di Nathan Greppi
Tra le celebrità che hanno firmato la lettera della CCP, compaiono le attrici Amy Schumer, Mila Kunis, Helen Mirren e Mayim Bialik, gli attori Liev Schreiber e Brett Gelman, i musicisti Gene Simmons, Boy George e Matisyahu e la produttrice discografica Sharon Osbourne (vedova del musicista Ozzy Osbourne).
Recentemente, più di 1.000 celebrità ed esponenti dell’industria dello spettacolo hanno firmato una lettera aperta della CCP (Creative Community for Peace) per sostenere l’inclusione d’Israele all’Eurovision Song Contest. Una risposta alle numerose campagne per escluderlo dalla prossima edizione, che si terrà a Vienna dal 12 al 16 maggio e che vedrà lo Stato Ebraico venire rappresentato dal cantante Noam Bettan.
La lettera
“Noi, membri firmatari dell’industria dell’intrattenimento, scriviamo per esprimere il nostro sostegno alla permanenza di Israele all’Eurovision Song Contest”, si legge all’inizio della lettera.
“Siamo rimasti scioccati e delusi nel vedere alcuni membri della comunità dello spettacolo chiedere l’esclusione di Israele dal concorso per aver reagito al più grande massacro di ebrei dai tempi dell’Olocausto. Il 7 ottobre, un festival musicale nato per celebrare la vita (il Nova Music Festival, ndr) è stato attaccato da Hamas, causando la morte di 364 civili innocenti, il ferimento e la tortura di centinaia di persone, il sequestro di oltre 40 partecipanti e lo stupro di molte altre”.
La lettera continua spiegando che “Israele sta combattendo una guerra contro un gruppo terroristico designato come tale dall’Unione Europea che, ancora una volta, ha violato il cessate il fuoco quel giorno, massacrando oltre 1.200 persone. L’attuale ondata di combattimenti non è una guerra che Israele ha voluto o iniziato. Punire Israele sarebbe un’inversione della giustizia”.
Viene anche ricordato che “Israele vanta anche una storia lunga e gloriosa all’Eurovision. Ciò include le vittorie ottenute nel 1978, 1979, 1998 e 2018, e la presenza di un gruppo eterogeneo di artisti che hanno rappresentato il Paese, tra cui palestinesi (Mira Awad), etiopi (Eden Alene) e membri della comunità LGBTQIA+ (Dana International)”.
I firmatari aggiungono che “crediamo che eventi unificanti come competizioni musicali siano cruciali per aiutare a superare le nostre differenze culturali e unire le persone di tutti i retroterra attraverso il loro comune amore per la musica. […] Sosteniamo la vostra decisione di opporsi alle richieste di espellere Israele dal concorso e non vediamo l’ora di assistere ad un Eurovision di successo ed eccitante”.
I firmatari
Tra le celebrità che hanno firmato la lettera della CCP, compaiono le attrici Amy Schumer, Mila Kunis, Helen Mirren e Mayim Bialik, gli attori Liev Schreiber e Brett Gelman, i musicisti Gene Simmons, Boy George e Matisyahu e la produttrice discografica Sharon Osbourne (vedova del musicista Ozzy Osbourne).
Quando hanno firmato un precedente appello, alcuni dei firmatari hanno rilasciato delle dichiarazioni in merito. Simmons, bassista israelo-americano e co-fondatore del gruppo dei Kiss, ha affermato: “La musica unisce le persone di tutti i retroterra. È la sola lingua che chiunque può comprendere. È una cosa meravigliosa ed è un ottimo modo per portare insieme le persone. Coloro che chiedono di escludere un cantante israeliano dall’Eurovision non spostano l’ago della bilancia in direzione della pace, ma rendono solo il mondo ancora più diviso”.
Di un simile avviso anche la Bialik, nota per il ruolo di Amy nella sitcom The Big Bang Theory: “Dopo un orrendo attacco sui civili israeliani, gli appelli al boicottaggio e l’esclusione di artisti israeliani da eventi internazionali semplicemente perché sono israeliani è abominevole e vergognoso. Prendere di mira i musicisti israeliani in questo modo macchia lo spirito unificante dell’Eurovision”.
Alcuni dei firmatari hanno preso posizione in difesa d’Israele anche in altre occasioni: il 7 aprile, il musicista britannico Boy George ha affermato in un tweet: “Va molto di moda odiare Israele, ma ho sempre detto che ‘la moda è per i deboli, lo stile per i coraggiosi’”.



