È tempo di restare

Opinioni

di Luciano Assin

Migratory Birds Fly Over Lake Hula In IsraelIsraele si trova nel bel mezzo della Grande Fossa Tettonica, un’enorme faglia terrestre lunga 6.000 chilometri che si estende dal Mozambico fino alla Siria. Fra i numerosi fenomeni collegati alla faglia, quello che ci interessa particolarmente è la presenza al suo interno di un’enorme autostrada, un’autostrada molto particolare: il percorso migratorio di oltre mezzo miliardo di uccelli. In Israele la tappa preferita dove rifocillarsi e riacquistare un po’ le forze è la vallata della Hula, al cui interno ci sono allevamenti di pescicultura, due riserve naturali e un’enorme distesa di colture agricole. Queste condizioni quasi ottimali hanno fatto sì che alcune decine di migliaia di gru abbiano deciso di svernare in Galilea invece di continuare il loro naturale percorso verso il sud. Le motivazioni sono differenti ma interessanti. In Africa il processo di desertificazione è in continuo progresso, cosa che non fa che diminuire il loro l’habitat naturale; in aggiunta, sono cambiate radicalmente le coltivazioni agricole basate attualmente sul caffè e l’olio di palma inadatte al loro regime alimentare. La Hula, invece, ha da proporre diversi vantaggi: laghi poco profondi, adatti alla caccia e al riposo e soprattutto la presenza di una coltura particolarmente gradita alle gru: le arachidi… A differenza di quasi tutti gli altri uccelli migratori, la gru non possiede una specifica destinazione dettata da istinti naturali. La migrazione si basa su una tradizione familiare: ciò che i genitori tramandano alla loro prole è quella che diventerà la destinazione della futura generazione. Succede così che di anno in anno il numero di gru che decide di svernare nell’alta Galilea aumenta in modo considerevole; su 100mila esemplari che attraversano il territorio, ben 30mila decidono di svernare in loco, e questo numero aumenta di anno in anno. Nell’eterno contrasto fra l’uomo e la natura, anche qui si è dovuta trovare una soluzione ragionevole per soddisfare le esigenze degli agricoltori e di questi simpatici e affascinanti uccelli. Dopo diversi tentativi, la soluzione ideale è stata quella di creare delle specifiche zone all’interno delle riserve naturali dove nutrirli. Ogni giorno il “ristorante” distribuisce qualcosa come 3,5 tonnellate di granaglie, principalmente mais. Uno degli sponsor di questo progetto, che prevede anche una monitorizzazione satellitare della loro migrazione, è la Lufthansa che, guarda caso, ha proprio la gru come logo. Il lato positivo di tanto lavoro è la notevole quantità di visitatori che affolla la riserva: oltre mezzo milione all’anno. Le gru sono un esempio eloquente di una perfetta vita di coppia: non si separano e quando uno dei due muore l’altro non si riaccoppia, proseguendo solitario il resto della sua esistenza. Secondo la tradizione giapponese, le gru vivono per ben mille anni; un’altra credenza vuole che chi riesca a piegare almeno mille origami a forma di gru abbia la salute assicurata. Vale la pena di provare…

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