Una moetzet (incontro organizzativo) su zoom dei ragazzi dell'Hashomer Hatzair

Movimenti giovanili ai tempi del Coronavirus: la testimonianza dell’Hashomer Hatzair

Giovani

di Ken Holit Andrea Milano
In una situazione anomala e particolare come quella del Covid-19, noi in quanto Hashomer Hatzair ci teniamo a mantenere l’abitudine e continuare a trasmettere gli ideali: il nostro movimento non è solo un luogo, il nostro amato Ken Holit-Andrea, ma è una comunità che condivide valori e ideali che vanno oltre lo spazio fisico. Anche in questo periodo ci teniamo a trasmettere i nostri valori. Parliamo tanto di dovere civile, di rispetto, di come essere shomrim e cittadini attivi e coscienziosi, ed ora siamo chiamati ad applicare questi principi nella vita reale, e non solo in una peulà, a salvaguardarci a vicenda, a rispettare le ordinanze del governo.

Per questo abbiamo deciso, fin dall’inizio di questa quarantena, di proseguire le nostre attività online, e di mantenere un contatto diretto con i chanichim. La routine del ken continua ad andare avanti attraverso videochiamate in kvutzà nel weekend e incontri tra i bogrim, educatori, in settimana. Le attività ovviamente non vengono svolte come se fossimo tutti insieme in ken, ma lo spirito degli incontri è lo stesso: lo scopo è condividere e tenersi compagnia, tenersi aggiornati su questioni di attualità e mantenere vivi gli ideali. Non sono semplici chiacchierate, ma attività educative semplicemente svolte con un format diverso.

Per occupare il tempo in settimana, assegniamo ai chanichim delle attività, come guardare un film o leggere un articolo, che poi diventano argomento di discussione dell’incontro periodico. Capiamo che stando a casa la noia e la solitudine si fanno sentire, perciò durante tutta la settimana teniamo molto attivi i nostri profili social con rubriche di storia e di attualità, quiz, giochi e challenge per tenere tutti occupati e informati.

Essendo un’emergenza globale, e quindi una situazione straordinaria per i kenim di tutto il mondo, il ruolo del maskir, rappresentante del ken nel resto del mondo, si è intensificato. Questa figura è sempre esistita ma mai come ora è stata di così fondamentale importanza: c’è un costante scambio di idee e di spunti, per aiutarci a vicenda a mantenere lo spirito shomrico continuando ad educare anche a distanza.

Sono state organizzate dall’Hashomer Hatzair mondiale numerose iniziative, tra cui una kabalat shabbat mondiale su Zoom, venerdì 20 marzo, che ha coinvolto 600 shomrim da ogni angolo del mondo. E’ stato bellissimo, perché hanno partecipato chanichim, genitori e nonni, e tutti si sono sentiti parte di un grande movimento unito, e di una comunità pronta a sostenersi nei momenti di difficoltà.

C’è un che di confortante nel poter dire che, in un periodo in cui la vita sembra essere in pausa per tutti, il nostro ken va avanti, e possiamo contare sul supporto dei nostri chaverim. Questa situazione ci ha fatto capire che, per quanto andare in ken ci manchi, non è necessario trovarsi in un luogo fisico per sentirsi parte del movimento, portare avanti gli ideali e mantenere il senso di comunità.

Chazak Ve’Hematz,

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