Concorso “Che Impresa Ragazzi!”. Premiati gli studenti della scuola ebraica per l’etilometro salvavita

Scuola

di Paolo Castellano

Un nuovo premio per i ragazzi della scuola ebraica che il 3 dicembre sono arrivati primi – a pari merito con un’altra scuola –  al concorso nazionale Che impresa ragazzi! promosso dalla Fondazione per l’Educazione finanziaria e al risparmio (FEduF).

Gli studenti della terza liceo scientifico e tecnico hanno stupito i giudici con il loro progetto BreathCar, un etilometro da installare nei veicoli di car-sharing per rafforzare la sicurezza stradale. Questa vittoria testimonia l’impegno e la dedizione dell’istruzione ebraica milanese che ha l’obiettivo di formare professionalmente e umanamente le nuove generazioni.

Che impresa ragazzi! è un concorso aperto a tutte le scuole italiane e si pone l’obiettivo di trasmettere agli studenti competenze trasversali per l’orientamento alle professioni – ad integrazione dell’iter P.C.T.O. (il percorso per le competenze trasversali e l’orientamento).

Mosaico Bet-Magazine la docente e coordinatrice del progetto per la scuola ebraica Vanessa Kamkhagi ha raccontato come i suoi studenti abbiano conseguito questa notevole vittoria.

«Da otto anni partecipiamo al concorso ed è la seconda volta che vinciamo. In quest’ultima edizione i ragazzi hanno elaborato un pitch in cui hanno esposto la loro idea imprenditoriale realizzabile e sostenibile economicamente. Tra l’altro, sul sito della FEduF è stato caricato il business plan di BreathCar. Poi, in un secondo momento, gli studenti hanno realizzato un prototipo 3D del loro etilometro attraverso la programmazione Arduino», ha sottolineato Kamkhagi.

Per di più, i ragazzi delle scuola ebraica hanno presentato BreathCar anche al concorso internazionale YET promosso dalla ORT, conquistando il secondo posto.

«Questo risultato conferma l’eccellenza dei progetti della scuola perché diverse volte siamo arrivati tra i finalisti dei concorsi a cui abbiamo partecipato. Tutto ciò è stato possibile grazie alla rete di lavoro tra le associazioni, le varie fondazioni – compresa la Global Thinking Foundation che ha supportato gli studenti nell’educazione finanziaria – e i docenti. In particolare, il mio ringraziamento va ai professori Sionne, Manna, Zito, Artigiani e Vitelli», ha dichiarato Kamkhagi.

Tra gli studenti vincitori della scuola ebraica c’è anche la diciasettenne Yael Recanati che a Mosaico Bet-Magazine ha raccontato i dettagli del progetto BreathCar.

«Questo progetto è stato realizzato da quattro studenti della scuola ebraica. Io, Dan Hasbani, Jasha Wolkoviez e Alessia Torkian abbiamo inventato un sistema per impedire a chi è ubriaco di guidare un veicolo del car-sharing. Abbiamo ideato il prototipo di un etilometro, che può essere installato nelle auto, dentro cui il guidatore possa soffiare per mettere in moto il veicolo. Se il tasso alcolemico risulta nella norma il motore si accende. In caso contrario la macchina non entra in funzione», ha specificato Recanati.

Dunque, gli studenti hanno potuto cimentarsi in un progetto altamente formativo per la loro futura carriera universitaria e lavorativa.

«Questa esperienza è stata sicuramente costruttiva per tutti noi studenti della scuola ebraica nonostante i complicati aspetti del concorso che ci hanno messo a dura prova. Tuttavia, io e i miei compagni, abbiamo imparato molto da questa esperienza, soprattutto durante la realizzazione del prototipo del nostro etilometro. Tutto ciò è anche accaduto con il supporto dei nostri professori che ci hanno permesso di ottenere il primo posto al concorso italiano Che Impresa ragazzi! e il secondo a quello internazionale promosso dall’ORT», ha aggiunto Recanati.

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