A Est, alla ricerca del passato ebraico: nel mare di Trieste, tra glorie letterarie e Shoah

La voce dei partecipanti

Il viaggio di Kesher a Trieste, Fiume, Gorizia e Padova.
Kesher on the road! Dopo la pandemia si torna a viaggiare, finalmente! Dal 30 ottobre al 2 novembre si è svolto un itinerario alla scoperta di Trieste e Fiume con visita alla Risiera di San Sabba e alle sinagoghe di Gorizia e di Padova. Il profumo della Mitteleuropa, i caffè, il castello di Miramare e le sinagoghe di una presenza ebraica gloriosa.

 

Rosalba Calò
Quante esperienze si possono vivere in soli tre giorni! Abbiamo visitato quattro città, ognuna con una particolare sinagoga (e personalmente, mi sono piaciute tutte), abbiamo percorso strade in cui gli ebrei si sono ritrovati rinchiusi nei ghetti, abbiamo avuto modo di visitare i musei che ogni città, con amore e dedizione, ha allestito per poter custodire il proprio patrimonio storico e artistico. Abbiamo veramente rivissuto secoli di storia!! Le emozioni sono state anche molto forti, come quella provata nella sosta all’interno del cimitero ebraico di Trieste in cui le antiche lapidi si ritrovano nel mezzo di una vegetazione rigogliosa dove vita e morte si fondono in un’atmosfera molto suggestiva; per non parlare poi della visita alla Risiera di San Sabba, in cui abbiamo riportato alla memoria tutto ciò che ognuno di noi ha dentro di sè riguardo alla Shoah e che le parole di Tatiana Bucci, di Marcello Pezzetti e il luogo stesso hanno risvegliato. Anche a Fiume, Tatiana ci ha accompagnati davanti alla casa da cui con la sorellina, la mamma e la nonna sono state prelevate e con un parlare alquanto tranquillo ci ha fatto rivivere quel tragico evento, mentre i nostri occhi erano rivolti alle tre finestre del primo piano con le persiane aperte, all’interno delle quali tutto è avvenuto. Ma nel nostro viaggio ci sono state anche ore di svago, come quando siamo andati a visitare il Castello di Miramare, che ho trovato fantastico per la sua posizione sul mare nell’ora del tramonto, e la passeggiata ad Abbazia, bella cittadina situata anch’essa sulla riva del mare. Durante il viaggio verso la Croazia, il Rabbino Goldstein ci ha intrattenuti sulla storia degli stati della penisola Balcanica: il Rav era preparatissimo, ma io avrei bisogno di una lezione di recupero per cui spero in un prossimo viaggio sempre da quelle parti e con lo stesso gruppo con cui, con piacere, ho condiviso questa bellissima esperienza. Grazie a Paola Boccia per come ha organizzato il tutto!

Doris Slucki
Il viaggio di Kesher a Trieste, Gorizia, Fiume e Padova per me è stata la prima esperienza, ero emozionata e contenta. Tutto è stato organizzato dalla bravissima Paola in modo eccellente. Le visite, le testimonianze e le spiegazioni ci hanno catturato, stupito e commosso. Piacevole la compagnia di tutti che ho trovato accogliente. Ora mi restano tante fotografie, filmati, ricordi. Leggerò il libro di Tatiana Bucci che ho avuto l’onore di conoscere e ascoltare la sua testimonianza. Alla prossima!

Dan Franco
Quattro giorni intensi ben strutturati grazie alla splendida varietà delle visite e degli interventi; organizzazione ineccepibile. Specie per me a caccia di tracce del periodo passato a Trieste tra il 1800 ed il 1830 nel trasferimento dei Franco da Livorno a Istanbul.
Sono sempre dell’idea però che un punto di forza di questi viaggi sia soprattutto la condivisone delle esperienze con un gruppo omogeneo per cultura e interessi. Con queste 40 persone di qualità, di cui abbiamo imparato a conoscere i punti di forza e debolezza, mi sarebbe bastato anche essere rinchiuso in una sala a Milano per 4 giorni, solo a …. chiacchierare.

