Programma elettorale Lista Shalom

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GIUSEPPE CHALOM DETTO JOE
LISTA N. 6 SHALOM

chalomSono nato il 29/06/60 a Milano, che è sempre stata la mia città e la mia comunità.
Nei primi anni 80 fino agli inizi dei 90, ho ricoperto la carica di presidente del leggendario “Centro Sociale Maurizio Levi”.
Il Maurizio Levi era uno spazio degli ebrei italiani, per gli ebrei e no, purché amici, uno spazio di inclusione che aveva il compito di tenere le porte aperte a tutti quelli che amavano e rispettavano la nostra gloriosa, plurimillenaria tradizione .
Fra le varie attività collegate a questa presidenza, ho avuto modo di occuparmi di editoria, con un giornale autarchico che usciva in 36 pagine a colori, di teatro e dell’organizzazione di eventi politici, culturali o semplicemente ludici.
Negli anni successivi, fino ai giorni nostri, sono rimasto presente ed attento testimone dei momenti più importanti della vita della Comunità. Ho avuto modo di convincermi del fatto che uno come il sottoscritto in consiglio potrebbe infastidire eventuali specialisti del sottobanco, come quelli che in passato hanno goduto di presenze dormienti, spero non  acquiescenti, sui banchi di chi qualcosa avrebbe potuto e dovuto dire, mentre le finanze comunitarie venivano saccheggiate.
Oggi la nostra sarebbe potuta essere una comunità ricchissima, quindi il fatto che il marcio sia comunque emerso lascia intravedere ottime prospettive per un futuro roseo.
Non ritengo ormai utile, se è vero che di recente qualcosa si muove verso il meglio, rivangare il passato.
Basterà evitare di ricadere negli ormai noti errori.
Nelle ultime elezioni mi sono presentato fuori lista, e non ho ottenuto il quorum.
Anche questa volta, consapevole della difficoltà di presentarsi da solo,
non organizzo né aderisco a liste, perché il concetto di lista è contrario alla mia idea di democrazia.
Aderire ad una lista significa anche promettere fedeltà di voto ad un capolista.
Credo invece che in qualsiasi ambito, soprattutto quando si è ottenuta la fiducia di tante persone, si ha il dovere e la responsabilità  di votare per il bene comune, secondo   coscienza e non accodarsi in modo acritico a chi ha il merito di averti prenotato una sedia in consiglio.
Se eletto posso assicurare il mio sostegno a tutte le iniziative prese nell’interesse delle priorità della nostra comunità , che vedono scuola, casa  di riposo e luoghi di culto in prima posizione.
Vedrei il mio spazio lì dove ho  una certa esperienza, la promozione di eventi culturali, sportivi e ricreativi.
Il sogno nel cassetto, mai domo: ridare ai nostri giovani uno spazio dove svolgere le varie attività con un minimo comune denominatore: Ebrei e veri amici, insomma un nuovo Maurizio Levi, possibilmente nel centro di Milano.

Nel presente, da alcuni anni, mi occupo di coordinare i rapporti fra il Maccabi Milano e la sezione romana, con particolare attenzione all’organizzazione delle Maccabiadi, un evento ebraico di portata mondiale, a cui la Città di Milano dovrebbe avvicinarsi di più, vista la dimensione dell’evento, che quest’ anno si terrà nel mese di luglio a Berlino.

Pur presentandomi da solo mi viene richiesto di dare un nome alla mia lista e scelgo una delle parole ebraiche più belle e di miglior augurio: Shalom

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