Ricordo della nostra cara mamma, nonna e bisnonna Linda Treves Morpurgo

Linda, sei stata figlia, sei stata sorella, sei stata nipote, sei stata moglie, sei stata madre, sei stata nonna, sei stata bisnonna, nei 97 anni abbondanti che hanno accompagnato il tuo cammino.

Ma soprattutto sei stata te stessa, una delicata presenza che ha guidato tutti noi indicandoci la strada, con il dolce sorriso che ti contraddistingueva.

Sei stata un baluardo della nostra famiglia, l’ultima ancora alla quale appoggiarci nei momenti difficili, tu che hai attraversato gli indicibili strazi recati dalla Shoah.

Hai preso sottobraccio il tuo amato Gualtiero restituendolo alla vita nel momento in cui aveva perso in modo inenarrabile quanto di più caro avesse e lo hai supportato (ed a volte sopportato) nelle sue imprese.

Tutti noi abbiamo ammirato la tua compostezza, la tua classe gentile che si perdeva solamente in un’unica occasione, quando alla guida dell’automobile ti capitava di inveire su altri conducenti, a tuo modo di vedere indisciplinati.

Ti hanno amato in maniera viscerale sia tua madre, la cui esistenza ha solcato tre secoli diversi, che tuo padre, andatosene purtroppo prematuramente, così come tuo fratello.

Le tue figlie ti hanno sempre portato ad esempio, ed è la più grande conquista della quale possa fregiarsi un genitore.

I tuoi nipoti ricordano con affetto le gite per la raccolta delle castagne (con picnic annessi) ed il tuo incomparabile Monte Bianco, che preparato da te era il più succulento dei dolci.

Ricordano le risate causate dal tuo “cininini”, eri e sarai per sempre, la loro “nonna sprint”.

Rimembriamo il piacere nel poter chiacchierare con te di qualsiasi argomento ed il coraggio che avevi nell’esprimere sempre il tuo punto di vista, a testa alta e senza timore alcuno.

Amavi molto viaggiare, nel tempo che fu, e giocare a bridge, in tempi più recenti.

A chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerti hai regalato un sentire di difficile definizione, che può essere codificato come pace interiore.

Eri “la soave ancella con l’anfora sul capo” (del dipinto del tuo amico Lele Luzzati) e più di ogni altra cosa eri “Linda, mi (nostro) amor”.

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