Risate ebraiche al cinema. Cos’è l’umorismo ebraico?

di Redazione

Cos’è l’umorismo ebraico? Concetto molto ampio e vago, nel cinema ci sono stati autori che nel Novecento hanno saputo svilupparlo efficacemente specialmente nel mondo ebraico angloamericano di origine ashkenazita.

Fin dagli anni ’20 i Fratelli Marx furono fra i primi ad architettare gag e commedie spensierate in stile “Una notte all’opera” (che ispirò Freddy Mercury). Sempre sul filone della commedia arrivò anche il regista Billy Wilder con la sua star Marylin Monroe per “Quando la moglie va in vacanza” fino agli anni 60′.

In quel decennio iniziava a prendere piede il personaggio dell'”imbranato” così ben incarnato da Jerry Lewis e dall’inglese Peter Sellers nella sua “Pantera Rosa”. Dal genere commedia e comico, l’umorismo ebraico si trasformò radicalmente con Woody Allen e la sua satira corrosiva, colta e raffinata. Lo stesso registro corrosivo lo adottò l’intrattenitore Lenny Bruce.

Successivamente ci fu il genere dichiaratamente demenziale  anni ’70 con il talento di Mel Brooks. Questo tipo di humour influenzò moltissimo i Fratelli Zucker e le parodie esilaranti de “L’aereo più pazzo del mondo” e la comicità inglese di Sasha Baron Cohen. Al genere commedia romantica tornarono invece Gene Wilder e Billy Crystal negli anni ’80 e dai 90 ai 2000 Ben Stiller e Adam Sandler. In Francia invece ci furono intrattenitori ebrei nordafricani con tutto un altro humour come Gad Elmaleh.

Attraverso il racconto di Roberto Zadik, giornalista di Mosaico – Bet Magazine, all’interno di questo episodio verrà proposta una significativa selezione di pellicole comiche da guardare almeno una volta nella vita.

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