Tablet a scuola

La Fondazione ha sostenuto con decisione l’introduzione del tablet alla Scuola ebraica. Si tratta di un esperimento che al momento riguarda solo alcune classi, all’interno di un progetto che coinvolge solo un’avanguardia di scuole in Italia. Con questo strumento l’insegnamento si propone così sottonuove forme e tutti gli attori coinvolti si ritrovano di fronte ad un ripensamento di quanto hanno finora fatto.Si tratta semplicemente di un cambio di supporto ma non cambiano i contenuti? Si studia meglio con i tablet?I genitori sanno seguire i loro figli anche con questi strumenti di studio? I professori hanno nuovi strumentiper insegnare meglio oppure per loro il tablet è un problema in più perché devono ripensare totalmente il lorometodo?Queste sono solo alcune delle domande che legittimamente vengonoin mente. Qui di seguito abbiamo raccolto tre diverse testimonianze: di una professoressa, di un’alunna edella psicologa che opera nella nostra squadra. A completare il quadroavremmo voluto ci fosse anche il puntodi vista di un genitore. La ricerca si è dimostrata molto difficile e abbiamo pertanto deciso di raccontarne imotivi. Se vogliamo è anche questa una maniera di dare una risposta ai quesiti proposti.Oltre a un paio di classici «non ho tempo, sono molto occupato», in un paio di altri casi ci è stato rispostoche il tablet è uno strumento che i figli usano senza condividerlo coni genitori. Una mamma ci ha detto che questo avviene anche perché il figlio ha ottimi risultati scolastici, eche lei, sulla base del principio di autoresponsabilizzazione, da quando è ai licei non ritiene di dover verificareo intervenire per valutare il suo rendimento scolastico. Tablet o non tablet.In un paio di altri casi, i genitori avevano difficoltà a testimoniare perché i loro figli sembra non siano ancoramolto pratici dello strumento. In un altro paio di clamorosi casi, i genitori ci hanno risposto «i nostrifigli sono praticamente degli hacker, potrebbero fare di tutto con l’informatica, per loro il tablet è solo un ulteriore mezzo».

Vanessa Kamkhagi , insegnante di lingua,  letteratura e commercio  francese

Scuola moderna o Scuola tradizionale? Tablet o non tablet? Per molti il dibattito sull’uso dei tablet nelle classi si riduce a quest’opposizione che in realtà è solo apparente perché l’uso degli strumenti informatici impone una riflessione molto più approfondita sulla didattica, sul ruolo dei docenti e degli studenti nelprocesso di apprendimento. Per illustrarvi la mia posizione tuttavia non partirò dalla teoria della didatticacostruttivista, né dalle ricerche svolte in questo ambito ma vi parlerò della mia esperienza in classe: pratica,dinamica e mutevole così come sono i nostri studenti.Innanzitutto il tablet è uno strumento che permette all’insegnante di collegarsi in tempi velocissimi alla LIM,e ai dispositivi degli altri studenti, di inviare file, tabelle, mappe concettuali, esercizi da eseguire, brani dacommentare e da evidenziare, immagini, filmati e molto altro ancora. Lo studente, oltre ad usare il tabletcome semplice supporto che si vuole sostituire al libro cartaceo e al quaderno, ne utilizza le potenzialità percostruire, guidato dagli insegnanti, presentazioni o prodotti, che entro lafine dell’anno saranno visibili sul sito della scuola. In questo modo l’insegnante raggiunge il duplice scopo dimotivare l’alunno e di guidarlo nello sviluppo di competenze trasversali come il problem solving e la capacitàdi organizzare, elaborare e creare un prodotto. A questo proposito, insieme alla professoressa Dana, nell’ambito di un modulo di storia dell’arte in francese (CLIL) in terza linguistico, stiamo cercando di far realizzare allealunne il catalogo in pdf di un museo virtuale di statue greche.L’uso quindi di strumenti tecnologici unito alla serietà professionale dei nostri insegnanti sollecita nei nostri studenti la motivazione, la curiosità e una sempre maggiore apertura alla conoscenza. Senza parlare dei benefici che possono trarre i ragazzi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), per i quali il tablet/pc oltread essere uno degli strumenti previsti dalla legge, permette attraverso l’uso combinato di LIM BOOK (libri interattivi) un approccio più strutturato e personalizzato all’insegnamento-apprendimento della lingua (eserciziletti, dialoghi filmati, esercizi con autocorrezioni). Insomma il tablet non è uno strumento in sé positivo, utile o moderno, ma lo diventa in quanto trae la sua forza da un suo utilizzo flessibile, dall’impatto che produce sugli insegnanti stimolandoli a focalizzarsi sugli studenti che hanno di fronte, con le loro specificità e caratteristiche, i quali non sempre, contrariamente a quanto si possa pensare,  sono disponibili ad utilizzare il loro strumento preferito di svago per affrontare l’impegno ed il rigore di un apprendimento che rimane ben ancorato ad una solida concezione e serietà del lavoro scolastico tradizionale. In conclusione, parafrasando il grande V. Hugo a proposito del ruolo del poeta, credo fermamente che se dalla tradizione feconda esce tutto ciò che ricopre il mondo, l’insegnante sa che solo tutte le idee che hanno il passato come radice avranno come fogliame l’avvenire.

Micaela Della Seta, alunna

Quest’anno c’è stata una grande novità per quanto riguarda le classi prime e terze superiori. È stato introdotto l’uso del tablet! Al loro interno è possibile scaricare alcuni libri di testo, per riuscire a seguire le lezioni da lì. Io e i miei compagni all’inizio non lo utilizzavamo molto, perché eravamo poco abituati a seguire le lezionida uno schermo e non da un libro cartaceo; andando avanti con i mesi però abbiamo capito come sfruttarlo al meglio delle sue potenzialità. Ormai nel quotidiano riusciamo ad utilizzare il tablet anche solo per seguire un testo o per prendere appunti e questo facilita spesso lo svolgersi delle lezioni. Al momento il tablet è adoperato in tre diverse circostanze; all’interno del tablet ci sono i libri di testo online con i quali è possibile leggere la teoriae vedere gli esercizi che sono presenti anche sul libro cartaceo, queste pagine possono essere evidenziate ed è anche possibile scriverci qualcosa accanto. Inoltre è possibile addirittura prendere appunti. Per alcune lezioni è possibile connettere il tablet alla lavagna  interattiva (LIM) così che ciò che è  presente sul tablet sarà successivamente  proiettato sulla lavagna, in modo da  essere visibile a tutta la classe.

Sandra Goldin, psicologa

Se la domanda è “tablet sì o tablet no a scuola?”, la risposta dipenderà solo dall’uso che studenti e professori daranno a questo strumento. È un’idea innovativa destinata non solo a sostituire lo zaino pesante, ma anchead offrire più facile accesso all’informazione in un’era in cui la tecnologia è diventata ormai parte integrante della nostra vita quotidiana e la scuola non può rimanere fuori da questa realtà.Sebbene i supporti utilizzati per veicolare le conoscenze diventino “tecnologici”, la costruzione del sapererichiede impegno, dedizione e sforzo di concentrazione. Inoltre, nessuna macchina può sostituire la relazioneumana tra lo studente e il professore. Magari il problema non è proprio l’uso del tablet a scuola, bensì l’utilizzo smisurato di strumenti elettronici al di fuori di essa. Questi eccessi potrebbero ridurre la capacità di concentrarsi sulla lettura e l’attenzione di tipo selettivo, aumentando contemporaneamente lo stress. La chiave sta nel promuovere l’uso appropriato di un’opportunità intelligente.