di Anna Balestrieri
Neta Heiman Mina, figlia di Ditza Heiman, israeliana di 84 anni rapita durante l’attacco del 7 ottobre 2023 e tenuta ostaggio per 53 giorni a gaza da un insegnante dell’UNRWA, si è rivolta alle Nazioni Unite durante una sessione dedicata all’educazione e alla formazione sui diritti umani.
7 ottobre 2023
La memoria del 7 ottobre entra alla Biblioteca nazionale d’Israele
di Anna Balestrieri
In occasione del terzo anniversario del 7 ottobre 2023, la National Library of Israel (NLI) presenterà “7.10 | Bound in Memory”, un’esposizione speciale di tre mesi dedicata alle pubblicazioni realizzate per ricordare le vittime del 7 ottobre e le persone uccise o cadute negli anni successivi. La Biblioteca ha lanciato un appello alle famiglie e agli amici delle vittime affinché depositino le pubblicazioni memoriali non ancora presenti nelle sue raccolte.
Il 7 ottobre diventa un esercizio di matematica: i compiti dei bambini nelle scuole dell’Autorità Palestinese
Fauda torna su Netflix: la quinta stagione debutta l’8 settembre con due episodi sul 7 ottobre
di Pietro Baragiola
Queste nuove puntate raccontano una storia nuova rispetto a quella immaginata inizialmente dagli autori che, dopo il 7 ottobre, hanno deciso di cambiare l’intero futuro della serie. La sceneggiatura di Fauda era infatti già in lavorazione quando Hamas ha colpito il sud di Israele.
“The Campaign”: il documentario che indaga sulla guerra della disinformazione dopo il 7 ottobre
di Pietro Baragiola
The Campaign ricostruisce l’intera macchina comunicativa attribuita ad Hamas nelle ore e nei mesi successivi all’attacco del 7 ottobre 2023 e affronta anche il ruolo del Qatar, analizzando i finanziamenti provenienti dall’emirato e la loro possibile influenza sulla diffusione di determinate narrative ideologiche e sul dibattito nei campus universitari.
Il Morgen Freiheit e la giustificazione dei pogrom antiebraici prima del 7 ottobre
di Nathan Greppi
Già nei giorni successivi ai massacri del 7 ottobre 2023, in tutto l’Occidente ci furono manifestanti di estrema sinistra che giustificarono l’operato di Hamas, strappando i manifesti degli ostaggi e negando gli stupri sulle donne israeliane. E in molti casi, si sono difesi da accuse di antisemitismo usando come foglie di fico quella minoranza di ebrei di sinistra radicale che la pensano come loro. Come accadde nel 1929, dopo il massacro di Hebron
Israele sotto choc. Bar Asraf trovato morto sulla tomba della fidanzata uccisa il 7 ottobre
di Nina Deutsch
Aveva 30 anni e, secondo amici e familiari, non era mai riuscito a superare la perdita di Liron Barda, uccisa nel massacro del festival Nova. La sua storia riporta alla luce le ferite psicologiche ancora aperte lasciate dall’attacco.
Boy George nella bufera del boicottaggio per la canzone pro-Israele
di Nathan Greppi
Da quando ha pubblicato la canzone We Will Dance Again il cantautore britannico è al centro di polemiche e boicottaggi. La piattaforma che vendeva il brano l’ha rimosso, mentre a causa delle polemiche ha rinunciato al ruolo che avrebbe dovuto interpretare in una rappresentazione a Londra del musical Jesus Christ Superstar.
Francia: storico giornalista di Libération si licenzia. “La ‘nuova sinistra’ è antisemita, non mi riconosco più”
di Ilaria Myr
La lettera di congedo del giornalista, dal 1984 corrispondente da Bruxelles, affronta di petto la stortura della “nuova sinistra”, che “dal pogrom del 7 ottobre, ha trasformato l’ostilità verso il governo Netanyahu – che condivido pienamente – e il legittimo sostegno alla causa palestinese in un antisionismo virulento, maschera di un antisemitismo sfrenato”.
Dopo il 7 ottobre, il museo ebraico non è più soltanto un museo
di Anna Balestrieri
Una ricerca condotta tra i direttori di venticinque musei ebraici europei mostra dopo il 7 ottobre un aumento dei messaggi ostili sui social network, dell’odio digitale e delle comunicazioni antisemite. Sono aumentati gli atti vandalici e i danneggiamenti. Qual è quindi oggi il nuovo ruolo del museo ebraico?
“We Will Dance Again”, il nuovo singolo a favore d’Israele di Boy George
di Nathan Greppi
La canzone reggae creata con l’aiuto dell’IA per denunciare quei colleghi musicisti che secondo lui si comportano come “pecore”, condanna l’etichettatura della guerra di Gaza come un “genocidio” e dichiara che “balleremo di nuovo”, in riferimento allo slogan “We Will Dance Again” che dopo il massacro al Nova Music Festival invita alla resilienza.
Torna Boogie Balagan, la musica senza confini che l’Europa non sa classificare
di Anna Balestrieri
Dietro i nomi d’arte Azri e Gabri ci sono due musicisti israeliani che vivono da molti anni in Francia. La loro traiettoria attraversa Tel Aviv, Kfar Sava, Parigi, Istanbul e un Mediterraneo immaginario nel quale le identità non sono mai definitive. Ma dopo anni trascorsi a sottrarsi alla definizione di “musicisti ebrei”, il 7 ottobre ha reso quella stessa appartenenza più difficile da ignorare e, insieme, più urgente da rivendicare.