Silvia Hassan
Bellissimo viaggio quello di Kesher a Trieste e Fiume, reso ancora più emozionante dalla presenza di Marcello Pezzetti e Tatiana Bucci. Ero già stata alla Risiera di San Sabba, ma andarci con un esperto di Shoah e una sopravvissuta è stata tutt’altra cosa. Infatti, di per sé, quel luogo atroce non dice granché, ma immaginare quella bimbetta accalcata in una di quelle microscopiche celle in attesa di essere trasferita ad Auschwitz faceva venire i brividi. Intorno a noi si era intanto formato un gruppo di ascoltatori, rapiti da quel racconto infernale – alcuni di loro piangevano. Noi, pur mitridatizzati dalle centinaia di libri, film e racconti sulla Shoah, non potevamo non avere un nodo alla gola. E poi la sera a cena, altre spiegazioni ci attendevano.
E poi Fiume, la casa da cui Tatiana, la madre e la sorella Andra sono state portate via. Tatiana e Andra si sono salvate per miracolo, perché una sorvegliante le aveva prese a ben volere e aveva fatto in modo che non finissero nelle mani di Mengele, il Dottor Morte. Il cuginetto, invece, non è stato altrettanto fortunato e, pur a guerra quasi finita, è stato inghiottito dalla voragine. Tutto ciò visto con gli occhi di una bimba di sei anni.
Ma un viaggio Kesher non può essere solo Shoah, comprende anche la visita a monumenti e sinagoghe e momenti di svago. È insomma un viaggio a tutto tondo, con un taglio decisamente ebraico, che unisce cultura a socialità.
Un consiglio: non perdetevi i prossimi!


Donatella Camerino
Mi chiedo cosa è stato per me il viaggio a Trieste e questo è ciò che avevo dentro. Complesso intreccio d’identità, improvvisamente nomi…spoglie etichette … divisive, spinte a nefandi giochi di guerra, intrise di paura, d’odio…bramose di morte.
Peggio… la madre – culla d’identità – è stata spogliata dal ruolo, degradata agli occhi delle sue bimbe. Non sarà lei a poterle orientare e proteggere e vivranno perché l’hanno rifiutata. Peggio … tante lingue apprese, che non si parlano tra loro, che dividono l’infanzia, dal lager, dalla scuola, dalla ripresa della vita dopo tanti traumi.
Quale identità se non quella che protegge la vita dalla fragilità umana, che non divide ma armonizza, mette in relazione, dà senso? Ci pensa il rabbino Goldstein a ricordarci quale identità sopravvive…Sono su un autobus che da Gorizia ci ha portato a Trieste, Fiume, Abbazia, Padova… sono a ricordare un inferno mentre già si prepara il prossimo, ma accanto a me ci sono altre 42 anime … divertenti, appassionate, interessanti… davvero umane a farmi famiglia.
Cara Paola, mi è mancato Rav Della Rocca, l’atmosfera che riusciva a creare intorno a noi tutti. Avevi tutta la responsabilità sulle tue spalle e noi ci siamo comportati da caproni… ma è andata bene … grazie Paola per tutto il lavoro che hai fatto (notevole!) e per tutte le tensioni che ti abbiamo fatto vivere.

Lia Sacerdote
Tutto bene, persone simpatiche, fatica di testa e di gambe ma ho imparato tanto. Tanto per lamentarsi: il cibo poteva essere un po’ più… buono!

Rachele Marisa Sutton
Volevo spendere qualche minuto per tessere le lodi della nostra grande organizzatrice e carissima accompagnatrice Paola Boccia. È davvero straordinaria, infaticabile così piena di energia positiva e riesce sempre a farci vivere questi viaggi, questi momenti, con grande slancio con vera partecipazione. Riesce sempre a contagiarci e riesce con la sua dolcezza, la sua positività e il suo sorriso a risolvere qualsiasi controversia, problema, malumore. Eravamo nella Parashà di Lech Lecha e mi perdonerete se tento un paragone con Avraham Avinu che accoglieva sempre chiunque con cordialità mettendoli a proprio agio e a qualsiasi costo cercava di mettere armonia e bontà.
Quindi grazie Paola per averci presi ancora una volta per mano per condurci in un altro meraviglioso viaggio di conoscenza, di appartenenza e di incontro. Grazie a Rav Goldstein che non si è mai stancato di parlarci e chiarire la complessa situazione di quei popoli e culture. E grazie alla Comunità Ebraica di esserci e di pensare e operare sempre per il nostro bene.

