Lettere per la prossima generazione – 4/10

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Lettera n. 4: l’educazione ebraica

Sara, David,

Mandate i vostri figli in una scuola ebraica. Queste scuole costituiscono l’orgoglio delle nostra comunità. Sono il nostro migliore investimento per il futuro ebraico. Una generazione fa, le scuole ebraiche erano spesso considerate come una seconda scelta; vi si mandavano i bambini che non potevano essere ammessi altrove. Oggi, a ragione, sono la prima scelta per molti, ed è un riconoscimento alla loro eccellenza.

Ma una scuola ebraica è ancora di più. Per gli Ebrei, l’istruzione non è solo ciò che sappiamo. E’ ciò che siamo. Nessun altro popolo ha mai dato così tanta importanza all’istruzione. I nostri antenati furono i primi a farne un precetto religioso, e i primi a creare un sistema scolastico universale obbligatorio – diciotto secoli prima della Gran Bretagna. I rabbini consideravano l’istruzione superiore persino alle preghiere. Quasi 2000 anni fa, Josephus scriveva: “Se  chiunque, nel nostro popolo fosse interrogato sulle nostre leggi, le ripeterebbe prontamente come si ripete il proprio nome. Il risultato dell’ accurata conoscenza delle nostre leggi fin dagli albori dell’intelligenza è che esse sono, per così dire, incise nella nostra anima”.

Gli Egiziani costruirono piramidi, i Greci edificarono templi, i Romani – anfiteatri. Gli Ebrei costruirono scuole. Essi sapevano che, per difendere un paese, occorre un esercito, ma per difendere una civiltà occorre l’istruzione. Così, gli Ebrei diventarono il popolo i cui eroi erano insegnanti, le cui cittadelle erano le scuole, e la cui passione era lo studio e l’esercizio della mente. Come possiamo privare i nostri figli di questo retaggio?

Si può essere veramente istruiti senza conoscere Shakespeare, Mozart, Michelangelo, o i princìpi di base della fisica, dell’economia o della politica? Si può essere Ebrei istruiti senza avere almeno una conoscenza di base del Tanakh e del Talmud, i commentari classici della Torà, la poesia di Yehudà Halevì, la filosofia di Maimonide e la storia del popolo ebraico? Gli Ebrei dell’Europa orientale erano soliti dire: “Essere un apikores (un eretico) è comprensibile, ma essere un am ha’aretz (un ignorante) è imperdonabile”.

Figli miei, spero che vi abbiamo insegnato abbastanza per capire che il primo dovere di un genitore ebreo è assicurarsi che i propri figli abbiano un’istruzione ebraica. Per quasi un secolo, tutto questo sistema di valori è stato sconvolto, perché la vita ebraica era stata sconvolta. Gli Ebrei hanno dovuto fuggire da persecuzioni, prima dall’Europa orientale, poi da quella occidentale, poi dai paesi arabi. Gli Ebrei erano intenti a ricostruire la propria vita e ad assicurarsi che i propri figli si integrassero nella società esterna. L’istruzione ebraica è stata una delle vittime di quell’epoca, ma ora non è più così: oggi abbiamo iniziato a recuperare qualche cosa della nostra tradizione. Tuttavia, i nostri standard sono ancora  troppo bassi.

Il mondo sta cambiando ancora più rapidamente. Oggigiorno, nel corso di un’unica generazione, il progresso scientifico e tecnologico è superiore a quello di tutti i secoli precedenti, fin da quando i primi esseri umani hanno messo piede sulla terra. In un paese inesplorato, è necessaria una bussola. Ecco che cosa è l’ebraismo. Ha guidato i nostri padri in epoche buone e cattive. Ha dato loro un’identità, la sicurezza e una direzione. Li ha resi capaci di adeguarsi alle circostanze più svariate di quanto altri popoli abbiano mai conosciuto. Li ha innalzati, spesso, a livelli di grandezza. Perché? Perché l’ebraismo ha a che fare con lo studio. Lo studio, a lungo termine, conta più della ricchezza, del potere o del privilegio. Chi sa, cresce.

“Tutti i tuoi figli saranno istruiti dal Signore” disse Isaia “e grande sarà la pace dei tuoi discendenti”. Offrite ai vostri figli un’ampia e profonda istruzione ebraica – in questo modo darete loro la pace che deriva dal sapere chi sono e perchè.

Vi sono soltanto due altre cose ancora più influenti. Innanzitutto, praticate a casa ciò che i vostri figli imparano a scuola. I bambini hanno bisogno di coerenza, altrimenti sarranno confusi e, alla fine, si ribelleranno.

Inoltre, lasciate che i figli siano i vostri insegnanti. A tavola di Shabbat, fateli condividere con voi ciò che hanno imparato a scuola durante la settimana. Vi stupirà il loro orgoglio per aver dato loro l’opportunità di dare qualcosa a voi.

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