l'Attrice Debra Messing

“In Israele mi sento più al sicuro che ad Hollywood”: Debra Messing e l’industria del cinema dopo il 7 ottobre

Spettacolo

di Pietro Baragiola
Durante un evento organizzato il 29 maggio dalla Jewish Communal Appeal (JCA) a Sydney, in Australia, l’attrice 57enne ha affermato di notare una netta differenza nella sua immagine pubblica dopo scoppio del conflitto a Gaza. L’attrice si è soffermata su come inizialmente avesse creduto che gran parte dell’industria cinematografica avrebbe espresso solidarietà verso la comunità ebraica ma le sue aspettative sono state fortemente deluse.

L’attrice americana Debra Messing, celebre per il ruolo di Grace Adler nella sitcom Will & Grace, ha raccontato come gli eventi successivi al 7 ottobre 2023 abbiano trasformato profondamente non solo la sua vita personale ma l’intera industria di Hollywood.

Durante un evento organizzato il 29 maggio dalla Jewish Communal Appeal (JCA) a Sydney, in Australia, l’attrice 57enne ha affermato di notare una netta differenza nella sua immagine pubblica dopo scoppio del conflitto a Gaza.

“È come se ci fossero due me: quella prima del 7 ottobre e quella dopo” ha spiegato Messing. “Non sarò mai più quella persona né sarò percepita come tale.”

L’attrice si è soffermata su come inizialmente avesse creduto che gran parte dell’industria cinematografica avrebbe espresso solidarietà verso la comunità ebraica ma le sue aspettative sono state fortemente deluse.

“Per tutta la mia carriera la comunità del cinema è stata molto liberale e inclusiva ma, subito dopo l’attacco di Hamas, nessuno si è fatto avanti” ha affermato. “Ricordo di essere rimasta scioccata e arrabbiata. Mi sono sentita tradita e abbandonata da Hollywood.”

La crisi di Debra Messing

Durante l’evento Messing ha ammesso di non essersi mai tirata indietro dal sostenere pubblicamente Israele o dal denunciare l’antisemitismo e, per questi motivi, ha dovuto pagare un prezzo personale molto alto.

“Ho perso tantissimi amici a causa delle mie opinioni e conosco molti ebrei che hanno vissuto la stessa esperienza” ha spiegato l’attrice.

Le critiche ricevute sui social media e la crescente ondata di odio online hanno avuto un impatto significativo sul suo benessere psicologico tanto che Messing ha attraversato un periodo di forte depressione e si è trovata costretta a cercare supporto professionale.

“Ero piena di rabbia e sapevo di aver bisogno dell’aiuto di un esperto per parlarne e capire perché stesse accadendo tutto questo” ha aggiunto l’attrice. “L’esposizione pubblica delle mie posizioni è stata la cosa più difficile che abbia mai vissuto nella vita ma attraverso questa battaglia sono arrivata alla conclusione di quale fosse il mio scopo. Devo battermi per tutte le voci che dal 7 ottobre in poi non possono o non riescono più a parlare.”

 

L’antisemitismo silenzioso di Hollywood

Tra le dichiarazioni più forti rilasciate durante l’evento c’è stata quella relativa alla sua percezione della sicurezza. Pur riconoscendo che Israele continua a fronteggiare minacce provenienti dall’Iran e dalle organizzazioni alleate di Teheran, Messing ha affermato di sentirsi più protetta nello Stato ebraico piuttosto che negli Stati Uniti.

“C’è stato un momento in cui ho capito che l’America non era più sicura, soprattutto New York” ha dichiarato Messing, nata e cresciuta nella Big Apple. “Quando sono in Israele, sento che quella è casa mia e, nonostante i missili, è lì che mi sento al sicuro.”

Esattamente come Debra, numerose personalità ebree dell’industria dello spettacolo hanno denunciato quello che considerano un preoccupante silenzio da parte dell’industria del cinema.

Tra le voci più autorevoli c’è quella dell’attore David Schwimmer che nel 2025, durante una conferenza organizzata dall’Anti-Defamation League, ha invitato i colleghi non ebrei ad esporsi pubblicamente contro l’antisemitismo. “Dovete ricordarvi che la vostra voce ha un significato forte per tutti i vostri fan” ha spiegato Schwimmer affermando che molte figure dell’industria continuano a temere ripercussioni professionali per aver espresso solidarietà alla comunità ebraica.

Mayim Bialik, Josh Gad, Julianna Margulies e altri 260 professionisti dell’intrattenimento hanno persino aderito ad una lettera contro le politiche di inclusione dell’Academy, accusata di non riconoscere esplicitamente la comunità ebraica tra le minoranze tutelate. Nel documento si legge: “uno sforzo di inclusione che esclude gli ebrei fraintende la natura dell’antisemitismo, rafforzando stereotipi e pregiudizi anziché combatterli.”

Per concludere il suo intervento a Sydney, Messing ha voluto lasciare un messaggio di speranza a tutti i presenti, rivolgendosi all’intera comunità ebraica mondiale.

“Come ebrei dobbiamo essere più forti e orgogliosi, perché in molti vogliono metterci a tacere, spaventarci e farci provare vergogna” ha affermato con fierezza. “Ciò che mi dà speranza è che siamo ancora qui dopo 3.000 anni, per portare luce nell’oscurità. Stiamo vivendo tempi più bui, ma se continuiamo a mostrare la nostra luce supereremo tutto questo, insieme.”