Gadi Schoenheit risponde a Wellcommunity sulla conferenza sull’antisemitismo

Opinioni

Riceviamo da Gadi Schoenheit, Assessore alla Cultura della Comunità ebraica di Milano, e pubblichiamo.

Cara redazione, ho letto con stupore e dispiacere, la lettera dei consiglieri di WellCommunity sul grande evento organizzato il 30 maggio, dall’assessorato alla cultura della Comunità Ebraica di Milano, assieme all’Ucei e al Consolato tedesco. Il termine ‘grande’ non è un giudizio di valore ma è relativo al successo dell’evento stesso, con centinaia e centinaia di persone collegate, su zoom o sulla pagina Ucei.

Ma veniamo alle critiche poste dai consiglieri di WellCommunity. Rispondo volentieri anche perché molti di loro non erano presenti e dunque, magari, sono state loro riportate informazioni non corrispondenti alla realtà. D’altra parte, come per ogni nostro evento, ci sono le registrazioni, per chi volesse ascoltare o ri-ascoltare, se non l’avesse ancora fatto.

Già in apertura, dopo aver ricordato la dichiarazione dell’IHRA, finalmente adottata anche dal nostro Governo, ho personalmente parlato di antisemitismo dalle diverse genesi, quella religiosa, quella politica, quella travestita da antisionismo… E sono stato molto chiaro in queste definizioni. Poi, in chiusura, ho detto che mi piacerebbe organizzare un secondo evento sull’antisemitismo in Francia e in Ungheria. Per gli amici di WellCommunity, antisemitismo, appunto, di sinistra (Francia) e di destra (Ungheria). Io non uso la stessa differenza, perdonate la divagazione, per me sono tutti ugualmente fascisti, perché antisemiti, appunto.

Ma, tornando all’evento, anche gli interventi degli ospiti, a partire dal console tedesco, sono stati molto precisi sulle diverse forme di antisemitismo. Spero di essere stato chiaro, nel rispondere alle critiche.

Gadi Schoenheit, assessore cultura Comunità Ebraica