di Nina Prenda
Edmonds, sottufficiale di grado più elevato tra un gruppo di soldati americani catturati nel gennaio del 1945, quando gli ufficiali nazisti ordinarono di identificare i prigionieri ebrei, ordinò a tutti i soldati di presentarsi come ebrei. Di fronte alla minaccia delle armi, pronunciò una frase destinata a entrare nella storia morale del conflitto: “Siamo tutti ebrei qui”.
seconda guerra mondiale
Al Museo ebraico di Bologna una mostra sui gerarchi nazisti in fuga e chi li aiutò e li accolse
di R.I.
Dal 25 gennaio al 30 giugno 2026 il Museo Ebraico di Bologna propone la mostra “Gerarchi in fuga: dove scapparono i nazisti, chi li aiutò e chi li accolse”, un’indagine documentaria approfondita sulle reti di complicità e sui percorsi che permisero a migliaia di criminali di guerra di sfuggire alla giustizia internazionale dopo il collasso del Terzo Reich. A cura di Ivan Orsini, Emanuele Ottolenghi, Francesca Panozzo.
Muore a 99 anni Ruth Bourne, la codebreaker che aiutò a porre fine alla Seconda Guerra Mondiale
di Pietro Baragiola
Selezionata per gli “special duties” (incarichi altamente riservati), le fu affidato il compito di operare e controllare i dispositivi elettromeccanici progettati da Alan Turing, denominati “Bombe”, capaci di individuare in pochi minuti le impostazioni delle macchine Enigma utilizzate dai nazisti.
Eccidio di Babyn Yar, identificati i nomi di oltre 1000 vittime finora sconosciute
di Michael Soncin
Dopo 84 anni, sono stati resi noti i nomi delle 1031 vittime del massacro nazista di Babyn Yar. Complessivamente nel famigerato burrone della capitale ucraina morirono oltre 100.000 persone, assassinate dei tedeschi, con la complicità dei collaboratori locali.
«Arte Salvata», i dipinti sopravvissuti ai bombardamenti in mostra al Museo del ‘900 di Mestre
di Michael Soncin
Cinquantuno capolavori provenienti dal Museo d’Arte Moderna di Le Havre, esposti per la prima volta in Italia, raccontano una storia che si dipana tra arte e memoria, mettendo in stretto dialogo la città di Mestre con quella francese, entrambe accumunate dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Ultimissimi giorni, fino al 31 agosto.
“Storie uniche di sopravvivenza e resilienza”: i veterani ebrei della Seconda Guerra Mondiale raccontati nelle foto di Jonathan Alpeyrie
di Pietro Baragiola
Nel corso della sua carriera che spazia due decadi, Alpeyrie ha deciso di non focalizzarsi solo sui racconti dei conflitti odierni ma anche su quelli passati ed è così che ha iniziato a fotografare i veterani della Seconda Guerra Mondiale, raccogliendone le testimonianze.
“Among Neighbors”, il documentario sulla cittadina polacca che ha sterminato i propri residenti ebrei mesi dopo la fine della Shoah
di Pietro Baragiola
Dalle ricerche del pluripremiato regista americano Yoav Potash sul villaggio di Gniewoszów, dove viveva suo nonno, emerge la verità: i cittadini ebrei, che prima della guerra erano 3000, furono uccisi dai loro vicini polacchi ben 6 mesi dopo la resa della Germania nazista. E non ne rimane alcuna traccia.
Resistenti ebrei d’Italia. Nuove storie e l’apporto su tutto il territorio italiano: il 29 aprile la presentazione
di R.I.
I dati e i risultati di questa nuova fase di studio saranno caricati sul portale online Resistenti ebrei d’Italia andando a completare un dizionario biografico di 815 figure di resistenti che hanno messo a disposizione le loro energie, i loro pensieri, le loro stesse vite al movimento antinazista e antifascista. La presentazione avverrà alle 18.30 di martedì 29 aprile al Memoriale della Shoah.
La storia completa della Brigata Ebraica in un nuovo libro
di Nathan Greppi
Il volume, scritto da Stefano Scaletta, racconta le origini della Brigata Ebraica, e in particolare di come questa si formò nel corso di trattative tra i dirigenti del movimento sionista nella Palestina Mandataria e il governo britannico, e il contributo che essa diede nello sconfiggere il nazifascismo in Italia.
«E lo racconterai ai tuoi figli»: il filo di Pesach tra Shoah e 7 ottobre
di Marina Gersony
Sulle tracce della libertà in una mostra dello Yad Vashem: una tavola, una memoria, una promessa che attraversa il tempo.
L’Argentina apre gli archivi sui nazisti rifugiati nel Paese dopo la guerra
di Maia Principe
Si stima che circa 5.000 criminali di guerra abbiano trovato rifugio in Argentina, comprese figure importanti del regime nazista come Adolf Eichmann e Josef Mengele. Questi documenti potrebbero far luce sulle reti di fuga utilizzate dai nazisti per eludere i procedimenti giudiziari e stabilirsi in Sud America e sulla rete di sostegno locale ricevuta nei Paesi ospitanti.
Oltre il silenzio: nuove indagini svelano la complicità delle Banche svizzere con il nazismo
di Marina Gersony
Un’indagine condotta da una commissione del Senato degli Stati Uniti, ha scoperto che la banca d’investimento in difficoltà Credit Suisse ha nascosto informazioni durante precedenti indagini sui conti bancari controllati dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale. Ne emerge anche che dietro una parvenza di neutralità, le banche elvetiche avrebbero tratto profitto dalla disperazione degli ebrei, appropriandosi delle loro ricchezze con la complicità del regime nazista.














