Devar Torà / Gli esploratori

di Ufficio Rabbinico di Milano

16 Sivàn 5771

Devar Torà

“Un uomo per ciascuno di essi, per ogni tribù paterna manderete…” (Bemidbàr 13, 2). In conformità a questo comando, Moshè inviò a esplorare la terra di Kenà’an 12 uomini, i cui nomi sono enunciati nei versi da 4 a 15. Rabbì Hizkià ben Manoach, conosciuto con il nome di Hizkuni, così commenta: dal momento che la missione degli esploratori aveva come scopo la conquista del paese e la sua assegnazione alle varie tribù, non compare in questa spedizione il rappresentante della tribù di Levi, per il fatto che i leviti non dovevano esplorare la terra giudicando se fosse buona o cattiva, non avendo essi alcuna parte nella divisione del territorio d’Israele.

Halakhà

È una lode quella che il Profeta esprime quando dice: “Beato l’essere umano che fa questo e l’uomo che vi si conforma, che osserva lo Shabbàt e non lo profana…” (Isaia 56, 2). Chiunque osserva lo Shabbàt come si deve, che lo onora e lo rende piacevole sarà ricompensato in questo mondo, come dice il profeta, oltre alla ricompensa ben più grande che riceverà nel Mondo Futuro. In onore dello Shabbàt bisogna cercare di procurarsi dei bei vestiti e un bel tallèt, poiché è scritto: “E lo onorerai” (Isaia 58, 13) e si spiega dicendo: “I tuoi vestiti dello Shabbàt devono essere differenti da quelli che si usano durante tutto il resto della settimana” (Talmùd Shabbat 13a). I vestiti non vengono messi per onorare la gente che li guarda ma per onorare lo Shabbàt (Ki. Sh. Ar.).

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