Roghi, divieti, messe al bando: la vertiginosa avventura del Talmud, il libro che non è stato possibile cancellare

Libri

di Ugo Volli

Storia del Talmud- Proibito, censurato e bruciato. Il libro che non è stato possibile cancellareAnche del Talmud si può ripetere quel che alcuni hanno detto del sabato: che non è il popolo ebraico ad averlo preservato, ma lui ad aver preservato l’ebraismo. E dunque la sua storia è lunga e complessa, anche senza andare indietro alla tradizione della Legge orale riportata nel celebre passo dei Pirké Avot: “Moshe’ ricevette la Torah dal Sinai e la trasmise a Yeoshua, e Yeoshua agli anziani, e gli anziani ai profeti, e i profeti la consegnarono agli uomini della grande sinagoga…” Anche a partire dagli insegnamenti di Hillel e Shammai, attivi ai tempi di Erode o dalla chiusura della Mishnà per opera di Rabbi Yehuda Hanassi verso l’anno 200, o dalla redazione finale dell’opera, nel VI secolo la versione di Gerusalemme e nell’VIII quella babilonese, la vicenda del Talmud è assai più che millenaria e ricopre completamente la storia dell’ebraismo dell’esilio. È una vicenda appassionante, un’avventura intellettuale vertiginosa fatta di scuole, commenti, discussioni, conclusioni legali, aperture filosofiche, miti e principi logici. Ma è anche una storia viva di grandissimi personaggi e di una folla infinita di studiosi, di luoghi, copie, versioni in varie lingue, persecuzioni, edizioni, stampe, roghi, riscoperte.
Nel momento in cui si è aperta felicemente la grande impresa della traduzione italiana del Talmud (Rosh HaShanà, Giuntina 2016), è importante sapere che lo studio di un’opera così complessa ha bisogno certamente di maestri esperti – e il rabbinato italiano sta facendo un grande sforzo in questo senso, con una serie di lezioni disponibili anche su YouTube per esempio sul canale www.youtube.com/user/RabbinatoMilano). Ma quanto meno c’è bisogno di strumenti propedeutici. Sono disponibili in italiano alcuni libri introduttivi che possono aiutare (per esempio Adin Steinsaltz, Cos’è il Talmud, Giuntina; Marc Alain Ouaknine, Invito al Talmud, Bollati Boringhieri; Guenter Stemberger, Il Talmud, EDB; Jacob Neusner, Il Talmud. Cos’è e cosa dice, San Paolo).
Ma nessuno di questi libri ha un’impostazione storica, né aiuta a ricostruire cioè la complessa formazione del testo, lo sfondo sociale e politico che ne ha accompagnato lo sviluppo, e soprattutto le vicissitudini che ne hanno segnata la diffusione e la crescita della “lettura infinita” dei commenti che ancora si accumulano. Per questo è utile un libro francamente divulgativo e di facile lettura come Storia del Talmud: Proibito, censurato e bruciato. Il libro che non è stato possibile cancellare di Harry Freedman, appena pubblicato da Bollati Boringhieri. Leggere il Talmud come si farebbe non dico con un romanzo, ma con un normale saggio, è peggio che sbagliato, è impossibile. Perché la struttura argomentativa del testo è tale che se ne coglie il senso solo studiandolo, memorizzando cioè le varie posizioni, avendo presente i comportamenti e le regole, spesso sottaciute, cui la discussione si applica, comprendendo la logica usata nelle discussioni. È un esercizio intellettuale straordinario che purtroppo pochi praticano. Ma capirne l’importanza, le vicissitudini, i personaggi principali può comunque essere utile per avvicinarsi all’essenza dell’identità ebraica plasmata nei secoli proprio sul Talmud. E in questo, il libro di Freedman è certamente utile.

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