Una scena de "Il Golem" di Wegener, che sarà proiettato alla pre-apertura della Biennale del cinema di Venezia

Cinema e miti ebraici: “Il Golem” di Wegener alla pre-apertura della Biennale del Cinema di Venezia 2018

Eventi

di Nathan Greppi
Il classico del cinema muto Il Golem – Come venne al mondo (Der Golem – Wie er in die Welt kam, 1920), scritto e diretto da Paul Wegener, è il film scelto per la serata di pre-apertura di martedì 28 agosto della 75° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, che si terrà nella Sala Darsena (Palazzo del Cinema) al Lido, dal 28 agosto all’8 settembre.

Secondo un comunicato stampa della Biennale, la proiezione de Il Golem sarà sonorizzata con la musica originale del compositore italo-albanese Admir Shkurtaj commissionata dalla Biennale di Venezia, eseguita dal vivo da un’orchestra diretta dallo stesso Shkurtaj.

Ambientato nella Praga del 16° secolo, Il Golem racconta la favola ebraica della creatura fatta d’argilla e portata alla vita dal rituale arcano di un rabbino. Prevedendo la prossima espulsione degli ebrei dalla città, il rabbino Loew (Albert Steinrück) risveglia il mitico Golem per proteggere il suo popolo.  Dopo una serie di eventi, il Golem salva la vita dell’Imperatore (Otto Gebühr), convincendolo a non cacciare più gli ebrei. Ma per colpa degli intrighi di un servo geloso (Ernst Deutsch), il Golem va fuori controllo e si rivolta contro il suo creatore.

Il regista e sceneggiatore Paul Wegener, che interpreta anche il Golem, aveva già adattato in precedenza due volte la storia, nel 1914 e poi nel 1917. Ma solo il suo terzo tentativo, guidato da una grande ambizione artistica, gli fece ottenere un ampio consenso, tanto che Il Golem fu uno dei film più apprezzati e famosi del cinema di Weimar.  Il film diventò un grande successo internazionale per l’industria cinematografica tedesca del muto, con proiezioni esaurite per mesi anche negli Stati Uniti e in Cina.

Il restauro

Nessuna copia della versione tedesca è sopravvissuta de Il Golem. Un restauro fotochimico del 1990 si basa sulle versioni per l’estero. La scoperta di un negativo originale conservato dalla Cinémathèque Royale de Belgique (Cinematek) di Bruxelles ha dato l’occasione per un nuovo restauro digitale in 4K della perduta copia tedesca a cura della Friedrich-Wilhelm-Murnau-Stiftung di Wiesbaden (Germania) e della Cinémathèque Royale de Belgique (Cinematek). Questo negativo ha un montaggio con riprese diverse rispetto alla versione per l’estero. Come era costume all’epoca, le riprese dei due negativi sono state filmate con due cineprese in parallelo.

 

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