Micaela Goren Goldstein
Non avevo mai fatto un viaggio in bus e forse ero anche un po’ prevenuta, ma il programma proposto era troppo accattivante per essere escluso a priori. Gorizia, Trieste, Risiera di San Sabba, Fiume, Padova… località che conoscevo appena e di cui avevo pochi ricordi, ma soprattutto un viaggio “nostro”, che ci proponeva visite alle nostre sinagoghe, alle nostre comunità, ai nostri cimiteri.
La decisione è venuta spontanea ed è stata la scelta giusta. Una combriccola di viaggiatori variopinti, sagaci, non chiassosi, uniti da un simile sentire in mezzo ai quali mi sono subito trovata in famiglia; rav Goldstein, Tatiana Bucci, Marcello Pezzetti che ci hanno intrattenuti con racconti, ricordi e storia locale. Il piacere di ritrovare rav Meloni che aveva preparato al BarMitzva i miei figli.
Ma per tutto questo il grazie di cuore va a Paola Boccia, la fatina silenziosa e sempre sorridente, che con la cura ai minimi dettagli, l’attenzione alle necessità di ognuno ci ha organizzato un viaggio ben calibrato, scegliendo i posti più interessanti, le guide più preparate e empatiche. Io porto con me il ricordo di un’atmosfera serena in luoghi speciali: casa Bucci a Fiume, i ghetti di Gorizia e Padova, il cimitero e la sinagoga di Trieste, tristemente sfregiata la notte scorsa.
Con il rammarico di non aver partecipato ai viaggi precedenti, mi riprometto di non mancarne nessuno di quelli futuri. Grazie Paola!

Marina Salamon
Vorrei ringraziare Paola, e tutte le persone con cui abbiamo condiviso il nostro bellissimo viaggio, per la profondità e umanità che ci avete testimoniato.
Non abbiamo solo “attraversato dei luoghi”: abbiamo camminato insieme, ci siamo commossi e abbiamo meditato ascoltando grandi testimonianze, abbiamo rivissuto le grandi storie delle Comunità Ebraiche di Gorizia, Trieste, Fiume, Padova…
Tatiana Bucci è una donna straordinaria, così umana e vitale insieme: conoscerla è stato un vero dono.
Marcello Pezzetti, anche stavolta, ha dimostrato grande passione e competenza. Speriamo, davvero, di ritrovarci insieme, anche in futuro!

Alessandra Arrigoni Segre
Emozioni del viaggio? La bellezza dell’arte (vedi Padova soprattutto) e delle sinagoghe visitate, ma soprattutto l’ascolto di Tatiana Bucci davanti alle pietre di inciampo della sua famiglia, il ricordo orribile di come è stato ucciso il cuginetto e nonostante ciò l’amore e la fiducia nella vita e l’attaccamento alla sua identità ebraica. Questo è l’insegnamento da non dimenticare.

Tiziana Fiz
Conoscevo la storia del piccolo Sergio De Simone, di origine napoletana, e delle sorelle Bucci; perché, durante una conferenza a Napoli, l’avevo ascoltata dalla voce di Mario de Simone, il fratello di Sergio, nato nel 1946 dopo la guerra.
Rimasi profondamente colpita dal terribile racconto. Partecipando al viaggio di Kesher per conoscere di persona Tatiana Bucci e ascoltando direttamente dalla sua voce la testimonianza dei fatti avvenuti, quelle sensazioni terribili mi sono giunte maggiormente amplificate, dato che abbiamo visitato la casa della famiglia Bucci a Rjeka dove Tatiana fu arrestata e la Risiera di San Sabba di Trieste dove transitò prima di essere deportata ad Auschwitz. Le sorelle Bucci insieme a pochi altri sono gli ultimi testimoni diretti di ciò che fu la Shoah e sarà molto difficile in futuro spiegare alle nuove generazioni ciò che noi non abbiamo vissuto personalmente.
Ho sentito tante volte la storia del piccolo Sergio e altrettante volte ho visto le sue foto; oggi mi sento legata a lui da un filo invisibile e da profondo affetto. Non posso esimermi dal ricordare l’impeccabile organizzazione del viaggio curata da Paola Boccia, la bravura delle guide e la suggestiva location di Trieste dove abbiamo pernottato, che hanno contribuito a rendere questo viaggio davvero indimenticabile.