di Yeled Cuz, Michal e Nur sui campi di cotone presentano Israele, come recita il titolo, “dopo”. Dopo il ritorno alla Terra promessa. Dopo gli anni eroici della realizzazione dei kibbuzim. Dopo lo sterminio della Seconda guerra mondiale. Dopo la creazione dello Stato di Israele. Quelle drammatiche esperienze sembravano aver forgiato una generazione capace di respingere qualsiasi attacco e capace di percorrere la difficile strada della pacifica convivenza con i vicini
Cultura e Società
Personale di Anat Bezner da ET Gallery
Inaugurata a Milano lo scorso 13 maggio la personale dell’artista israeliana Anat Betzer, presentata per la prima volta in Italia da Ermanno Tedeschi Gallery. Nata nel 1965, Anat Betzer, docente in Belle Arti, nel corso degli anni della sua carriera carriera ha scelto l’utilizzo di differenti tecniche espressive, talvolta associandole tra di loro, variando dalla pittura e scultura, al disegno, all’elaborazione fotografica.
Il percorso espositivo offerto dallo spazio milanese di Ermanno Tedeschi si compone delle più recenti opere ad olio dell’artista
Labirintici sentieri. Appunti sulla Mistica ebraica
Come in parte viene suggerito dal titolo, questo volume presenta ai lettori uno studio approfondito sulla mistica ebraica concepito come un viaggio attraverso i secoli, dalle origini fino ad oggi, in compagnia dei suoi “protagonisti” ed osservato da un punto di vista di analisi sia storica che religiosa, mantenendo comunque sempre un piacevole piano narrativo di sfondo.
La Touro University Rome laurea ad honorem Benigni
laurea ad honorem Roberto Benigni in Arte della Comunicazione
Tutti cantano OyOyOy! il festival si conclude tra gli applausi
Alla fine OyOyOy! è riuscito a mettere tutto il Teatro Municipale in piedi per un lunghissimo applauso, una standing ovation che è andata idealmente non solo allultimo gruppo in scena: i favolosi Klezmatics, ma anche all’intera rassegna. Sì, perché gli ultimi giorni del Festival di Cultura ebraica, sono stati anche i più esaltanti di questa maratona di 70 appuntamenti, cominciata il 4 maggio e finita domenica 25 maggio.
Addio a Sydney Pollack
I primi a fare film in America sono stati gli immigrati, alla ricerca di un modo di comunicare col mondo esterno, di una lingua franca da utilizzare per mettere in scena storie e immagini con cui tutti gli americani potessero identificarsi, nonostante la diversità del bagaglio linguistico e culturale.
Islam ed Ebraismo. Arte, storia, convivenza
Fino all’8 giugno è aperta, nello Spazio Espositivo Cittadella Politecnica di Torino, la mostra Islam ed Ebraismo. Arte, storia, convivenza, curata dallo studioso di storia mediorientale Sherif El Sebaie, inaugurata alla vigilia della Fiera del Libro, con le note dei musicisti Eyal Lerner, israeliano, e Ghazi Makhoul, libanese; è un’autentica voce di contrappunto alle controversie nate dalla presenza israeliana alla kermesse libraria piemontese.
Tra i giusti. Storie perdute dellOlocausto nei paesi arabi
durante il periodo della Shoah è rimasto, come dice il risvolto di copertina del libro, coperto dalla sabbia del deserto. E questo nonostante migliaia di ebrei siano stati espropriati dei loro beni, imprigionati e torturati nei campi di lavoro forzato ed anche deportati nei campi di sterminio europei.
Il libro ha una genesi curiosa. Lautore, un ebreo americano , esperto in politica dei paesi arabi e islamici si trova l11 settembre nei pressi delle Torri Gemelle di New York. Riflettendo sullaccaduto nei giorni successivi egli si rende conto che in teoria gli arabi sono lunico popolo della terra che è stato risparmiato dalla campagna globale volta a mantenere viva la memoria del peggior crimine della storia (la Shoah).
La Schindler di Varsavia
soprannominata la Schindler di Varsavia, è appena mancata, a 98 anni,
Al Teatro Arsenale
Prosegue fino al 25 maggio al Teatro Arsenale di Milano il progetto con cui Luca Fusi ha reinterpretato e diretto, dopo oltre 60 anni dalla stesura, il celebre e drammatico romanzo/saggio di Primo Levi Se questo è un uomo. Nel progetto teatrale, Luca Fusi ha mantenuta intatta tutta la forza narrativa creata da Levi, rappresentando, in una sorta di rito, la visione originale dello scrittore, che ritrae con distaccata freddezza e con quella razionalità ricca di dettagli derivante dal suo background scientifico, l’orrore del campo di sterminio ma soprattutto dello spaventoso meccanismo che in esso impera.
Una terra e due popoli. Sulla questione ebraico-araba
A partire dagli anni della guerra Buber sentì lobbligo di partecipare al movimento sionista e alla discussione politica ebraica, cercando di svolgere il ruolo di coscienza politico-morale dellebraismo contemporaneo e guidando diversi gruppi il più importante, a partire dagli anni Trenta fu lIchud – che si ponevano sì allinterno del progetto sionista, ma in forte tensione con la sua anima maggioritaria. Dei numerosi scritti prodotti da Buber in questi dibattiti Giuntina ha appena pubblicato una interessante antologia intitolata Una terra e due popoli Sulla questione ebraico-araba


