di Michael Soncin
Il capo del Mossad David Barnea ha reso noto l’ultimo messaggio inviato dalla spia israeliana il giorno della sua cattura, avvenuta a Damasco il 19 gennaio del 1965, dove fu impiccato. Sarebbe stato catturato semplicemente perché i suoi messaggi sono stati intercettati dal nemico. Prima di oggi si pensava che la sua copertura fosse saltata perché trasmetteva troppo spesso o perché non seguiva le indicazioni.
Attualità e news
Addio al pittore Frederick Terna. Sopravvisse a quattro campi di concentramento
di Redazione
Terna era nato a Vienna nel 1923 ed era cresciuto a Praga. A partire dal 1941, fu imprigionato in quattro campi di concentramento nazisti, tra cui Terezin – dove iniziò a fare arte – e Auschwitz e Dachau.
La comunità ebraica di Casale Monferrato ricorda Antonio Recalcati
di R.I
Un gigante dell’arte affezionatissimo alla Comunità Ebraica di Casale e alla famiglia Carmi con cui era legato da una profonda amicizia. Nell’autunno 1994, in occasione delle celebrazioni per i quattrocento anni della Sinagoga di Casale, è stato anche lui, insieme a Elio Carmi, Aldo Mondino e Paolo Levi, ad avere l’idea del Museo dei Lumi: la raccolta di Chanukkiot d’arte contemporanea, prodotte da artisti ebrei e non.
A Roma una lapide ricorderà i giornalisti ebrei vittime delle leggi razziali
di Redazione
Una lapide nella sede dell’Ordine dei giornalisti del Lazio ricorderà i nomi e le storie dei giornalisti romani vittime della repressione e della violenza nazifascista. La lapide commemorativa verrà inaugurata martedì 13 dicembre 2022 alle 15.30 a Roma, nella sede dell’Ordine professionale, in piazza della Torretta, 36.
Pochi israeliani sostengono le proposte su religione e Stato dei partiti al governo
di Redazione
Meno di un terzo degli israeliani sostiene le principali proposte di legge su religione e Stato, avanzate dai partiti che dovrebbero far parte della prossima coalizione di governo, secondo un sondaggio pubblicato venerdì dall’Israel Democracy Institute.
Nuovo governo: Israele davanti a un bivio. Esperti a confronto
di Anna Balestrieri
“Israele ha votato: e ora che cosa si fa?”. È su questo interrogativo e sul futuro di Israele che si sono interrogati dopo le (ennesime) elezioni nell’incontro di mercoledì 30 novembre i relatori invitati dall’Associazione Italia Israele di Milano in collaborazione con Fondaco Europa e Lekh Lekha.
New York: padre e figlio ebrei colpiti davanti a un supermercato kasher
di Sofia Tranchina
Domenica scorsa, il 4 dicembre, un uomo di 32 anni e suo figlio di 7 anni, visibilmente ebrei (entrambi indossavano kippot), sono stati colpiti dagli spari di una pistola ad aria compressa nel distretto newyorkese di Staten Island, davanti al supermercato kasher “Island Kosher”.
La Germania adotta una strategia contro l’antisemitismo. Ma sarà abbastanza?
di Daniel Mosseri
La Judenhass (l’odio per gli ebrei) nella Repubblica federale non si ferma, alimentata ora dall’antisemitismo di estrema destra, ora dall’antisionismo del fronte opposto, dal complottismo trasversale agli schieramenti, e all’odio di tanti immigrati vecchi e nuovi in arrivo dal Medio Oriente, spesso fomentati da moschee finanziate dall’estero.
Sivan Rahav Meir: «Laici e ortodossi giocano ad allontanarsi sempre di più»
di David Zebuloni
Conduce in prima serata il Tg più seguito del Paese. Ambiziosa, piena di talento, in carriera. Giornalista, mamma e moglie “ultraortodossa”, è oggi un’icona e un simbolo
Israele dovrebbe rinunciare alle proprie (presunte) armi atomiche, mentre l’Iran prosegue nei suoi sforzi per la Bomba?
di Paolo Salom
[Voci dal lontano Occidente] Il mondo cambia, i governi vanno e vengono. Ma certe istituzioni sembrano immuni alla minima evoluzione (in meglio).
La prestigiosa Università di Harvard al primo posto per antisemitismo. Ma non è la sola
di Redazione
L’Università di Harvard è da mesi sotto i riflettori per aver registrato la maggior parte degli incidenti antisemiti nei campus USA: le tre categorie di antisemitismo individuato dall’Amcha sono la «denigrazione» degli studenti ebrei, gli ebrei che sentono di dover «sopprimere» la loro identità e gli ebrei che devono «ridefinire» la loro identità ebraica per renderla accettabile.
Isaac Herzog in Bahrein: è la prima volta di un presidente israeliano nel Golfo Persico
di Sofia Tranchina
La prima visita ufficiale di un presidente israeliano nella regione del Golfo Persico: a due anni dagli Accordi di Abramo, Isaac Herzog si è diretto in Bahrein domenica 4 dicembre, dando il via a una visita di due giorni ai recenti alleati (seguirà infatti una visita negli Emirati Arabi Uniti).














