Cinema ebraico: al Beth Shlomo un interessante approfondimento

di Redazione
Da ormai più di un secolo il cinema si è imposto come “settima arte” e da sempre notevole è il contributo del mondo ebraico non solo americano ma internazionale in tema di film, registi e attori non solo negli Stati Uniti ma in varie parti del mondo, dalla Germania e dall’Austria anni ’20 , all’Italia, all’Europa dell’Est.

Ma quali sono stati i protagonisti, le tematiche ed i film che hanno caratterizzato la presenza ebraica nel mondo dello spettacolo? Su questo argomento, mercoledì 15 giugno presso il Centro Culturale Beth Shlomo, si è tenuto lo stimolante incontro Conoscere gli ebrei attraverso il cinema che organizzato da ADI, Associazione Amici di Israele, è stato condotto dal giornalista e presentatore Roberto Zadik e da Davide Romano, Direttore del Museo della Brigata Ebraica e vice presidente di ADI.

Sequenze di film, emozioni e aneddoti su leggende del cinema, dal regista Billy Wilder e l’istrione Vittorio Gassman, genovese di madre ebrea pisana che “nascose la sua ebraicità per tutta la sua vita interpretando solamente una volta un ruolo ebraico nel film L’ebreo errante del 1948” come ha sottolineato Zadik dedicando a loro questo evento che egli ha ideato in occasione dei vent’anni dalla morte di Wilder e del centenario dalla nascita di Gassman, il prossimo primo settembre.
Un viaggio coinvolgente , quello condotto da Zadik e Romano, che hanno analizzato lo stretto rapporto fra cinema e mondo ebraico, svelando al pubblico estremamente partecipe e piuttosto numeroso,  sia in presenza che su Zoom, le identità ebraiche e il percorso artistico di alcuni fra i più importanti e talentuosi  autori e attori del Novecento.

Giganti della macchina da presa come Kubrick, Woody Allen e Spielberg, icone della comicità ebraica angloamericana, da Mel Brooks a Peter Sellers, ai più recenti Sacha Baron Cohen e Ben Stiller oltre ad attori straordinari come Dustin Hoffman, Kirk Douglas e Paul Newman sono stati fra i tanti protagonisti dell’incontro.

Nella sua brillante introduzione Davide Romano ha sottolineato che “contrariamente agli stereotipi di massa, gli ebrei nel cinema americano ebbero spesso vita difficile, arrivando in condizioni di grande povertà dai pogrom dell’Est Europa e spesso non molto amati come altre minoranze, come italiani e irlandesi. Per questo molti nascondevano le loro origini e fino al processo Eichmann nessuno parlava di temi ebraici”.

Successivamente, Roberto Zadik , che da tempo si occupa di cinema oltre che di musica, ha cominciato la sua analisi non solo dei protagonisti del cinema ebraico ma anche dei loro vari film suddividendoli per tematiche.  Dall’umorismo pessimista e introspettivo di Billy Wilder con cui quest’ultimo  ha cominciato il suo approfondimento ricordandone classici come L’asso nella manica e Quando la moglie va in vacanza e il suo complesso rapporto con Marylin Monroe  fino all’ebraismo dei Dieci Comandamenti del grande Cecil De Mille a Noah di Darren Aronofsky,  al sionismo con Exodus, all’antisemitismo con Talk Radio, uno dei migliori film del controverso regista Oliver Stone, ai film di registi ebrei dell’Est Europa, come il romeno Radu Mihaileanu con il suo Train De Vie sulla Shoah (nella foto), per arrivare all’umorismo corrosivo e intellettuale di Woody Allen contrapposto alla comicità molto più fracassona di parodie come L’aereo più pazzo del mondo diretta dai Fratelli Zucker e da Jim Abrahams autori anche della fortunata saga de La pallottola spuntata.

L’incontro ha permesso al pubblico, in presenza e su Zoom, di conoscere e approfondire non solo grandi nomi del passato ma anche star di oggi, riscoprendo sia  classici come Exodus di Otto Preminger con uno straordinario Paul Newman e i Dieci Comandamenti, che pellicole meno conosciute ma estremamente intense come Jona che visse nella Balena di Roberto Faenza e The Believer che narra la sconvolgente storia di un ebreo newyorchese che diventa uno spietato neonazista.

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