Devar Torà / Questo Shabbàt è uno Shabbàt speciale

di Ufficio Rabbinico di Milano

18 Febbraio 2012 – 25 Shevàt 5772

Devar Torà

“… avendo sottoposto alle cure mediche… ” (Shemòt 21, 19). La Torà dice, a proposito di una persona che subisce un danno fisico, che le cure mediche a cui deve essere sottoposto sono a carico di chi gli ha procurato il danno fisico. Però il grande commentatore della Torà, Rabbì Shelomò Ytzhakì, conosciuto come Rashì, deduce da questo verso anche un altro insegnamento cioè che è stata data la facoltà ai medici di curare gli ammalati. Accadde che un giorno si presentarono degli uomini dinnanzi a uno dei grandi tzaddìkim delle generazioni precedenti e gli chiesero se poteva pregare per un ammalato che versava in gravi condizioni. I medici l’avevano dato oramai per spacciato. Questo tzaddìk gli rispose affermativamente e disse: “la Torà ha dato ai medici il permesso di curare gli ammalati e non quello di far perdere la speranza della vita”.

Halakhà

Questo Shabbàt è uno Shabbàt speciale poiché, oltre a essere l’ultima settimana del periodo dei Shovavìm, è sia Shabbàt Shekalìm sia Shabbàt Mevarechìm: Giovedì  23 e Venerdì 24 febbraio, infatti, sarà Rosh Chòdesh Adàr. In tale Shabbàt si legge in un apposito Sèfer, in aggiunta alla parashà settimanale, un brano della Torah in cui si parla dell’obbligo che aveva ogni maschio adulto di pagare, quando esisteva il Santuario, la metà di una moneta detta shèkel. Il denaro raccolto serviva per le spese dei sacrifici fatti a nome del popolo, in modo che vi avessero tutti parte, ricchi e poveri indistintamente, e il conteggio di tale monete serviva come censimento degli adulti. Tale raccolta aveva luogo nel mese di Adàr e, in ricordo di ciò, noi leggiamo tale brano che la prescrive. Vi è comunque l’uso di mettere da parte una somma simbolica di denaro da destinare ai più bisognosi a memoria di tale mitzvà.

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