Star di Hollywood sostengono Israele all’Eurovision: una lettera aperta contro il boicottaggio

Spettacolo

di Redazione
Un gruppo di 400 attori, musicisti e altre figure dello spettacolo, tra cui Helen Mirren (a sinistra nella foto), Liev Schreiber, Julianna Margulies, Boy George (a destra nella foto), Sharon Osbourne e Gene Simmons (al centro nella foto), hanno firmato una lettera aperta a sostegno della partecipazione di Israele alla 68ª edizione dell’Eurovision Song Contest che si terrà a Malmö, in Svezia, dal 7 al 11 maggio. La lettera sostiene la decisione della European Broadcasting Union di mantenere Israele nella competizione, affermando che escludere Israele sarebbe una «inversione della giustizia», poiché «Israele sta combattendo una guerra contro un gruppo terroristico designato dall’Unione Europea».

Dal 5 dicembre 2023, quando è stato ufficializzato che 37 Paesi, compreso Israele, avrebbero preso parte all’Eurovision 2024, sempre più persone, associazioni umanitarie e istituzioni artistiche avevano chiesto il boicottaggio del concorso. Una presa di posizione che si è radicata sempre di più in queste settimane in cui media di tutto il mondo hanno annunciato che Israele avrebbe potuto essere bandito a causa della guerra di Gaza. La pressione sulle emittenti europee affinché boicottassero la partecipazione di Israele al concorso, è stata in questo periodo molto evidente.

Il documento, predisposto dall’organizzazione no profit Creative Community For Peace, che intende contrastare il boicottaggio culturale di Israele, arriva dopo le firme dei musicisti diventati nel frattempo oltre i duemila tra Finlandia, Islanda e Svezia, che lo scorso mese hanno chiesto l’esclusione dello Stato di Israele dalla competizione a causa del conflitto in corso a Gaza.

La lettera aperta sostiene la decisione della European Broadcasting Union (EBU) – gli organizzatori del concorso – di mantenere Israele nella competizione e che punire Israele costituirebbe una «inversione della giustizia». Inoltre, aggiunge il documento, «Israele sta combattendo una guerra contro un gruppo terroristico designato dall’Unione Europea che ancora una volta ha rotto il cessate il fuoco quel giorno, e poi ha massacrato oltre 1.200 persone […]. L’attuale tornata di combattimenti non è una guerra voluta o iniziata da Israele».

E ancora: «Siamo rimasti scioccati e delusi nel vedere alcuni membri della comunità dell’intrattenimento chiedere che Israele venga bandito dal concorso per aver risposto al più grande massacro di ebrei dai tempi dell’Olocausto – si legge –. Sotto la copertura di migliaia di razzi lanciati indiscriminatamente contro popolazioni civili, Hamas ha ucciso e rapito uomini, donne e bambini innocenti».

Riguardo all’impatto dell’Eurovision, la lettera afferma: «Crediamo che eventi unificanti come le gare di canto siano cruciali per aiutare a colmare le nostre divisioni culturali e unire persone di ogni provenienza attraverso il loro comune amore per la musica».

Il presidente del CCFP, David Renzer, e il direttore esecutivo, Ari Ingel, hanno affermato: «Ci uniamo ai leader dell’industria dell’intrattenimento nel respingere la denigrazione di Israele sulla scena musicale globale. Dopo che migliaia di israeliani innocenti sono stati uccisi, più di 360 di loro durante un festival musicale mentre ballavano per celebrare la vita, vedere alcuni rispondere in questo modo è vergognoso. Ci auguriamo che Eurovision resti salda di fronte a questo tentativo di boicottaggio fuorviante e discriminatorio. Vogliamo che il mondo sappia che l’industria dell’intrattenimento sostiene il concorso e tutti i fantastici partecipanti di quest’anno, compreso quello israeliano».

Fin dalle prime proteste, va ricordato che l’European Broadcasting Union aveva risposto fin dall’inizio che «comprendiamo le preoccupazioni e le profonde convinzioni sull’attuale conflitto in Medio Oriente, ma siamo impegnati a garantire che l’Eurovision Song Contest rimanga un evento apolitico, in cui competono artisti ed emittenti, non i governi. I nostri organi direttivi, guidati dal Comitato Esecutivo, hanno esaminato l’elenco dei partecipanti per l’edizione 2024 e hanno concordato che la televisione pubblica israeliana KAN soddisfa tutte le regole della competizione per quest’anno e può partecipare, come ha fatto negli ultimi 50 anni».

Benvenuta quindi la notizia che molte star di Hollywood hanno firmato questa lettera aperta a sostegno dell’inclusione di Israele nella kermesse musicale. Tra i firmatari figurano il direttore musicale Scott Braun, il membro della band KISS Gene Simmons, e molti attori tra cui Amy Rossom, Mayim Bialik, Salma Blair, Bret Gelman, Jennifer Jason Leigh, Debra Messing, Tom Arnold, Skyler Austin (“Pitch Perfect”), Patricia Heaton (“Tutti amano Raymond”), Joshua Malina (“The West Wing”), Emmanuel Shriki (“The Family”), Odia Rash, il regista premio Oscar Guy Nativ, la musicista Diane Warren e leader del settore come il produttore Haim Saban, CEO della Mattel Ynon Kreiz, CEO della National Academy of Recording Arts and Sciences Harvey Mason Jr. (che ha menzionato i prigionieri israeliani nel suo discorso ai Grammy), e altri. Ingaggiati anche Noa Tishby e Noa Kirel, che l’anno scorso rappresentarono Israele e raggiunsero un rispettabile terzo posto.

La lettera menziona infine anche la ricca storia di Israele all’Eurovision Song Contest, sottolineando le sue quattro vincite, di cui la più recente nel 2018. Dalla sua prima partecipazione nel 1973 ad oggi, Israele è uno dei Paesi che ha ottenuto il maggiore successo alla manifestazione canora: ben quattro vittorie (1978, 1979, 1998, 2018) e altrettante presenze sul podio. «Coloro che chiedono l’esclusione di Israele stanno sovvertendo lo spirito del concorso e trasformandolo da una celebrazione dell’unità in uno strumento della politica», si legge sempre nella lettera.

Sarà la bella e intensa Eden Golan a rappresentare Israele all’Eurovision 2024 a Malmö come riportato di recente da Ynetnews. La cantante israeliana con cittadinanza russa, dopo aver vinto il reality show The Next Star for Eurovision, sarà dunque la voce di Israele nel concorso di maggio in Svezia: «Quest’anno, più che mai, sono entusiasta di rappresentare il mio Paese in Europa» – ha detto Golan –. Prometto di fare del mio meglio e portare l’Eurovision in Israele». La cantante è tornata in Israele due anni fa dopo aver trascorso gli ultimi 13 anni a Mosca.