Locandina di Euphoria

Euphoria, la serie per ragazzi di origine israeliana è la seconda più vista dal 2004 sulla Hbo

di Nathan Greppi
Sta diventando sempre più comune che serie televisive israeliane ricevano dei remake negli Stati Uniti: dopo Homeland, di spionaggio e ispirata all’israeliana Hatufim, e In Treatment, remake di BeTipul, ora è il turno di Euphoria, serie drammatica adolescenziale inaugurata nel 2019 e la cui seconda stagione ha recentemente raggiunto i 19 milioni di spettatori, facendone la seconda serie più vista sul canale HBO dal 2004 ad oggi dopo Il Trono di Spade.

Solo l’ultimo episodio della stagione sarebbe stato visto da 6,6 milioni di spettatori. Inoltre, la serie ha conseguito un altro primato: il maggior numero di tweet per una serie nell’ultimo decennio, oltre 34 milioni solo negli Stati Uniti.

La trama segue le vicende di Rue Bennett (Zendaya), un’adolescente tossicodipendente che all’inizio della serie torna a casa dopo la riabilitazione. Vengono raccontati i problemi che deve affrontare assieme al suo gruppo di amiche, legati non solo a questioni come la droga e alla sessualità, ma anche a un trauma molto forte che ognuno di loro tenta di rielaborare.

La miniserie israeliana originale, uscita sull’emittente HOT 3 dal 2012 al 2013, è stata scritta da Ron Leshem, che dopo aver lavorato come giornalista per i quotidiani Yedioth Ahronoth e Maariv è diventato famoso per il romanzo del 2005 Beaufort, sul ritiro delle truppe israeliane dal Sud del Libano nel 2000. Dal romanzo nel 2007 è stato tratto un film candidato all’Oscar per il Miglior Film Straniero. L’adattamento americano è stato ideato da Sam Levinson il cui padre, il regista ebreo Barry Levinson, è noto per aver diretto film di successo negli anni ’80 quali Good Morning, Vietnam e Rain Man.

Nella serie, Leshem ha voluto parlare di quelli che secondo lui sono i problemi alla base delle tendenze disfunzionali della Gen Z, la generazione di chi è nato all’incirca tra il 1996 e il 2010, che risiederebbero nella sistematicità con cui viene sottoposta a traumi fin dall’infanzia: “Questa generazione non è alla ricerca di niente, perché tutto è a portata di mano; basta digitare una parola chiave su Google dal cellulare…”, ha spiegato, aggiungendo: “Il primo episodio di Euphoria inizia con le scene dei suicidi delle decine di persone che saltavano dalle Torri Gemelle, un trauma che ha segnato la Gen Z fin dall’infanzia. Se adesso cercano qualcosa, quel qualcosa è il battito cardiaco accelerato, una scarica di adrenalina.”

Questa non è la prima volta che una produzione televisiva scritta da Leshem viene riadattata all’estero; da The Gordin Cell, serie thriller uscita tra il 2011 e il 2013, sono stati tratti nel 2015 due remake: Allegiance negli Stati Uniti e Spy in Corea del Sud.

Menu