di Pietro Baragiola
Nel corso del 2025 la star di Harry Potter e White Lotus è stata vista in più occasioni sfoggiare la spilla a forma di nastro giallo, simbolo del sostegno rivolto agli ostaggi israeliani tenuti prigionieri a Gaza da più di 20 mesi. Recentemente Isaacs ha indossato la spilla alla premiere della terza stagione di White Lotus tenutasi a Los Angeles a febbraio, ai BRIT Awards di Londra a marzo, alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca e al 42° Miami Film Festival, entrambi ad aprile.
Gaza
La guerra dell’informazione: il ruolo dei media e il silenzio che fa rumore
di Joe Shammah, da Israele
Una troupe di Al Jazeera è stata arrestata mentre documentava la zona d’impatto di un missile. Una ripresa apparentemente innocua, ma in realtà altamente sensibile: identificare il punto esatto della caduta può offrire preziose indicazioni per correggere la traiettoria
Gaza, attacco a un bus umanitario: otto morti tra gli operatori locali
di Sofia Tranchina
L’attacco è avvenuto dopo giorni di esplicite minacce rivolte dalla leadership di Hamas agli operatori locali della GHF. Già sabato, l’organizzazione aveva avvertito pubblicamente della crescente pericolosità della situazione, sospendendo temporaneamente le distribuzioni.
Come Hamas sfrutta gli aiuti umanitari che ruba ai civili
di Maia Principe
Confisca degli aiuti umanitari; contrabbando di merci proibite; incanalamento dei finanziamenti esteri; estorsione “di protezione”. Sono questi i quattro metodi utilizzati da Hamas per sfruttare gli aiuti rubati alla popolazione civile, individuati dall’esercito israeliano sulla base di ricerche di intelligence e documenti dell’organizzazione terroristica.
Due ostaggi israeliani uccisi il 7 ottobre: recuperati i corpi a Khan Younis
di Anna Balestrieri
Uno dei corpi identificati è quello di Yair Yaakov, 59 anni, rapito da casa sua nel kibbutz Nir Oz e assassinato da membri del gruppo estremista Jihad Islamica Palestinese durante l’assalto. Il secondo corpo appartiene anch’esso a un abitante di Nir Oz, anch’egli rapito e ucciso nella stessa giornata; il nome sarà reso pubblico successivamente.
Gad Lerner tra luci e ombre alla manifestazione per Gaza
di Emanuele Calò
Sulla sua pagina FB, Gad Lerner propone “il testo del mio intervento alla grande manifestazione per Gaza di sabato 7 maggio 2025 in piazza San Giovanni a Roma”. È un intervento che ha delle ombre, ma anche molte luci.
Il Riformista lancia l’appello ‘Per Israele’ con i primi 650 firmatari e in cinque giorni arriva a oltre 5.000. Qui le istruzioni per aderire
di Redazione
L’elenco dei firmatari sarà aggiornato su Il Riformista nel corso della settimana. Il messaggio all’indirizzo dei manifestanti del 6 e 7 giugno “contro la guerra di Gaza” e “per fermare Israele” è chiarissimo: «Fermate l’odio antisemita, difendete le ragioni di Israele, la sicurezza, la libertà, i diritti degli ebrei in tutto il mondo».
Manifestazione per due popoli al Teatro Franco Parenti: non “contro”, ma “per”
di Sofia Tranchina (testo e foto)
L’iniziativa è arrivata dopo il rifiuto di PD, AVS e M5S di condannare Hamas come movimento terroristico nella manifestazione di Roma, e di prendere posizione contro l’antisemitismo che ancora cova sotto le ceneri dell’antisionismo militante. Intensi gli interventi dell’ex ostaggio Aviva Siegel e del dissidente palestinese Hamza Howidy.
La pace non è un bene permanente, richiede sforzi e lavoro. Perché l’Italia non vuole ricordare la lezione di Marco Pannella?
di Angelo Pezzana
[La domanda scomoda] Se si desidera la pace in Medio Oriente, non è sufficiente limitarsi a invocarla, come invece credono molti, giornalisti e politici inclusi. Per ottenere la pace è necessario intraprendere azioni concrete per contrastare la minaccia rappresentata dall’Iran
Umanità selettiva: il doppio standard dell’appello di “Sanitari per Gaza”. La risposta dell’Associazione Medica Ebraica
di Associazione Medica Ebraica
Questo appello dimentica che il compito di ogni sanitario è tutelare la vita umana, senza distinzioni ideologiche o geopolitiche. L’assenza di ogni riferimento alle vittime israeliane, ai feriti, agli ostaggi ancora detenuti, e la non distinzione tra civili gazawi e terroristi legati a Hamas, è inaccettabile.
Il confine che resiste: voci e volti di Sderot. Il racconto di un viaggio in una città ferita che vuole vivere
di Davide Cucciati
Il racconto del mio secondo viaggio a Sderot dal 7 ottobre. Qui si combatteva casa per casa. Ora si incrociano i soliti bunker: tanti, ovunque. Ma rispetto al passato, noto qualcosa di nuovo. Alcuni sono stati trasformati, resi belli e decorati con disegni, con colori vivaci, con raffigurazioni di tramonti, di animali, persino di cani sorridenti. Probabilmente Sderot non vuole vivere nei bunker ma con i bunker.
Il ritorno a casa di Gadi e Judy Haggai: un dolore che chiede giustizia
di Anna Balestrieri
Gadi, 73 anni, e Judy, 70, sono stati uccisi mentre passeggiavano nei pressi del kibbutz. La famiglia, in una dichiarazione pubblica, ha espresso sollievo per la possibilità di dare loro una degna sepoltura in patria, ma ha aggiunto che “i nostri cuori non saranno interi finché tutti i 12 ostaggi di Nir Oz – e i 56 in totale – non saranno riportati a casa”.














