Netanyahu e Abu Mazen, due discorsi all’Onu: perché nessuna par condicio?

di Angelo Pezzana

Benjamin Netanyahu, Mahmoud AbbasA fine settembre Abu Mazen ha dichiarato solennemente dal podio del Palazzo di Vetro dell’Onu che interromperà ogni tipo di colloquio con Israele, accusando lo Stato ebraico «di non perdere mai occasione per far fallire i negoziati», e aggiungendo «il nostro popolo è l’ultimo al mondo a vivere sotto occupazione, Israele vuole farci vivere in ghetti separati, senza nemmeno il controllo dei cieli», eccetera. Per questo proporrà all’Onu un testo che stabilisca una data entro la quale l’Assemblea sarà chiamata a esprimere il voto sul riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina. Sul conflitto con Hamas è andato giù pesante, accusando Israele di “crimini di guerra”, “terrorismo di Stato”, “genocidio contro i palestinesi”, “Stato razzista”… Le sue affermazioni hanno avuto molta risonanza, ma questa non è una novità, le fonti palestinesi vengono sempre trattate con il massimo riguardo, poco importa che siano credibili oppure no.
La notizia che ci interessa è invece il silenzio quasi generale con il quale i nostri media, Tg e giornali, hanno ignorato la replica di Bibi Netanyahu nello stesso luogo, dallo stesso podio, dove Abu Mazen ha propalato le sue menzogne. Una replica pacata, nella quale il Premier israeliano ha smontato pezzo per pezzo tutte le diffamazioni dell’alleato governativo di Hamas. Ma dell’intervento di Netanyahu non è uscita nemmeno una parola, fatto salvo un servizio di Maurizio Molinari sulla Stampa, che ha riferito con la abituale correttezza. Non attribuisco questa censura ai corrispondenti, alcuni informano onestamente i loro lettori. Penso invece alle direzioni, ai capi-redattori e capi-servizio esteri, è da lì che partono gli ordini, «no, la pagina è già piena», oppure «su questo dobbiamo ancora impostare la pagina, poi ci sentiamo», una proposta la si può respingere in modo elegante. Naturalmente, non ci sarà nessun seguito, la posizione di Israele in risposta alle menzogne di Abu Mazen non verrà fatta conoscere ai lettori né ai telespettatori dei Tg. Un esempio illuminante di come opera la disinformazione in Italia.
Se qualcuno ha ancora dei dubbi sul funzionamento della delegittimazione di Israele sui nostri media valuti il diverso trattamento riservato ad Abu Mazen rispetto a Bibi Netanyahu.
E poi giri la domanda ai direttori dei giornali e dei Tg.