Replica Riccardo Cucchi

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La rettifica di Riccardo Cucchi, giornalista sportivo

Ho letto l’articolo pubblicato dal giornale da lei diretto “Antisemitismo, il corso all’Ordine dei giornalisti del Lazio diventa un comizio contro Israele e il ddl: accusano la legge, non l’odio” in data 30 settembre 2026. Mi preme rilevare che il resoconto del mio intervento riporta alcune inesattezze.

Non ho mai pronunciato la frase virgolettata “l’esistenza di Israele è un’impresa nazista”. Non l’ho pronunciata perché sono da sempre assolutamente certo del diritto di Israele di esistere. Ci mancherebbe altro. Ho invece riportato uno dei punti della dichiarazione IHRA sull’antisemistismo che, a giudizio di molti, pregiudica la libertà di critica su Israele. Cito fedelmente: “Negare al popolo di Israele il diritto all’autodeterminazione, ad esempio affermando che l’esistenza di Israele è un’impresa razzista, è antisemitismo:” Ho utilizzato questa frase per sviluppare il mio ragionamento sull’azione coloniale di Israele nei confronti di Gaza, Cisgiordania, Libano e Siria, sull’ “apartheid” nei confronti dei palestinesi, sulla violazione dei diritti umani e sui crimini di guerra.
Trovo assolutamente fuori luogo l’ironia nei miei confronti quando affermo di aver combattuto perché non fosse mai cancellata la memoria dell’orrore della Shoah. lo ribadisco anche qui: considero un affronto essere definito antisemita, lo considero un affronto in termini culturali, professionali e politici.
Sono certo che vorrà pubblicare questa rettifica come prevede la legge.
Le auguro buon lavoro.

La risposta della giornalista di Mosaico

Gentile Riccardo Cucchi,

La ringrazio per la precisione sulla sua posizione nella quale afferma che ha sviluppato il suo ragionamento “sull’azione coloniale di Israele nei confronti di Gaza, Cisgiordania, Libano e Siria, sull’ “apartheid” nei confronti dei palestinesi, sulla violazione dei diritti umani e sui crimini di guerra”. Preciso che nel mio articolo non l’ho mai definita “antisemita” né ho messo in discussione il suo impegno nella memoria della Shoah. Lei in aula ha detto: “Israele è un’impresa nazista”. Non solo. Ha aggiunto: “Ma non lo potrò più dire”.