Alla Sormani in mostra la stampa ebraica

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Nonostante la forte pioggia di domenica 4 settembre, numerose sono state le persone che hanno partecipato all’inaugurazione della mostra “Una storia di carattere. 150 anni di stampa ebraica in Italia”, che si è tenuta presso la biblioteca Sormani di Milano.

Un’atmosfera calda e “famigliare” ha accompagnato i discorsi del direttore della biblioteca Aldo Pirola, della vicepresidente della Fondazione CDEC, Raffaella Mortara e del direttore Michele Sarfatti.

All’inaugurazione era presente anche l’assessore alla cultura della giunta comunale, Stefano Boeri – alla sua prima visita ufficiale alla Biblioteca Sormani, e monsignor Pier Francesco Fumagalli, viceprefetto della Biblioteca Ambrosiana.

“Ho apprezzato molto l’iniziativa organizzata dalla Fondazione CDEC insieme alla principale biblioteca milanese”, ha detto Boeri. “Le biblioteche sono un patrimonio della città e si devono aprire a tutti i cittadini per iniziative come questa. Mi auguro anche per il futuro nuove occasioni di collaborazione e scambio”.

L’assessore si è fermato a lungo, visitando una per una le 14 vetrine della mostra illustrate dai curatori, Laura Brazzo, Liliana Picciotto, Michele Sarfatti.

All’evento erano presenti, oltre al presidente della Comunità Roberto Jarach, l’assessore alla cultura Daniele Cohen, il rabbino Elia Richetti, l’ex-preside della scuola ebraica e oggi assessore alle Scuole della Comunità Paola Sereni.

L’esposizione riassume un secolo e mezzo di vita italiana vista attraverso i giornali e le riviste ebraiche italiane – dalla breccia di Porta Pia, alla Prima Guerra Mondiale, alle leggi antiebraiche fino agli anni della Contestazione giovanile, per finire con la visita di Papa Giovanni Paolo II alla Sinagoga di Roma. Sono esposte inoltre una decina delle copertine dell’Israel dei bambini, realizzate da Emanuele Luzzatti fra il 1949 e il 1950.

“È evidente dalle colonne della stampa ebraica che gli ebrei italiani hanno spesso lo stesso linguaggio, le stesse emozioni, le stesse dialettiche della società civile della loro epoca”, ha sottolineato Sarfatti. “Naturalmente con delle peculiarità. Si veda per esempio la pagina in cui, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, si presenta il dolore degli ebrei, schierati su entrambi i fronti del conflitto, per dover combattere contro i propri correligionari”. Un dolore che non ha impedito a ciascuno di fare il proprio dovere.

L’archivio della Fondazione CDEC ha la più ampia raccolta in Italia di stampa ebraica, un patrimonio prezioso di cui la mostra offre un interessante assaggio.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 23 settembre.

[nggallery id=26] (photogallery di Mario Golizia)

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