di Anna Balestrieri
Due recenti episodi in Nord America riaccendono il dibattito sulla pressione esercitata sulle personalità ebree affinché prendano pubblicamente le distanze dallo Stato ebraico.
USA
Lindsey Graham, il falco d’America che fece di Israele una causa personale
di Anna Balestrieri
Per oltre trent’anni, prima alla Camera e poi al Senato, il repubblicano della Carolina del Sud era stato una delle presenze più riconoscibili della politica estera americana: interventista, atlantista, convinto che la potenza degli Stati Uniti dovesse manifestarsi attraverso alleanze solide, deterrenza militare e disponibilità all’uso della forza. Fra tutte le alleanze coltivate da Graham, quella con Israele occupò un posto particolare, quasi identitario.
Gaza, Hamas scioglie il governo. Milshtein: “Mossa tattica. Israele ha sempre meno opzioni”
di Davide Cucciati
Interpellato da Mosaico, Michael Milshtein, colonnello in congedo, già responsabile del Dipartimento per gli Affari Palestinesi nell’intelligence militare israeliana e oggi direttore del Palestinian Studies Forum presso il Moshe Dayan Center dell’Università di Tel Aviv, invita a non sottovalutare l’annuncio, ma nemmeno a leggerlo come una vera svolta.
Nuove vocazioni: la rinascita dei seminari rabbinici negli Stati Uniti
di Nina Deutsch
Dopo anni di calo delle iscrizioni e timori di crisi generazionale, i principali seminari rabbinici statunitensi registrano un’inversione di tendenza. Tra nuovi modelli formativi, percorsi online e un rinnovato interesse dei giovani, le aule del Jewish Theological Seminary e dell’Hebrew Union College tornano a riempirsi. Un cambiamento che riflette trasformazioni più ampie nell’ebraismo americano contemporaneo.
Le storie dimenticate degli ebrei che hanno contribuito a costruire l’America
di Nina Deutsch
Nel clima delle celebrazioni per l’anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza, riemergono percorsi poco noti di uomini e donne ebrei che hanno segnato la storia degli Stati Uniti, raccontando un’altra faccia del sogno americano. Dalla politica alla scienza, dall’economia alla cultura, un contributo decisivo, spesso rimasto ai margini della memoria collettiva.
Il 4 luglio degli ebrei americani: gli Stati Uniti festeggiano 250 anni tra memoria storica e sfide per il futuro
di Pietro Baragiola
Dalle mostre dedicate ai primi ebrei d’America alle attività di volontariato, questo anniversario ha rappresentato un’occasione per ripercorrere oltre due secoli di presenza ebraica americana, in un momento segnato da un forte clima di polarizzazione politica e dalla crescita dell’antisemitismo.
Israele e Stati Uniti firmano l’accordo per la nuova ambasciata
di Nina Prenda
La struttura sorgerà nell’area del cosiddetto complesso Allenby, nel settore meridionale della città. Attualmente l’ambasciata degli Stati Uniti ha sede nell’ex consolato americano di Gerusalemme, trasformato in ambasciata dopo la decisione del presidente Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele nel 2017 e di trasferire la rappresentanza diplomatica da Tel Aviv nel maggio 2018.
Iraq: entro il 30 settembre il disarmo delle milizie filoiraniane
di Maia Principe
L’Iraq ospita diverse potenti fazioni armate sostenute dall’Iran, che hanno visto crescere la propria influenza nel corso degli anni. Molti di questi gruppi sono emersi in seguito all’invasione dell’Iraq guidata dagli Stati Uniti nel 2003 e hanno acquisito ulteriore potere durante la lotta contro lo Stato Islamico dal 2014. Durante la guerra in Medio Oriente, sono intervenuti a sostegno di Teheran, prendendo di mira installazioni statunitensi in Iraq più di 600 volte.
Israele, Libano e Stati Uniti firmano un accordo quadro: primi ritiri dell’IDF, ma la fascia di sicurezza resterà fino al disarmo di Hezbollah
di Anna Balestrieri
L’intesa, mediata dall’amministrazione americana, rappresenta il primo risultato concreto del dialogo trilaterale avviato in aprile con l’obiettivo di stabilizzare il confine settentrionale di Israele dopo mesi di guerra contro Hezbollah. Il ritiro israeliano interesserà tuttavia soltanto due aree situate oltre i confini originari della fascia di sicurezza istituita da Israele. La zona cuscinetto principale resterà invece sotto il controllo dell’IDF.
Il voto del Senato statunitense sull’Iran e il nuovo dilemma di Israele
di Davide Cucciati
La risoluzione approvata dal Senato non cambia da sola gli equilibri della regione. Offre però una fotografia nitida di una trasformazione già in corso. Per decenni, il rapporto tra Israele e le classi dirigenti statunitensi è stato letto come una convergenza quasi automatica. Oggi quella convergenza appare meno incondizionata.
L’accordo di Trump visto dall’opposizione iraniana in Italia
di Nathan Greppi
Proprio perché in un primo momento Washington e Gerusalemme hanno intercettato più di qualunque altro governo occidentale i sentimenti di quegli iraniani che desiderano veder crollare quel regime teocratico che da 47 anni opprime il loro popolo, la decisione di Donald Trump di trattare la pace con l’Iran senza che ci sia stato il tanto atteso cambio di regime ha lasciato molti spiazzati. Qui l’opinione di alcuni iraniani in Italia.
Israele-Libano, nuovi colloqui a Washington mentre resta alta la tensione al confine
di Anna Balestrieri
Il nuovo ciclo di negoziati, il quinto, è previsto da martedì 23 a giovedì 25 giugno negli Stati Uniti, tra Dipartimento di Stato e Pentagono. Al tavolo siederanno rappresentanti israeliani e libanesi, con la mediazione americana. L’obiettivo dichiarato da Washington è ambizioso: interrompere definitivamente il ciclo di violenza e avviare un percorso verso un accordo complessivo di pace e sicurezza tra i due Paesi.














