Appello a Netflix: “Rimuovete il film antisemita”

di Nathan Greppi
Ha suscitato grande scalpore, negli ultimi giorni, la notizia dell’uscita a dicembre su Netflix di Farha, film giordano accusato di sdoganare sulla piattaforma (che ad oggi conta circa 220 milioni di abbonati in tutto il mondo) l’antica accusa del sangue, tipico cliché dell’antisemitismo classico, e il paragone tra i soldati israeliani dell’IDF e i nazisti.

Il film, diretto dal regista Darin J. Sallam e selezionato per rappresentare la Giordania al Premio Oscar per il Miglior Film Internazionale nel 2023, era già stato presentato nel 2021 al Festival del Cinema di Toronto. Ambientato durante la Guerra d’Indipendenza d’Israele del 1948, racconta la storia di una ragazza palestinese di 14 anni, che assiste al massacro della sua famiglia da parte dell’esercito israeliano. Per il modo in cui vengono narrati i fatti, il film è stato accusato di mistificazione storica e di demonizzare gli israeliani, al punto che è uscita una petizione online, sul sito Action Network, per chiedere a Netflix di rimuovere il film (chi fosse interessato a firmare, può accedere alla petizione cliccando qui).

“La produzione afferma di essersi ‘ispirata a eventi reali’, tuttavia questa è una bugia”, si legge nella petizione. “Il film presenta i soldati dell’IDF come mostri assetati di sangue, che godono della morte di poveri innocenti. Nel film di Sallam, gli israeliani uccidono e basta. Senza una ragione. Solo per divertimento. Tali eventi non sono mai avvenuti. Il film è una colossale bugia. È una pericolosa accusa del sangue e un’istigazione all’odio contro l’IDF, che porterà a maggiore antisemitismo.”

La petizione è firmata da un gruppo che si firma come Iron Lion Zion, lo stesso nome di una canzone di Bob Marley. Nel momento in cui scriviamo questo articolo, è già arrivata ad oltre 189.000 firme.