Ernesto Nathan fu sindaco di Roma dal 1907 al 1913

Ernesto Nathan, il sindaco che fece rinascere Roma (e che coniò l’espressione “non c’è trippa per gatti”)

Libri

di Nathan Greppi

“Roma è una città ingovernabile”: quante volte politici e giornalisti si sono rassegnati a questa visione pessimistica senza pensare a un modo per cambiare le cose? Eppure, dal 1907 al 1913 la capitale ha avuto un sindaco che ha saputo conciliare idealismo e pragmatismo per dimostrare ai suoi concittadini che un’altra Roma era possibile. Il suo nome era Ernesto Nathan (1845-1921), e la sua storia è recentemente riemersa grazie alla biografia Nathan e l’invenzione di Roma, scritta dal giornalista de La Stampa Fabio Martini.

Dopo un primo capitolo che racconta i primi trent’anni di Roma dopo che venne sottratta alla Chiesa dal Regno d’Italia nel 1870, il libro narra la vita di Ernesto, cominciando dalla sua nascita a Londra da una famiglia ebraica benestante che nella prima metà dell’800 offriva un rifugio a numerosi rifugiati politici italiani. Tra questi vi era Giuseppe Mazzini, della cui causa il padre di Nathan era un finanziatore.

Gradualmente si arriva a quando Ernesto, ormai sessantaduenne, divenne sindaco di Roma dopo aver denunciato a lungo la corruzione e il malcostume che si annidavano tra le alte sfere della capitale. In particolare, egli si affidò a figure già attive in politica ma competenti per garantire servizi pubblici che fossero di qualità uguale o superiore a quella delle imprese private, le quali avevano costituito un monopolio che arricchiva pochi grandi proprietari a svantaggio dei consumatori. Nathan capì in tempi non sospetti l’importanza di avere una politica efficiente, che fosse affidata a uomini di valore e non venisse ripetutamente bloccata dalla burocrazia capitolina. 

Si dice che fu quando curava il bilancio del comune che coniò il modo di dire “non c’è trippa per gatti”, poiché pur di non sforare avrebbe tolto dal bilancio il cibo per i gatti che difendevano dai topi i documenti negli archivi pubblici. Nei sei anni in cui governò, Roma divenne una capitale di tutto rispetto, a dimostrare come chi ha sia cuore che cervello può compiere grandi imprese.

Fabio Martini, Nathan e l’invenzione di Roma. Il sindaco che cambiò la Città eterna, Marsilio, pp. 284, 18,00 euro.

 

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