritto a uno Stato”: ecco il mantra degli antisionisti incalliti
di Claudio Vercelli
[Storia e controstorie] Il fondamento dell’antisionismo è l’intransigente affermazione che il movimento nazionale ebraico – e ciò che da esso è, nei fatti storicamente derivato, a partire dallo Stato d’Israele – costituisca, a prescindere, un qualcosa a cui invece contrapporsi, poiché in sé comunque illegittimo.
Trappola in Senato: la presentazione di “Antifascisti oltre il Lager”
di Brunello Mantello
Il volume collettaneo Antifascisti oltre il Lager. L’impegno dei testimoni è stato scelto per essere presentato in occasione del Giorno della Memoria 2026. “Noi, curatori e autori, siamo stati tenuti all’oscuro dei reali scopi e obiettivi della giornata, siamo stati usati. Ne siamo usciti avviliti. Non si può e non si deve usare la Shoah per fini di propaganda di partito”.
Ripensare la Memoria e i luoghi della Shoah dopo il 7 ottobre
di Davide Romano
Il 7 ottobre ha dimostrato brutalmente quanto l’attuale narrazione di tanti musei e memoriali fosse inefficace. (…) I visitatori dei luoghi della memoria devono comprendere che le stesse idee che hanno portato a sei milioni di ebrei morti sono ancora insegnate, diffuse e celebrate in alcune parti del mondo.
Antonio Scurati e l’antisemitismo dell’experimentum Crucis
di Gherush92, Comitato per i Diritti Umani – NES Noi Ebrei Socialisti
L’articolo di Antonio Scurati, pubblicato su la Repubblica segna un ulteriore salto di qualità nell’antisemitismo colto che oggi circola negli ambienti intellettuali occidentali. Non l’odio urlato, non l’insulto gridato, ma la costruzione “scientifica” di un’accusa teologica “sperimentata”, ripetibile, universale.
Voice, Exit, Loyalty: la Diaspora e Israele
di Clotilde Calabi
La recrudescenza dell’antisemitismo in molte parti del mondo ha riportato al centro del dibattito il rapporto fra Israele e gli ebrei della Diaspora. In particolare, si ripropone con urgenza questa domanda: la Diaspora ha diritto ad essere protetta da Israele? E, simmetricamente, Israele ha un dovere di proteggerla?
La schiavitù del moralismo e la (involontaria) comicità di chi scambia la forma per etica
di Claudio Vercelli
[Storia e controstorie] Quando le virtù dell’etica pubblica vengono sostituite da una visione meramente utilitarista del mondo, la toppa che molti mettono al buco delle proprie incoerenze è quella di una morale miseranda
Israele e l’ipocrisia dell’embargo: Abravanel smonta la retorica europea
di Anna Balestrieri
L’imprenditore sul Corriere della Sera osserva che l’Europa parla di morale e pace, ma ignora la realtà strategica, comprando tecnologie israeliane per difendersi dai missili mentre critica Israele per le armi che produce. Secondo lui, la narrativa sull’embargo diventa uno strumento di propaganda, utile al terrorismo islamico in Europa più che ai palestinesi.














