di Nina Prenda
Nella guerra invisibile digitale, il Grande Fratello iraniano si è rivolto contro la sua stessa leadership ed è diventato un dispositivo al servizio di Israele. È possibile che controllare di più significhi esporsi alle braccia del nemico? A Teheran sì.
Teheran
Teheran: la terza stagione con Hugh Laurie e il futuro della serie di Apple TV+
di Pietro Baragiola
Inizialmente programmato per luglio, il debutto della nuova stagione è stato posticipato per via della guerra di dodici giorni tra Israele e Iran, permettendo alla distribuzione di mandare in onda i nuovi episodi solamente il 9 gennaio 2026 con cadenza settimanale fino al 27 febbraio.
Iran, le celebrity al fianco dei manifestanti: da Sam Asghari (ex di Britney Spears) a J. K. Rowling
di Michael Soncin
Il modello di origini persiane Sam Asghari (ex di Britney Spears), la cantante ebrea Pink, la produttrice discografica (anche lei ebrea) Sharon Osbourne e la scrittrice di Harry Potter J. K. Rowling: queste sono alcune delle personalità che non sono rimaste indifferenti e hanno scelto di parlare contro il regime oppressore islamico, a sostegno dei manifestanti iraniani
Rivolta in Iran: la crisi che trascende i confini e accende reazioni globali. Il piano di fuga di Khamenei
di Marina Gersony
Le proteste attuali segnano un passaggio critico di una crisi più ampia, coinvolgendo non solo Teheran ma Israele, le comunità ebraiche e l’opinione internazionale. Il piano dell’Ayatollah pronto a fuggire a Mosca se i disordini in Iran dovessero intensificarsi. Proteste ricorrenti e nuovo contesto. Dalla crisi economica al dissenso sociale
Vignette antisemite: a Teheran una mostra in una galleria d’arte
di Malka Letwin
La maggior parte delle 82 vignette contiene simboli e oggetti ebraici deformati in caricature palesemente antisemite. La mostra che s’ispira alla visione dell’Ayatollah Ali Khamenei è un riferimento alla guerra dell’Iran contro Israele e Stati Uniti.
Israele colpisce a Teheran l’orologio che segnava la fine dello Stato ebraico
di Nina Prenda
Situato in piazza Palestina, segnava il countdown fino al 2040, data entro la quale secondo l’ayatollah il «regime sionista» sarebbe stato letteralmente cancellato dalla storia. La distruzione dell’orologio ha un enorme peso politico perché era l’emblema della guerra psicologica dell’Iran contro Stato ebraico.
Attacchi iraniani causano tredici morti e oltre 200 feriti, mentre i raid aerei israeliani colpiscono Teheran
di Anna Balestrieri, da Gerusalemme
Almeno sei persone sono state uccise, tra cui una bambina di 8 anni, un bambino di 10 e un ragazzo di 18, a Bat Yam, nella notte tra sabato e domenica 15 giugno. Oltre 200 persone sono rimaste ferite e si teme che il numero delle vittime possa salire fino a 25, sette persone risultano ancora disperse sotto le macerie.
“Disposti a tutto pur di non dover lasciare le proprie case”: chi sono gli ultimi novemila ebrei residenti in Iran. La cover di Bet Magazine di aprile
di David Zebuloni
Come si vive da ebrei nel Paese degli Ayatollah? Orgogliosi della propria cultura, affezionati a tradizioni millenarie, legati visceralmente a una terra che in tanti hanno lasciato ma che continua a tenerli stretti a sé. E chi ha scelto di restare in Iran continua a sperare in giorni felici. Così, per sopravvivere, gli ebrei vivono scissi fra due polarità: quella persiana e quella ebraica. Negando (pubblicamente) Israele. Tra mille contraddizioni e lacerazioni, tre voci raccontano come vivere e fuggire da Teheran
‘The beauty queen of Jerusalem’: la nuova promessa cinematografica israeliana sbarca su Netflix
di David Zebuloni
La prima stagione della saga familiare prodotta da Yes Studios, con noti attori di altre serie (uno su tutti Michael Aloni) andrà in onda in due parti, ciascuna composta da 10 episodi, a partire rispettivamente dal 20 maggio e dal 29 luglio. Mentre torna a breve torna su Apple TV+ la serie Teheran, con ospite l’attrice Glenn Close.
Vita a Teheran: un video per la tv israeliana racconta la crisi e il declino della capitale
di Redazione
Un dissidente iraniano ha filmato una serie di servizi da Teheran per la televisione israeliana Channel 12, che ritraggono l’economia in crisi del paese, i residenti frustrati, l’abuso di droghe e la prostituzione.
“Teheran” è la migliore serie drammatica agli Emmy Awards 2021
di Redazione
Il thriller israeliano, prodotto dall’emittente pubblica Kan e diffuso in tutto il mondo da Apple TV+, ha battuto la serie indiana “Aarya”, lo spettacolo cileno “El Presidente” e il programma britannico “There She Goes” nella categoria miglior dramma.













