di Pietro Baragiola
Il luogo del ritrovamento del reperto si trova vicino a Khan Saharonim, un importante caravanserraglio lungo l’antica Via delle Spezie, utilizzato in epoca nabatea e romana. La statuetta misura circa sei centimetri per lato e sembrerebbe raffigurare la parte superiore di un torso maschile avvolto in un mantello, chiamato “himation”, scolpito con pieghe molto dettagliate.
Durante una scampagnata nel deserto del Negev, il piccolo Dor Wolynitz ha fatto una scoperta sensazionale, trovando per caso un reperto archeologico vecchio di circa 1.700 anni e risalente all’epoca dell’antica Roma.
“Stavo cercando qualcosa da mostrare in classe” ha raccontato il bambino di 8 anni nel video pubblicato in questi giorni sul sito dell’Israel Antiquities Authority, l’ente che ha preso in carico il reperto per inserirlo nella collezione nazionale dei tesori archeologici.
La scoperta nel deserto del Negev
Tutto è iniziato sabato 9 maggio quando il piccolo Dor, insieme alla sua famiglia, si è unito ad un’escursione organizzata per le famiglie dei paracadutisti dell’IDF nel cratere di Ramon, una delle aree geologiche più note del deserto del Negev.
“All’improvviso ho notato una piccola pietra lungo il percorso e sopra aveva diverse strisce insolite” ha spiegato Dor. “Così l’ho raccolta.”
Parte di questa escursione era anche Akiva Goldenhersh, supervisore dell’unità anti-saccheggio dell’IAA. Secondo le dichiarazioni rilasciate nel video, quando il bambino gli ha mostrato l’oggetto Goldenhersh ha inizialmente pensato che si trattasse di un fossile ma, notando le piccole pieghe scolpite sulla statuetta, si è “emozionato tantissimo, capendo di avere tra le mani qualcosa di molto più importante”.
Il reperto è stato successivamente analizzato dal geologo capo dell’IAA, Nimrod Wieler, che ne ha stabilito il materiale, riuscendo a risalire alla sua provenienza e inserendolo in un determinato contesto storico.
Le origini del reperto
Come spiegato da Wieler nella sua analisi rilasciata al Times of Israel, il luogo del ritrovamento del reperto si trova vicino a Khan Saharonim, un importante caravanserraglio lungo l’antica Via delle Spezie, utilizzato in epoca nabatea e romana.
“I Nabatei erano una popolazione semi-nomade che abitava le aree oggi conosciute come Giordania, Israele, Sinai e Arabia Saudita, dominando per secoli il commercio del deserto e mantenendo una forte presenza nel Negev tra il III secolo a.C. e il II secolo d.C.” ha raccontato Wieler. “Il reperto in questione riflette proprio l’incontro tra queste due culture e stilisticamente potrebbe rappresentare il dio Giove oppure Zeus-Dushara, una divinità nabatea identificata e fusa con Zeus.”
La statuetta misura circa sei centimetri per lato e sembrerebbe raffigurare la parte superiore di un torso maschile avvolto in un mantello, chiamato “himation”, scolpito con pieghe molto dettagliate.
“Il modo in cui sono scolpite le pieghe e la scelta di un materiale così delicato indicano un livello artistico molto elevato” ha aggiunto Wieler, precisando che il fatto che la statuetta sia stata realizzata con pietra locale suggerisce che non sia stata importata, ma prodotta direttamente nell’area del Negev durante il periodo romano.
Dopo questa scoperta sensazionale, Goldenhersh ha colto l’occasione per ricordare l’importanza di consegnare alle autorità ogni reperto rinvenuto casualmente sul territorio israeliano.
“Ciascun reperto archeologico è parte del nostro patrimonio comune in questa terra” ha concluso nel video. “Consegnarlo alla collezione nazionale dei tesori archeologici permette agli esperti di studiarlo, preservarlo e rendere la sua conoscenza accessibile a tutti.”
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