Il progetto delle Pietre di inciampo su Instagram firmato Imille

Milano porta le sue Pietre d’Inciampo su Instagram con le scuole e alcuni influencer

Italia

di Ilaria Myr
In quest’ anno particolare, segnato dalla pandemia, anche la ormai tradizionale posa delle Pietre d’inciampo in memoria cittadini milanesi deportati nei campi di concentramento e sterminio nazisti, dai quali non fecero ritorno, subisce un’importante evoluzione. Come spiegato dal presidente del Comitato Pietre di inciampo – Milano Marco Steiner durante la conferenza stampa di presentazione, lunedì 25 gennaio, la posa si avrà in tre date diverse con un pubblico ristrettissimo, in osservanza delle norme sanitarie (il 27 gennaio, il 1 febbraio e una data prima del 25 aprile)
Ma la vera novità riguarda il lancio del progetto ‘Instagram History’, curato dall’agenzia di comunicazione Imille, con cui le storie dei 121 deportati milanesi sbarcano su Instagram, sul profilo Milanopietredinciampo dal 27 gennaio.

(Clicca qui per il video completo della conferenza stampa)

Milano e le Pietre di Inciampo

Come abbiamo raccontato molte volte su Mosaico, le pietre d’inciampo sono un progetto dell’artista tedesco Gunter Demnig e rappresentano il più grande monumento diffuso d’Europa a ricordo delle vittime dei campi di sterminio nazisti,  per qualsiasi motivo siano state perseguitate: religione, razza, idee politiche, orientamenti sessuali. Oggi si incontrano infatti oltre 80.000 Pietre d’Inciampo in 26 Paesi europei, poste davanti la porta della casa nella quale ebbe ultima residenza un deportato: ne ricorda il nome, l’anno di nascita, il giorno e il luogo di deportazione, la data della morte.
Dal 2017, anche a Milano ha le sue pietre di Inciampo, appunto 121. Fra queste vi è quella dedicata ad Alberto Segre, padre della senatrice Liliana Segre, deportato e morto ad Auschwitz.

La pietra di inciampo su Instagram dedicata ad Alberto Segre, padre di Liliana Segre

Il progetto ‘Instagram History’

“L’idea alla base del progetto è stata quella di portare queste storie nel luogo più frequentato dai giovani, cioè i social media e in particolare Instagram – spiega a Mosaico Marta Nava, creative lead copywriter e project leader dell’agenzia Imille che ha proposto e realizzato il progetto a titolo gratuito -. Rispetto a un mezzo ‘analogico’ limitato come la pietra, Instagram non ha limiti di spazio e di tempo: nel Carousel infatti si possono raccontare in profondità delle storie che rimangono per sempre, come tutto ciò che viene pubblicato sulla Rete”.

Per realizzare il progetto, l’agenzia ha coinvolto quattro Istituti superiori di Milano (Carlo Porta, Galdus, G. Marconi e A. Manzoni) affidando ai ragazzi di alcune classi il compito di fare delle ricerche sui 121 deportati. “Abbiamo fatto un’associazione unitaria, affidando a ogni ragazzo una pietra – continua Marta Nava -. Ognuno ha fatto delle ricerche su un deportato attraverso la Rete – in particolare il sito del Cdec, se si trattava di deportati ebrei, e quello dell’Anpi se invece erano deportati politici -. I ragazzi hanno risposto con coinvolgimento e passione, mandando anche loro disegni ed elaborazioni dell’argomento. Dare loro responsabilità personalmente è stata la mostra risposta educativa all’indifferenza”.

Dopo essere stati controllati da Marco Steiner e da CTRL Magazine, i contenuti sono stati pubblicati sul Carousel Instagram. Il risultato sono dei Carousel di 7-8 frame che iniziano con la pietra di inciampo, raccontano la storia della persona e finiscono con la stessa pietra.

“Inizialmente, quando mi hanno fatto la proposta ero un po’ scettico – ammette Marcio Steiner a Mosaico-. Ma via via che il progetto prendeva piede mi sono convinto che era il modo migliore per avvicinare il pubblico giovane alle pietre di inciampo. Da sempre sostengo che a questi eventi ci sono troppe “teste bianche” e pochi giovani: in questo modo arriviamo a loro”.

Il coinvolgimento degli influencer, dall’AC Milan a Mahmood

Sempre nell’ottica di raggiungere un pubblico giovane il più possibile, il progetto coinvolge anche alcuni influencer, che dal 27 gennaio condivideranno un post a loro scelta, adottando così una pietra d’inciampo per 24 ore.  Tantissimi i personaggi famosi e le realtà che hanno deciso di partecipare all’iniziativa, come AC Milan, Mahmood, Noemi, Elisa, I Ministri, Selton, Costantino della Gherardesca, Stefano Boeri, Beppe Sala e Ghemon.

“Le nuove generazioni con i social consumano ogni giorno una grande quantità di informazioni, spesso in maniera frenetica e superficiale – racconta Paolo Pascolo, CEO de Imille – Con ‘Instagram History’ abbiamo creato una rottura in questo stream riportando alla luce delle storie che potessero far riflettere. La Storia del ‘900 – anche quella più nefasta – è fatta anche dalle singole storie personali di uomini e donne. ‘Instagram History’ dà voce alle vicende di queste persone che – senza nessuna colpa e per il loro coraggio – furono deportate e non tornarono più a casa.”

Ricordare e trasmettere la memoria e i valori che custodisce è un dovere di tutti, che impegna ancora di più chi ha un ruolo politico e amministrativo – commentano la vice sindaco di Milano Anna Scavuzzo e il presidente del Consiglio comunale Lamberto BertoléLe Pietre d’inciampo, oltre a ricordarci le vite di chi ha subito le più atroci ingiustizie, in questi anni sono diventate anche il simbolo di ciò che deve rappresentare per tutti la memoria: qualcosa che si impone sulle coscienze, che abbatte l’indifferenza e che costringe alla riflessione, induce e stimola l’agire consapevole dei cittadini, soprattutto di quelli di domani. Per questo motivo è fondamentale impegnarsi perché ai più giovani arrivino con forza le testimonianze di chi ha vissuto le atrocità del secolo scorso. Quest’anno, costretti dal virus a limitare al massimo la socialità, lo faremo con un bel progetto condiviso da tanti influencer che sui social network hanno un grande seguito tra le ragazze e i ragazzi. Pietre virtuali sulle quali si inciamperà in maniera non meno improvvisa di quanto avvenga con quelle reali posate nelle strade della nostra città. Con l’augurio che il ricordo di chi si è sacrificato negli anni più bui della nostra storia possa guidarci verso una società migliore”.

Credits
Referenti del Comitato Pietre d’Inciampo Milano: Presidente Marco Steiner e Vicepresidente Susanna Barki

Creative Lead Copywriter e Project Leader Imille: Marta Nava

Creative Lead Art Director Imille: Giovanni Nava

Content creators, redazione CTRL: Nicola Fennino, Chiara Generali, Alessandro Monaci

Motion Designer Imille: Florencia Vieyra, Alex Herrera