Le note di Leone Sinigaglia risuoneranno, grazie al direttore d’orchestra Petrenko e alla sua Berliner Philarmoniker

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di Roberto Zadik

Nella tormentata storia del Novecento ci furono compositori straordinari, ingiustamente dimenticati e segnati dai tragedie incommensurabili come la Shoah e le persecuzioni nazifasciste che ne stroncarono la carriera e spesso anche la vita. Ma a partire dal prossimo 27 agosto il direttore d’orchestra siberiano naturalizzato austriaco Kirill Petrenko e i suoi musicisti della Berliner Philarmoniker, Orchestra filarmonica di Berlino, saranno impegnati nell’importante progetto di riscoprire e far conoscere al grande pubblico quella “generazione perduta”. Eccezionali musicisti, finiti nell’oblio, le cui musiche e le raffinate partiture saranno eseguite in una serie di concerti, che apriranno la stagione 2021-2022 con performance in festival prestigiosi come quello di Salisburgo e Lucerna.

Ma chi furono questi artisti e quali le loro caratteristiche? Primo fra tutti, da ricordare Leone Sinigaglia, ebreo torinese, personaggio intenso e cosmopolita, amico di grandi autori come Brahms e Dvorak e raffinato autore di composizione in bilico fra classica e musica popolare come le Rapsodie Piemontesi. Talento versatile e viaggiatore instancabile Sinigaglia, dopo aver raggiunto grande fama fra la fine dell’Ottocento e il primo decennio del ventunesimo secolo, morì stroncato da un infarto il 16 maggio 1944, a 76 anni, mentre la polizia fascista lo stava arrestando. Ricordato con una pietra d’inciampo davanti al Conservatorio di Torino le sue opere verranno rieseguite dalla Berliner Philarmoniker restituendo al pubblico il grande talento e l’originalità di questo prodigioso musicista.

Oltre a lui la Berliner Philarmoniker eseguirà anche le note di altri compositori talentuosi e dimenticati, come l’austriaco Alexander Zemlinsky di madre ebrea sefardita bosniaca, Eric Wolfgang Korngold, ebreo cecoslovacco definito nientemeno che da Gustav Mahler “genio della musica”, connazionale e correligionario di Erwin Schulhoff. Fra gli autori compaiono due tedeschi oppositori del nazismo come Karl Amadeus Hartmann e Paul Hindemith.

Una selezione estremamente interessante e emozionante di autori e brani musicali che intende rendere giustizia a questi compositori finiti così tragicamente, deportati come Schulhoff, che morì nel lager di Wultzburg o emigrati in California come Korngold. Musicista completo e direttore d’orchestra energico e colto Petrenko intende dunque allargare il campo della sua Philarmoniker non suonando solamente classici come Beethoeven o Schubert ma spaziando attraverso una lunga serie di artisti a “cavallo” fra musica classica e repertorio contemporaneo. È il caso del cecoslovacco Josef Suk dalla spiccata vena romantica che divenne famoso violinista sposando la figlia di un grande nome come Dvorak. Questo interessante autore verrà eseguito da Petrenko e dai suoi musicisti che ne suoneranno il poema sinfonico A Summer Tale (Racconto estivo) e The Ripening in concerto a Berlino e a Vienna.

Come ha specificato Petrenko in una dichiarazione apparsa nell’articolo sul sito Giornale della musica: “nel repertorio c’è la più recente musica contemporanea ma anche lo zoccolo duro del repertorio classico e romantico dell’orchestra. Si possono trovare compositori russi e cechi assieme alla generazione perduta le cui opere meritano di essere riscoperte”. Un programma e un impegno davvero straordinari in cui trovano spazio insoliti accostamenti, voluti da Petrenko che è anche direttore artistico di questo progetto, fra nomi dimenticati come Korngold e Hartmann e grandi classici novecenteschi come Ravel o Stravinsky.