di Nina Prenda
Secondo i dati della Direzione Tekuma, appena il 23% degli intervistati dichiara di sentirsi “molto” o “abbastanza” sicuro vivendo nella regione, in netto calo rispetto al 35% registrato nel 2024. Parallelamente, solo il 40% afferma di avere fiducia negli organi statali (governo, Knesset, polizia e sistema giudiziario), una rilevazione introdotta per la prima volta nel 2025.
Attualità e news
Addio a Daniel Louz, sopravvissuto alla Shoah e al 7 ottobre: “Ho temuto Hamas più della II Guerra Mondiale”
di Pietro Baragiola
Pochi giorni prima di morire, durante la cerimonia di Yom HaShoah al kibbutz Yad Mordechai, Louz ha acceso una candela commemorativa, parlando della sua esperienza: “noi sopravvissuti alla Shoah, che abbiamo costruito una casa e uno Stato, accendiamo questa candela in memoria delle vittime della Seconda Guerra Mondiale e del 7 ottobre.”
USAID rivela: altri quattro lavoratori dell’UNRWA parteciparono agli attacchi del 7 ottobre
di Nina Prenda
Tre di quelli identificati erano insegnanti impiegati dall’UNRWA e il quarto era un assistente sociale dell’UNRWA, che avrebbe tenuto in ostaggio civili dopo essere stati rapiti nel sud di Israele e/o aver svolto attività terroristiche in territorio israeliano il 7 ottobre 2023. Il personale è stato deferito al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, dove è possibile che una sospensione formale impedisca loro di lavorare in organizzazioni umanitarie finanziate dagli Stati Uniti in futuro.
Regno Unito: antisemitismo a livelli record. Starmer: “Odio contro gli ebrei spesso minimizzato”
di Maia Principe
Questo episodio si verifica mentre il Regno Unito ha innalzato il livello di allerta terrorismo in seguito a una serie di attacchi contro la comunità ebraica. E il primo ministro parla apertamente di crisi e stanzia 25 milioni di sterline per la protezione delle comunità ebraiche.
Usa: sindacato insegnanti accusato di diffondere antisemitismo
di Maia Principe
Secondo quanto affermato dal Louis D. Brandeis Center for Human Rights Under Law, la National Education Association (NEA) impedisce agli ebrei di ottenere promozioni, opportunità di tutoraggio e di partecipare a iniziative di giustizia sociale.
La guerra parallela e invisibile delle fake news: Israele investe 730 milioni per riconquistare il mondo
di Nina Deutsch
Dalla crisi d’immagine negli Stati Uniti all’offensiva sui social, il governo israeliano trasforma la comunicazione in un fronte strategico. Budget record per influencer, campagne e media monitoring. Tra esperti che avvertono «potrebbe essere troppo tardi» e altri che ne sollecitano la necessità, proseguono le proteste globali e la disinformazione virale, mentre il divario tra diplomazia e percezione popolare continua ad allargarsi.
Eurovision 2026: Israele tra proteste, sicurezza rafforzata e tensioni politiche: «Puntiamo alla vittoria»
di Nina Deutsch
A Vienna sono attese contestazioni, possibili boicottaggi e misure di sicurezza rafforzate per la delegazione israeliana. Tra pressioni internazionali, nuove regole di voto e rapporti diplomatici complessi, il team guidato da Noam Bettan prepara la competizione puntando al primo posto, nonostante un clima definito «difficile e incerto».
2025, record per l’antisemitismo in Canada: quasi 7mila incidenti
di Nina Prenda
La stragrande maggioranza (92%) degli incidenti registrati si è verificata in spazi digitali, con 6.248 casi di molestie online. Il sondaggio ha registrato 10 episodi di violenza, 299 casi di vandalismo e 243 episodi di molestie nel mondo reale. La cifra era superiore del 9,3 per cento rispetto al precedente record di 6.219 fissato nel 2024, ha detto l’organizzazione.
L’UE condanna i libri di testo dell’Autorità nazionale palestinese contenenti “antisemitismo e glorificazione del jihad”
di Nina Prenda
Nella relazione dell’UE si è chiesto che qualsiasi finanziamento futuro all’AP sia condizionato alla rimozione di “contenuti antisemiti, incitamento alla violenza e glorificazione del martirio e del jihad” dai libri di testo. Ma è il settimo anno consecutivo in cui sono state emesse tali condanne, e nulla ancora è cambiato.
Gaza e Cisgiordania, due opinioni pubbliche diverse
di Davide Cucciati
Il dato più rilevante riguarda infatti le preferenze sul futuro del conflitto. Il 59% dei palestinesi indica la soluzione a due Stati come opzione preferita, in aumento rispetto al 2023. Il sostegno è più alto a Gaza, dove raggiunge il 64%, contro il 56% in Cisgiordania. Un risultato che contraddice l’idea di una radicalizzazione uniforme dopo la guerra, pur senza implicare automaticamente un’apertura alla normalizzazione con Israele.
A Tel Aviv il summit della pace: migliaia in piazza per rilanciare la partnership israelo-palestinese
di Anna Balestrieri
L’incontro era promosso dalla coalizione “It’s Time”, che riunisce oltre 80 organizzazioni israeliane impegnate nella coesistenza, nei diritti umani e nella costruzione della pace. Il messaggio centrale dell’evento è stato netto: la pace non deve più essere considerata un’utopia marginale, ma una necessità politica, sociale e morale.
«Non voglio nascondermi»: la scelta di esporsi e il prezzo da pagare
di Nina Deutsch
Ron Dekel, presidente dell’Unione degli studenti ebrei in Germania, racconta giorni segnati da insulti, minacce e paura: da un’aggressione verbale nel centro di Berlino a un confronto davanti a una sinagoga. Un episodio diventato virale che racconta l’aumento degli atti antisemiti e il senso di insicurezza degli ebrei tedeschi.














