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Informazione ebraica

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informazione comunitaria: di fronte allo strapotere dei media e all’emergere dei nuovi strumenti di informazione elettronica, la minoranza ebraica italiana deve cercare di adeguarsi alle sfide del momento per raggiungere e tenere in collegamento i propri iscritti e per rispondere alle continue sollecitazioni che provengono dall’esterno.
Che cosa vuole dire fare informazione ebraica oggi? Quali obiettivi sono ancora da raggiungere? In che direzione dovranno evolversi i mezzi di comunicazione?

Il caso della Voce di Mantova: incontro stampa

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tirando fuori il vecchio stereotipo dell’ebreo, vuole colpire quei valori che noi rappresentiamo, e cioè la laicità e il diritto alla diversità. Quindi, non è a noi che si deve chiedere scusa, ma all’intera città”. Lo ha detto il presidente dell’UCEI, Claudio Morpurgo, a Mantova, dopo le vicende che hanno coinvolto uno dei due giornali locali, la Voce di Mantova .

Claudio Morpurgo: il più giovane presidente Ucei

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dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. È stato eletto nella riunione di Consiglio del 26 febbraio dopo le dimissioni date da Amos Luzzatto per gravi motivi di salute. I Consiglieri Ucei avevano respinto le dimissioni del presidente Luzzatto, ipotizzando

Nuova iniziativa: Progetto Networking

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Lavoro e giovani: aiuto dagli esperti
Obiettivo: offrire ai giovani della Comunità ebraica di Milano strumenti utili per affrontare al meglio la fase iniziale del percorso lavorativo o crescere professionalmente. Il progetto è stato ideato da una commissione guidata

Milano ebraica fa scuola

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Una sola comunità, tre istituti, numerosi modelli culturali. L’esistenza di realtà scolastiche differenti e in concorrenza fra di loro nell’ambito della presenza ebraica milanese è stata per molti anni considerata motivo di divisione, di lacerazione, di impoverimento. Talvolta è stata anche additata come un fattore di rischio per l’unità e la solidità economica di strutture che le esigenze di bilancio

Stagione sportiva

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la cui origine risale alle vicende legate alla festa di Chanukkà, che celebriamo in questo mese, ma che significa anche sport, amicizia, incontri internazionali, tornei, disciplina e salute. A Milano ha avuto una lunga storia, legata a personaggi come Massimo Della Pergola e Elie Sasson, raccoglie oggi il testimone il nuovo presidente, Davide Zelnick, Andy per gli amici, che faceva parte del consiglio del Maccabi negli anni 90

Grande successo a Milano del gruppo Nahalat Yehuda

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Un folto gruppo di giovani ballerini israeliani tra i 16 e i 20 anni, che vive e studia in Israele nella scuola Nahalat Yehuda, ha aperto la sera del 21 novembre lo spettacolo al Teatro Nuovo per l’Adeissima 2005. Quest’anno era tra l’altro una celebrazione particolare perché l’Adei-Wizo festeggia i suoi 85 anni di vita. “La danza e il canto come momento accomunante e d’integrazione”, ha detto la regista Andrèe Ruth Shammah, che ha introdotto lo spettacolo.

Il Presidente Katsav a Milano

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ha affiancato il tricolore sul tetto del Quirinale: è un evento di grande importanza per i nuovi rapporti politici tra Israele ed Italia. Chi parla è Moshé Katsav, il presidente israeliano in visita nella grande sinagoga di via della Guastalla

Tesi a confronto

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di Rav Arbib, la sera del 14 dicembre, il dibattito comunitario sulla crisi che ha portato all’avvicendamento al vertice della Comunità milanese e alla ricomposizione del Consiglio dopo le dimissioni del presidente Jarach e di cinque consiglieri. Introdotto da Guido Vitale, moderatore della serata e direttore di Mosaico, il confronto, pur con momenti accesi e controverse ricostruzioni degli avvenimenti

Nuovo presidente, nuovo Consiglio

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Un nuovo presidente e un Consiglio integrato da sei nuove entrate.
In attesa del rinnovo elettorale previsto per la prossima primavera, questo è il risultato della riunione straordinaria del Consiglio della Comunità ebraica di Milano tenutasi

Preparare il futuro

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Preparare il futuro: formare docenti che possano trasmettere la cultura ebraica.
E’ il nuovo impegno dell’Ufficio Rabbinico milanese

L’insediamento del nuovo rabbino

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Alla presenza di Rav Shelomò Moshé Amar, Rabbino Capo Sefardita di Israele, domenica 18 settembre (14 di Elul 5765) si è tenuta la cerimonia di insediamento del nuovo Rabbino Capo di Milano, Rav Alfonso Arbib, presso il Tempio Centrale Hechal David uMordechai, in via Guastalla 19. E’ stata anche l’occasione, per tutta la comunità milanese, di rivolgere un saluto a Rav Giuseppe Laras, che l’ha guidata per 25 anni.

Rav Arbib vuole lavorare per creare un fattivo clima di concordia e armonia che permetta di costruire una Comunità sempre più unita e più forte. Il compito fondamentale di una Comunità è, secondo Rav Arbib, l’educazione ai valori e alla vita ebraica; ma anche quello di creare le condizioni perché possa esternarsi l’identità ebraica di ciascuno.

Nei suoi progetti c’è un Ufficio rabbinico centrale efficiente e importante in via Guastalla. Il complesso del Tempio maggiore deve rimanere il luogo delegato allo svolgimento e rafforzamento delle attività educative e didattiche. La scuola è un secondo elemento centrale, inscindibile dalla futura azione dell’Ufficio rabbinico.

La disponibilità al colloquio sembra un punto irrinunciabile per il nuovo rabbino capo. “Bisogna saper ascoltare; ogni richiesta deve aver valore da chiunque provenga; bisogna saper parlare con tutti per capire problemi ed esigenze di ognuno; non bisogna chiudere mai la porta a chi si rivolge a noi”.

Per quanto riguarda i rapporti con Israele, Rav Arbib si propone di incrementare i contatti con le istituzioni culturali israeliane e di sviluppare progetti di miglioramento della conoscenza della lingua ebraica, a cominciare dalla scuola, e della storia dello Stato di Israele, del sionismo e della realtà israeliana.

“Il compito che ci aspetta è particolarmente arduo”, ammette rav Arbib ma aggiunge: “Parafrasando Rabbi Tarfon dal trattato di Avot: Non sta a noi finire il lavoro, ma non siamo neppure liberi di ritirarci”.

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