USA

Donald Trump

Dopo Khamenei: Trump frena su Pahlavi e la variabile curda pesa sul terreno

Mondo

di Davide Cucciati
La guerra contro il regime iraniano sta ponendo la domanda sul “day after”. Donald Trump ha scelto di affrontarla subito, con una frase che sposta il baricentro lontano dai simboli dell’opposizione in esilio. Nel frattempo, sul terreno e nell’area di confine, la possibile “carta curda” viene descritta come una leva per aumentare la pressione sul regime

Martedì 3 marzo a Roma una manifestazione nazionale con gli iraniani per un Iran libero

Italia

di R.I.
Martedì 3 marzo alle ore 18, a piazza Santi Apostoli a Roma si terrà una manifestaizone  in difesa di un Iran libero dalla dittatura islamica. L’iniziativa è promossa da organiuzzata dall’associazione Setteottobre: aderiscono Woman Life Freedom Europe, Associazione Italia-Iran, Associazione Luce dell’Iran, Associazione Donna Vita Libertà, Associazione Anahita.

Tempesta sul Medio Oriente: arrivano la tanto attesa operazione congiunta USA-Israele contro l’Iran e la risposta missilistica di Teheran

Mondo
di Anna Balestrieri
Il 28 febbraio 2026 segna una svolta drammatica nella crisi tra Israele, Stati Uniti e Repubblica Islamica dell’Iran. Dopo settimane di tensioni crescenti e negoziati nucleari formalmente ancora in corso, Washington e Gerusalemme hanno lanciato un’offensiva. In serata arriva la conferma della morte di Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran e diretto responsabile della morte di decine di migliaia di dissidenti Iraniani 

Israele all’Onu esprime sostegno all’Ucraina e promette generatori di energia

Mondo

di Nina Prenda
Solo un anno fa, Israele si era schierato con Stati Uniti e Russia contro una risoluzione che riaffermava l’integrità territoriale dell’Ucraina nel terzo anniversario della guerra, segnando la prima presa di distanza formale da Kiev dall’inizio del conflitto. Ora invece fornirà 117 generatori di energia all’Ucraina.

Donald Trump

Iran: Trump valuta un attacco mirato mentre riparte la diplomazia

Mondo

di Nina Prenda
Fonti dell’amministrazione spiegano che un primo raid mirato — contro centri di comando del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, siti missilistici o infrastrutture nucleari — potrebbe rappresentare un avvertimento. Ma se Teheran opponesse resistenza, non è esclusa una campagna militare di ben altra portata entro la fine dell’anno.

Disarmo in cambio di legittimazione? Le indiscrezioni su un piano USA – Hamas

Mondo

di Davide Cucciati
Hamas accetterebbe di disarmare e di consegnare le mappe dettagliate dell’infrastruttura sotterranea, ottenendo in cambio “legittimazione internazionale” come forza politica. La stessa fonte sostiene che l’intesa includerebbe anche la possibilità, per componenti della leadership politica e militare che lo desiderino, di lasciare Gaza, con un impegno americano perché Israele non li colpisca in futuro. Mentre si parla di integrazione di alcuni ex funzionari nella nuova amministrazione.

Jacob Frey, sindaco di Minneapolis

Minneapolis: attacchi antisemiti contro il sindaco ebreo

Mondo

di Nathan Greppi
I sostenitori dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia anti-immigrazione USA ha ha recentemente avviato una raccolta fondi online per sostenere l’agente che ha ucciso la cittadina americana Renee Good a Minneapolis. Tuttavia, il discorso introduttivo includeva un linguaggio antisemita contro il sindaco ebreo della città, Jacob Frey.

New Jersey: arrestato l’uomo che ha colpito con un sasso una bambina ebrea

Mondo

di Nathan Greppi
Il quarantenne Hernando Garciamorales il 7 gennaio ha lanciato una pietra  che ha rotto il finestrino di uno scuolabus di una scuola ebraica in pieno giorno, e che ha colpito una bambina di 8 anni fratturandole il cranio. Il sospetto è accusato di “aggressione aggravata, possesso di arma per scopo illecito, messa in pericolo del benessere di un minorenne, attività criminale, resistenza all’arresto tramite fuga e intralcio”.

Abu Mazen

La riforma dei sussidi e la rivolta dentro Fatah

Mondo

di Davide Cucciati
L’Autorità Palestinese ha spostato la gestione dei sussidi verso un nuovo organismo, il Palestinian National Economic Empowerment Institution, con l’idea dichiarata di legare le erogazioni a criteri di necessità sociale ed economica e non allo status politico o alla durata della detenzione.