A Roma una lapide ricorderà i giornalisti ebrei vittime delle leggi razziali

di Redazione
Una lapide nella sede dell’Ordine dei giornalisti del Lazio ricorderà i nomi e le storie dei giornalisti romani vittime della repressione e della violenza nazifascista. La lapide commemorativa verrà inaugurata martedì 13 dicembre 2022 alle 15.30 a Roma, nella sede dell’Ordine professionale, in piazza della Torretta, 36 (nella foto).
«La cerimonia intende contribuire a restituire memoria ed onore alle giornaliste e ai giornalisti ai quali fu usurpata la dignità professionale, fu cancellata arbitrariamente l’iscrizione all’Odg e venne impedita l’attività giornalistica. Per molti di loro e per le loro famiglie, la persecuzione causata dalle leggi razziali introdotte dal fascismo nel 1938, fu particolarmente violenta e crudele», dice Guido D’Ubaldo, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio.
«Le loro storie personali e il sacrificio di molti di loro – prosegue – coincidono con il periodo più nero della nostra storia e della libertà di espressione e di stampa nel nostro Paese. Con la lapide a loro dedicata intendiamo svolgere un’azione di informazione soprattutto rivolta ai giovani, per trasmettere loro un messaggio di impegno permanente contro discriminazioni, razzismo, antisemitismo. Fenomeni rispetto ai quali non si può abbassare la guardia e che purtroppo, in alcuni casi, vediamo riaffiorare».
Sulla lapide in marmo che verrà apposta nella sede dell’Odg Lazio, sono incisi i nomi dei 35 giornalisti e tipografi ebrei romani le cui storie sono state ricostruite e raccontate grazie ad uno studio dello storico e professore universitario Enrico Serventi Longhi.
«La ricerca è un cantiere ancora aperto – ha evidenziato lo storico – non abbiamo ancora ricostruito completamente le storie di tutti questi giornalisti e con l’Ordine nazionale è in corso una interlocuzione per realizzare un progetto che coinvolga in tutta Italia comunità, musei, archivi per arrivare a creare percorsi didattici che coinvolgano anche gli studenti delle scuole».