Pietre di inciampo a Milano per Samuel Emilio e Iginia Fiorentino

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di Marco Fiorentino

Il 14  aprile sono state posate a Milano, in via Piolti de’ Bianchi 18 e in via Plinio 70,  le pietre d’inciampo in ricordo di Samuel Emilio e Iginia Fiorentino.
Anche se una situazione difficile causa Covid, la partecipazione è stata numerosa, una trentina di persone in tutte e due le manifestazioni, con il supporto del personale del Comune e dei vigili urbani del Comune.
Ha partecipato in veste ufficiale la presidente del Municipio 3 di Milano Caterina Antola e un rappresentante dell’Anci, Associazione Nazionale Partigiani e Reduci.

 

Come si legge nel sito della Fondazione CDEC I nomi della Shoah italiana,  Iginia Fiorentino, figlia di Alberto Fiorentino e Amelia Coen era nata in Italia a Livorno il 17 aprile 1872 ed è stata arrestata a Porto Ceresio, in provincia di Varese, da fascisti italiani, il 3 dicembre 1943. Aveva 71 anni quindi quando fu condotta prima nel carcere di Varese e poi a San Vittore a Milano in attesa della partenza per il lager, il 30 gennaio 1944. Deportata nel campo di sterminio di Auschwitz, non è sopravvissuta alla Shoah, è stata uccisa all’arrivo ad Auschwitz il 6 febbraio del 1944. Viveva a Milano in via Plinio 70 con la sorella Emilia, dal 1928.

 

 

 

Samuel Emilio Fiorentino, figlio di Angiolo Fiorentino e Adele Chimichi e cugino di Iginia, era nato a Livorno il 20 aprile 1872 ed era sposato con Giulietta Formiggini. Arrestato a Porto Ceresio (Varese). Deportato nel campo di sterminio di Auschwitz, nello stesso convoglio di Iginia il 30 gennaio 1944, è stato ucciso all’arrivo, il 6 febbraio 1944.

 

 

 

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