di Nina Prenda
Nuovi episodi di minacce e violenze contro comunità ebraiche riaccendono l’allarme sicurezza negli Stati Uniti e nel Regno Unito. In Texas, le autorità hanno sventato un presunto complotto per colpire una sinagoga di Houston con l’obiettivo di “uccidere il maggior numero possibile di ebrei”, mentre a Londra un adolescente si è dichiarato colpevole di incendio doloso contro una sinagoga, pur negando motivazioni antisemite.
Negli Stati Uniti, una giovane donna della Carolina del Nord, Angelina Han Hicks, 18 anni, è stata arrestata e accusata di aver partecipato a una cospirazione insieme ad altri due uomini per attaccare la Congregation Beth Israel di Houston (nella foto) il 21 aprile 2026. Secondo i documenti giudiziari, il piano prevedeva di lanciarsi con un veicolo contro i fedeli riuniti nella sinagoga.
Hicks è detenuta con una cauzione fissata a 10 milioni di dollari. Un giudice ha motivato la misura cautelare sottolineando la gravità della minaccia e il fatto che altri sospettati non fossero ancora stati fermati. L’FBI ha confermato che anche un minorenne è stato arrestato in relazione al caso nella contea di Harris, in Texas.
L’indagine è partita dopo una segnalazione ricevuta dalle forze dell’ordine della Carolina del Nord. Le autorità non hanno chiarito il movente dell’attacco né perché sia stata presa di mira proprio la Beth Israel, storica sinagoga fondata negli anni 1850 e considerata la più antica casa di culto ebraica del Texas.
Per precauzione, la sinagoga e la scuola collegata hanno chiuso temporaneamente i campus, mentre la Federazione ebraica di Greater Houston ha confermato il rafforzamento delle pattuglie di polizia attorno alle istituzioni ebraiche cittadine.
Parallelamente, nel Regno Unito cresce la preoccupazione per una serie di episodi simili. Un ragazzo di 17 anni si è dichiarato colpevole davanti alla Westminster Magistrates’ Court per aver lanciato una bottiglia incendiaria contro la Kenton United Synagogue, nel nord-ovest di Londra.
Le immagini di videosorveglianza lo mostrano mentre scavalca un muro e lancia l’ordigno attraverso una finestra rotta, provocando danni da fumo ma nessun ferito. Il giovane ha dichiarato di non sapere che l’edificio fosse una sinagoga e di non nutrire alcun odio verso gli ebrei: “Mi dispiace molto per le mie azioni”, ha affermato.
L’episodio si inserisce in una più ampia ondata di attacchi contro obiettivi ebraici nel Regno Unito iniziata a marzo, tra cui incendi contro ambulanze appartenenti a un ente benefico ebraico a Golders Green. La polizia antiterrorismo britannica ha arrestato finora 23 persone e sta valutando possibili collegamenti con gruppi sostenuti dall’Iran.
Le tensioni internazionali e i conflitti in Medio Oriente continuano intanto ad alimentare il rischio di radicalizzazione e atti ostili contro comunità ebraiche in diversi Paesi occidentali. Le autorità di sicurezza, sia americane sia britanniche, mantengono alta l’attenzione di fronte a una minaccia considerata in crescita.
- Leggi anche: Aumenta l’antisemitismo nel Regno Unito. E gli Usa considerano di offrire asilo agli ebrei



