Cultura e Società

I Dorfles, una famiglia temeraria ai tempi dell’occupazione

Libri

di Nathan Greppi
Quando Mussolini annunciò la promulgazione delle Leggi Razziali proprio nella loro città, in un primo momento i Dorfles pensarono di poterne uscire indenni: radicati da tempo nell’alta borghesia triestina, erano una famiglia ebraica fortemente assimilata nella società italiana.

Edith Bruck si racconta attraverso i suoi oggetti di casa

Libri

di Michael Soncin
Gli oggetti sono i protagonisti di questo poemetto, pezzi dove si vedono riflesse le varie fasi della sua vita, quella di Edith Bruck, scrittrice ebrea di origini ungheresi. Dopo due decenni, “Specchi” è recentemente tornato alle stampe, ora in una nuova edizione, con un’intervista inedita.

L’odio antiebraico nel nostro tempo: dibattito al Franco Parenti

Eventi

di Sofia Tranchina
In occasione della settimana della memoria, Andrée Ruth Shammah ha organizzato domenica 28 ottobre al Teatro Franco Parenti – sullo stesso palco su cui si è parlato di resistenza ucraina e di resistenza delle donne iraniane, in una continuità di valori condivisi – un dibattito con quattro pilastri dell’informazione e della cultura ebraica.

Bruno Segre: un ricordo

Personaggi e Storie

di Claudio Vercelli
La lunga vita di Bruno Segre Z´´L, durata ben 105 anni, si è conclusa durante il Giorno della Memoria. Al pari di una sorta di suggello etico e morale di un’intera traiettoria esistenziale. Bruno è sempre stato un uomo dalla schiena dritta.

Breslavia 1941: nuove foto svelano l’orrore della Shoah

Personaggi e Storie

di Nathan Greppi
Una ricerca condotta dall’Università libera di Berlino ha recentemente rivelato e rese visibili al pubblico per la prima volta il 27 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria, una serie di fotografie di famiglie ebraiche che vivevano in Germania durante la Seconda Guerra Mondiale, e che di lì a poco sarebbero state vittime della Shoah.

La storia di Ginette, che non voleva ricordare

Libri

di Nathan Greppi
Dopo la Shoah, molti dei sopravvissuti ai campi di concentramento non hanno mai voluto raccontare ciò che avevano vissuto, nemmeno ai propri parenti. Altri, invece, l’hanno fatto solo dopo decenni, per togliersi un peso dal cuore e impedire che ciò che è successo finisse nel dimenticatoio.